| Quasi il 50% in più di utile, la raccolta alla
clientela aumentata del 5%. Aumentati del 18% i crediti concessi alla clientela,
mentre in netta diminuzione è il dato dei crediti in sofferenza, cioè dei crediti non
pagati dalla clientela debitrice, sceso all'1,7% dal 2,1% del 1999, a percentuali, cioè,
molto basse.
I numeri emersi dai prospetti contabili presentati all'ultimo
consiglio di amministrazione della banca popolare di Luino la dicono lunga sulla clientela
della banca, che è sicuramente più fiduciosa nel futuro - prendendo il rischio di
indebitarsi un po' di più per investire - e con qualche soldo di più in tasca,
rappresentato dal 5% in più di raccolta.
Ma la dicono lunga anche sulla storica banca di Luino, che da
quattro anni fa parte del gruppo bancario Commercio e Industria. "La banca
quattro anni fa aveva la metà degli impieghi - le somme fornite come credito alla
clientela, che rappresentano uno dei "prodotti" della banca, n.d.r. - oggi li
abbiamo raddoppiati, e nel contempo abbiamo anche diminuito la percentuale di
sofferenza" spiega Domenico Guidi, direttore generale della storica Popolare.
"la nostra clientela affidata (quella cioè che ha chiesto prestiti, n.d.r.)
rappresenta il territorio: è molto frazionata, con un rapporto diretto con la banca.
Quando ci chiedono prestiti per l'azienda, per esempio, noi abbiamo di fronte persone di
cui conosciamo spesso anche i patrimoni privati. Questo aiuta un
nostro diverso modo di erogare crediti, senza particolari politiche restrittive per i
piccoli clienti: facciamo credito a tutti gli operatori del territorio, anche e
soprattutto alle imprese piccole". Insomma, conosciuti e
leali entrambi, tra la banca popolare di Luino e di Varese e i suoi clienti sembra ci sia
perfetto accordo. Grazie, forse, a scelte strategiche...
"Le scelte strategiche sono state fatte all'inizio del
rapporto con la banca Popolare Commercio e Industria. Al momento dell'entrata nel gruppo,
sono state fuse l'organizzazione, i dati, i pagamenti da e per l'estero: cose che
rendevano più razionale ed economica la gestione delle banche del gruppo. Ma le decisioni
commerciali e dei crediti, cioè quelle che più direttamente riguardano i clienti, sono
state lasciate alla Popolare di Luino e Varese. Così, certe sinergie sono possibili
perchè si fa parte di un gruppo, ma si può mantenere allo stesso tempo un rapporto
stretto col territorio. Noi ci sentiamo ancora molto "popolare di Luino e di
Varese"... D'altra parte nel consiglio di amministrazione della banca ci sono solo
tre membri del gruppo. Gli altri dieci sono varesini"
Il consiglio di amministrazione è infatti presieduto da Antonio
Bulgheroni, il "patron" della Lindt italiana. Vicepresidente invece è Paolo
Lamberti, grande imprenditore chimico di Albizzate e presidente dell'università Cattaneo
di Castellanza, mentre tra i consiglieri ci sono il bustocco Marino Vago, imprenditore
tessile e presidente di Univa, Dario Guidali, ex presidente degli artigiani e della
camera di Commercio, Carlo Bottinelli proprietario della più grande azienda in provincia
di distribuzione di vini e presidente dell'associazione commercianti, oltre
all'imprenditore gallaratese Rino Bonomi, il professionista varesino Luigi Jemoli,
l'imprenditore di Busto Arsizio Bruno Tosi, e ai luinesi Angelo Baldioli e Paolo Ferrini.
"Quella di entrare a fare parte di un gruppo bancario, a metà
degli anni '90, è stata una scelta quasi forzata - prosegue Guidi - il mercato
stava andando inesorabilmente in quella direzione, tutte le banche stavano unendo le loro
forze per costituire società più forti in un settore che si stava ingrandendo e
concentrando al l contempo. Non potevamo che seguire il trend del mercato: andare contro
di esso sarebbe stata una scelta insostenibile".
Il mercato del settore, così come si stava configurando, non solo
puntava sulle concentrazioni, ma anche sull'aumento degli sportelli. Il che si è
tradotto, spesso, anche nell'apertura di sportelli finanziari gestiti da promotori e
rivolti ai soli investimenti per i privati: "La banca popolare di Luino e di Varese
ha fatto in questo senso una scelta completamente diversa. La nostra è quella che viene
definita una banca "commerciale" o "generalista". Si occupa per
tradizione e definizione a 360 gradi dei clienti, anche se non ci manca per esempio il
servizio di private banking per i clienti con grosse somme da investire. Se noi possiamo
dire di avere una specializzazione, quella è invece principalmente geografica: noi siamo
nati a Luino, nel luinese noi siamo "la banca". E la nostra missione è servire
i clienti del Varesotto, e poi il nostro nuovo bacino di Como, Lecco, Milano e
Verbania".
Un bacino che si è esteso, in questi ultimi anni... "La nostra
è un'opera di consolidamento delle posizioni, più che di
espansione. Tuttavia, le nostre agenzie nella sola Varese sono passate in questi anni da
due a tre, nel varesotto siamo passati da 45 a 53 sportelli, e nel 2001 abbiamo in
previsione l'apertura di altri sei".
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