Ad un giorno
dalle celebrazioni ufficiali del xxv aprile non si smorzano le polemiche. A suscitarle la
contestazione del collettivo lavenese Ernesto e le formiche rosse e la conseguente uscita,
da più parti giudicata infelice del primo cittadino lavenese Sergio Trezzi. Una Bella
ciao cantata a squarcia gola per coprire il discorso del sindaco da una parte.
Dallaltra un "bisognerebbe tornare ai bastoni per potere parlare". Più o
meno è suonata così la battuta di un Trezzi irritato dalla contestazione del gruppo. Trezzi
si è detto amareggiato. "Nel finale del mio discorso ha ribadito ho
fatto notare che avevamo appena finito di commemorare coloro che ci hanno permesso di
entrare nella libertà e nella democrazia e il comportamento dei gruppi che si sono
messi cantare ha vanificato questo risultato, per questo ho aggiunto che forse sarebbe
stato il caso di prendere il bastone per ritornare a parlare". Questa la conclusione
della mattinata. Ma veniamo allorigine. Piazza Italia: sono in corso le celebrazioni
ufficiale per il cinquantaseiesimo anniversario della Liberazione. Parla la relatrice
dellAnpi, la banda intona Bella ciao e prende la parola il Sindaco in tricolore.
Vano il tentativo di proferire parola. Parte subito il canto e il rumoreggiare del gruppo,
seguito dai componenti del circolo di Rifondazione comunista. E poi luscita finale
di Trezzi.
Anche il boicottaggio del gruppo ha ricevuto delle critiche. Rosaldo Aimetti,
capogruppo della minoranza del centrosinistra ha preso la parola al termine della
manifestazione, anche se non iscritto a parlare. "La battuta del sindaco non è stata
opportuna ha affermato - ma è anche vero che non si può a priori non far parlare,
ma al massimo contestare quanto si ascolta, quanto successo dava adito a reazioni negative
sia del sindaco sia della gente, nel mio intervento ho voluto ricordare il xxv aprile come
superamento dellantagonismo e delle contrapposizioni forti, come momento di unione e
confronto, dallaltra parte la frase espressa dal Sindaco rimane legata a concetti
più vecchi di cinquantanni".
"Abbiamo voluto coprire le parole di chi illegittimamente parla di resistenza e di
antifascismo" hanno detto quelli di Ernesto e le formiche rosse. Nulla di
premeditato, ma spontaneo lappoggio di Rifondazione comunista. Parla il segretario
del circolo Massimo Minotti. "Non può non balenare nella mente il famoso articolo,
per il quale era stato pure fatto un esposto alla procura, apparso sullInformatore e
curato dalla amministrazione in cui si diceva che sarebbe stato opportuno usare i
sommergibili anche nel Lago per affondare eventuali clandestini, questo è lo spirito
della Lega e di Trezzi in quanto leghista, che fonda le proprie radici in presupposti
razzisti, gli stessi che cinquantasei anni fa gli antifascisti combatterono. Ci ha
infastidito, e unirci al coro è stato spontaneo, bisogna uscire dalla logica locale e dal
buonismo che fa dei nostri amministratori bravi uomini comunque, appartengono ad un
movimento e se non condividono sparate come quelle di Borghezio o i manifesti sui nazisti
rossi, allora che si dissocino, ne prendano atto ed escano dalla Lega"