"Siamo alle soglie di una nuova era, che porta con sè grandi speranze
ed inquietanti interrogativi. Quali saranno le conseguenze dei cambiamenti in atto?
Potranno tutti trarre vantaggio da un mercato globale? Avranno finalmente tutti la
possibilità di godere la pace? Oppure le competizioni economiche e le rivalità tra i
popoli e nazioni condurranno l'umanità verso una situazione di instabilità ancora
maggiore? La sfida insomma è quella di assicurare una globalizzazione nella solidarietà,
una globalizzazione senza marginalizzazione" (Giovanni Paolo II).
Stiamo affrontando i tempi della new-economy con tutti i cambiamenti e gli adattamenti che
essa comporta. La Giornata della Solidarietà ci ha aiutato a ripensare al cammino che la
nostra società sta compiendo, coinvolta in una trasformazione epocale dall'inizio del
secolo scorso, che si pone nella linea delle grandi scoperte (automobile, radio,
aeroplano, internet) e delle grandi risorse energetiche (il vapore, l'elettricità, il
petrolio, l'atomo) che hanno trasformato il lavoro e la vita delle persone.
Ritrovarsi a pregare e a riflettere con il Cardinale alla vigilia del 1° Maggio, in
un'azienda della Zona di Varese, ci porta a ripensare al lavoro che cambia, al nuovo che
si profila imprevedibile, alla nostra mentalità che si deve adattare per vivere e guidare
la realtà in evoluzione.
1. Siamo nell'era dell'accesso (J. Rifkin), come una porta che si apre su uno scenario in
cui idee e conoscenze saranno i generatori della ricchezza.
2. Sorgono nuove opportunità, nuovi lavori, lavori buoni e lavori cattivi.
3. Cresce l'orario di lavoro di fatto e questo ci obbliga ad affrontare situazioni
difficili, ad essere un po' degli acrobati: l'uso del tempo diventa una sfida. Ci si sente
invogliati a spendere energie, sottraendo tempo prezioso alla famiglia, al lavoro di cura,
al tempo libero.
4. Sale la disuguaglianza tra ricchi e poveri, tra competenti e non competenti, tra
occupati e disoccupati, tra giovani e anziani. Il fenomeno riguarda le persone e le
nazioni: aumentano anche gli squilibri tra paesi industrializzati (che rappresentano il
15% della popolazione del pianeta) e gli altri che, non avendo accesso alle nuove
tecnologie, sono condannati a rimanere indietro, almeno per ora.
5. Aumentano però insieme, tra noi, il disagio e l'insicurezza, l'ansia e la paura: sul
futuro, sul lavoro, sulla convivenza, sulla possibilità d'incidere positivamente sulla
società, sulla speranza, sulle povertà e le disuguaglianze, sulle nuove generazioni.
Ci chiediamo che cosa fare nel nostro tempo, quali parole nuove il Signore ci può far
pronunciare, quali immagini di cammini ci suggerisce, quali speranze immettere nel mondo
del lavoro.
· Ogni impegno a superare le solitudini e a ricercare un cammino comune è speranza.
· Ogni tentativo di proporre soluzioni che tolgono dalla emarginazione è vita.
· Ogni sforzo per insegnare ad utilizzare le nuove tecnologie è prospettiva operosa.
· Ogni accordo che sostiene e fa trovare un lavoro crea sicurezza.
· Ogni sollecitazione che fa uscire dalla rassegnazione costruisce dignità.
· Ogni accompagnamento che incoraggia le persone in difficoltà apre all'autonomia.
· Ogni solidarietà che non abbandona le persone al proprio destino, ma le inserisce in
una attenzione comune di scelte e di soluzioni porta fiducia.
Come comunità cristiana siamo interpellati su:
· il diritto ad un lavoro dignitoso per tutti e la sfida a coglierne il senso per la
nostra vita personale, familiare, sociale e di fede
· la convivenza multietnica, rispettosa delle persone e delle giuste regole
· il rispetto dell'ambiente e la ricerca sempre più concreta di uno sviluppo globale
sostenibile
· il benessere, i nuovi stili di vita e la riduzione dei consumi inutili
· il primato della persona e dei suoi valori nella ricerca scientifica
· la costruzione di un mondo più solidale nei confronti delle popolazioni accerchiate
dalla fame e delle malattie
· il cammino della giustizia, rivedendo gli attuali modelli economici, culturali e
politici
· la scelta dell'unità tra i popoli e la pace, sempre più insidiata da tanti squilibri
e conflitti.
Tutto questo ci rimanda alle riflessioni liberanti della Scrittura: il nuovo mondo, la
nuova terra, la nuova alleanza, la nuova Gerusalemme, fino ad arrivare all'Uomo nuovo,
alla vita nuova, allo Spirito nuovo. La Comunità Cristiana sente la responsabilità di
rendere concreti i contenuti di queste speranze riprendendo la vocazione che Gesù ci
offre come "popolo delle beatitudini".
Veglia Diocesana dei Lavoratori
lunedì 30 aprile ore 20.30
Con il Card. Carlo Maria Martini
Cassinetta di Biandronno (VA)
Stabilimento Whirlpool Europe
Entrata fabbriche - via A. Moro
ore 20.30 Accoglienza
ore 21.00 Veglia di preghiera e riflessione
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