| Con la partenza
dei cantieri svizzeri di Alptransit,
per loro natura internazionali perchè nati per collegare su ferro il nord Europa con
l'Italia attraverso la Svizzera, diventa urgente fare il punto su come si svilupperà nei
prossimi anni il trasporto industriale - la"logistica" - e quanto può essere
sfruttato a favore delle zone interessate il grande investimento messo in atto dalla
Confederazione. Quello che viene salutato con interesse anche
dalle associazioni ambientaliste svizzere, che vedono nello spostamento delle merci su
rotaia una possibilità per rendere meno opprimente l'inquinamento causato dalle migliaia
di veicoli commerciali che transitano dalla Svizzera per raggiungere il sud europa,
rappresenta infatti anche un possibile collegamento tra le zone del varesotto, Malpensa e
l'Europa continentale: un'occasione che si rischia di perdere dopo le ultime risoluzioni
svizzere, che hanno deciso di privilegiare l'asse Chiasso-Como per collegare Alptransit
all'Italia. Un'occasione che si può recuperare con il recupero del progetto
Arcisate-Stabio, piccola ma fondamentale parte di una congiunzione possibile tra il grande
tracciato ferroviario e la nostra provincia.
E su questi punti, se la parte italiana sembra non
accorgersi di quanto rivoluzionaria possa essere anche per le nostre zone una
infrastruttura del genere, ci pensa Lugano a spronare il dialogo tra Lombardia e Svizzera,
con un convegno organizzato dalla AITI (Associazione Industrie Ticinesi) previsto per
tutta la durata di lunedì 5 febbraio che coinvolgerà i rappresentanti dell'industria
italiana e svizzera, i massimi dirigenti delle ferrovie italiane e svizzere nonchè i
politici Massimo Corsaro, assessore alle infrastrutture e mobilità della regione
Lombardia e Marco Borradori, consigliere di stato e direttore del dipartimento del
territorio del Canton Ticino.
Un argomento che porta all'hotel De La Paix di Lugano
Paradiso il presidente delle Ferrovie dello Stato italiane Claudio Dematté, il presidente
delle Ferrovie Nord Norberto Achille e il presidente delle ferrovie federali svizzere
Thierry Lalive d'Epinay. Ma anche Giacomo Castiglioni dell'unione industriali di Como,
Marino Vago, presidente dell'unione industriali di Varese e Giancarlo Bordoni, past
president e coordinatore della commissione "Logistica e trasporti"
dell'associazione industrie ticinesi.
Il convegno, che avrà inizio alle 9,00 presso l'hotel de
la Paix, in via Silvio Calloni a Lugano, durerà tutta la giornata: le sue conclusioni
sono previste infatti solo per le 17.
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