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Ore 16.33.19
Giorno
07/06/07
 
Varese - Si è legata ad un gruppo bancario nazionale, ma è ancora più territoriale di prima: storia degli ultimi anni della Banca Popolare di Luino e di Varese, a partire dagli ultimi dati di bilancio
Rinascita di una Popolare

Quasi il 50% in più di utile, la raccolta alla clientela aumentata del 5%.  Aumentati del 18% i crediti concessi alla clientela, mentre in netta diminuzione è il dato dei crediti in sofferenza, cioè dei crediti non pagati dalla clientela debitrice, sceso all'1,7% dal 2,1% del 1999, a percentuali, cioè, molto basse. 

I numeri emersi dai prospetti contabili presentati all'ultimo consiglio di amministrazione della banca popolare di Luino la dicono lunga sulla clientela della banca, che è sicuramente più fiduciosa nel futuro - prendendo il rischio di indebitarsi un po' di più per investire - e con qualche soldo di più in tasca, rappresentato dal 5% in più di raccolta.

Ma la dicono lunga anche sulla storica banca di Luino, che da quattro anni fa parte del gruppo bancario Commercio e Industria. "La banca quattro anni fa aveva la metà degli impieghi - le somme fornite come credito alla clientela, che rappresentano uno dei "prodotti" della banca, n.d.r. - oggi li abbiamo raddoppiati, e  nel contempo abbiamo anche diminuito la percentuale di sofferenza" spiega Domenico Guidi, direttore generale della storica Popolare. "la nostra clientela affidata (quella cioè che ha chiesto prestiti, n.d.r.) rappresenta il territorio: è molto frazionata, con un rapporto diretto con la banca. Quando ci chiedono prestiti per l'azienda, per esempio, noi abbiamo di fronte persone di cui conosciamo spesso anche i patrimoni privati. Questo aiuta un nostro diverso modo di erogare crediti, senza particolari politiche restrittive per i piccoli clienti: facciamo credito a tutti gli operatori del territorio, anche e soprattutto alle imprese piccole". Insomma, conosciuti e leali entrambi, tra la banca popolare di Luino e di Varese e i suoi clienti sembra ci sia perfetto accordo. Grazie, forse, a scelte strategiche...

"Le scelte strategiche sono state fatte all'inizio del rapporto con la banca Popolare Commercio e Industria. Al momento dell'entrata nel gruppo, sono state fuse l'organizzazione, i dati, i pagamenti da e per l'estero: cose che rendevano più razionale ed economica la gestione delle banche del gruppo. Ma le decisioni commerciali e dei crediti, cioè quelle che più direttamente riguardano i clienti, sono state lasciate alla Popolare di Luino e Varese. Così, certe sinergie sono possibili perchè si fa parte di un gruppo, ma si può mantenere allo stesso tempo un rapporto stretto col territorio. Noi ci sentiamo ancora molto "popolare di Luino e di Varese"... D'altra parte nel consiglio di amministrazione della banca ci sono solo tre membri del gruppo. Gli altri dieci sono varesini"

Il consiglio di amministrazione è infatti presieduto da Antonio Bulgheroni, il "patron" della Lindt italiana. Vicepresidente invece è Paolo Lamberti, grande imprenditore chimico di Albizzate e presidente dell'università Cattaneo di Castellanza, mentre tra i consiglieri ci sono il bustocco Marino Vago, imprenditore tessile e presidente di Univa, Dario Guidali, ex presidente degli artigiani e  della camera di Commercio, Carlo Bottinelli proprietario della più grande azienda in provincia di distribuzione di vini e presidente dell'associazione commercianti, oltre all'imprenditore gallaratese Rino Bonomi, il professionista varesino Luigi Jemoli, l'imprenditore di Busto Arsizio Bruno Tosi, e ai luinesi Angelo Baldioli e Paolo Ferrini.

"Quella di entrare a fare parte di un gruppo bancario, a metà degli anni '90, è stata una scelta quasi forzata - prosegue Guidi -  il mercato stava andando inesorabilmente in quella direzione, tutte le banche stavano unendo le loro forze per costituire società più forti in un settore che si stava ingrandendo e concentrando al l contempo. Non potevamo che seguire il trend del mercato: andare contro di esso sarebbe stata una scelta insostenibile". 

Il mercato del settore, così come si stava configurando, non solo puntava sulle concentrazioni, ma anche sull'aumento degli sportelli. Il che si è tradotto, spesso, anche nell'apertura di sportelli finanziari gestiti da promotori e rivolti ai soli investimenti per i privati: "La banca popolare di Luino e di Varese ha fatto in questo senso una scelta completamente diversa. La nostra è quella che viene definita una banca "commerciale" o "generalista". Si occupa per tradizione e definizione a 360 gradi dei clienti, anche se non ci manca per esempio il servizio di private banking per i clienti con grosse somme da investire. Se noi possiamo dire di avere una specializzazione, quella è invece principalmente geografica: noi siamo nati a Luino, nel luinese noi siamo "la banca". E la nostra missione è servire i clienti del Varesotto, e poi il nostro nuovo bacino di Como, Lecco, Milano e Verbania".

Un bacino che si è esteso, in questi ultimi anni... "La nostra è un'opera di consolidamento delle posizioni, più che di espansione. Tuttavia, le nostre agenzie nella sola Varese sono passate in questi anni da due a tre, nel varesotto siamo passati da 45 a 53 sportelli, e nel 2001 abbiamo in previsione l'apertura di altri sei".

Stefania Radman

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