|
|
 |
| Basket Il nuovo record di Pozzecco (42 punti) non salva Varese |
| Brutta battuta
d'arresto casalinga per i Roosters contro Avellino: 87-92 |
|
Basta sentire Lombardi in sala
stampa per capire il clima in casa Roosters: Dadone ne ha per tutti più o meno
velatamente; cominciamo con la società; a proposito della vittoria di Cantù Lombardi fa
un distinguo: "Non dimentichiamoci che Cantù ha acquistato Damiao e Santangelo: noi
giochiamo con Di Giuliomaria con la varicella e Cazzaniga che ha una caviglia come un
melone", chiare le allusioni al mercato ancora fermo di Varese nonostante i propositi
di rafforzamento.
Durissimo con Herbert Jones, oggi latitante e senz'anima: "Ad un certo punto non
avevo più idea di chi far marcare a Jones", ironizza il coach; "forse stasera
non sarebbe stato in grado di marcare nemmeno me in panchina". Pungente anche con
Wucherer: " Contro Roseto e sotto la mia totale responsabilità ho deciso di far
giocare a lungo Davolio:
Stasera ho fatto giocare il tedesco (dice proprio così Lombardi); ai giornalisti tirare
le conseguenze.." Insomma, arrabbiato e pungente, Dado. Non disperato. "Abbiamo
fatto un passettone indietro, ma sono convinto che ci salveremo: Certo avevo provato ad
incentivare i giocatori spronandoli a cercare l'accesso ai playoff. Oggi abbiamo
spadellato, ma in fondo è la prima partita da vincere che sbagliamo".
Stasera forse è però la stessa conduzione di Lombardi a peccare in qualche cosa:
Certamente nell'intestardirsi su Burditt e Pozzecco in campo per 39 minuti entrambi, anche
in caso di evidente apnea. E se Gianmarco ripaga nell'arco di tutta la partita segnando il
suo nuovo record personale di punti, oggi siamo a 42, Albertone sparisce letteralmente,
sopraffatto dalla stanchezza e dal gioco mulinato da Dunley e Norman. Difficile vincere
con due uomini chiave stremati come
cavalli da soma. D'altra parte, e la storia è vecchia, dietro i
ricambi non incidono. Zanus Fortes sta vivendo il suo anno peggiore; le condizioni di Di
Giuliomaria e Cazzaniga sono quelle che sono: risultato è che Vescovi deve spremersi
contro un due e tredici come Dunley, sparacchiando poi al tiro nel momento del bisogno, ma
soprattutto difendendo per tre, quando Lombardi prova e riprova una zona della
disperazione. Non è così che si vince, ma neppure non si può perdere in questo modo,
stando avanti per metà partita, per poi
crollare fino a - 17 all'inizio dell'ultimo quarto per poi rosicchiare con la disperazione
qualche cosa nel finale. Dopo un periodo di tranquillità nel mirino torna Bulgheroni,
ormai sappiamo che saranno le ultime contestazioni prima di passare la mano.
D'altro canto, non c'è niente da dire: Avellino non è una super
squadra, ma è una compagine più che buona; ha due tiratori che farebbero invidia, specie
a Varese: Ramos e Erdmann mettono insieme 44 punti. Se si aggiungono i 23 del roccioso
lungo atipico Norman, che distrugge letteralmente Burditt e i 10 del buon Dunkley, si
intende perché a differenza di Varese, la Devizia può permettersi un play come Johnson
che tira solo quattro volte in tutta la partita. Tutto l'opposto in casa Roosters, con
Pozzecco costretto a tirare 20 volte per far fronte alla cronica indecisione di molti
troppi compagni, nonché all'imprecisione generale. Pozzecco vive un momento di forma e di
ispirazione felici, peccato che l'umbratilità e la volatilità dei
compagni spesso ne vanifichino l'impatto potenzialmente devastante. E così una volta
imbrigliato da una asfissiante marcatura a uomo, spesso raddoppiata mentre il resto della
squadra gioca a zona, Pozzecco è costretto ad isolarsi dal gioco. Inevitabile che gli
altri perdano il filo e si imbarchino in avventure senza ritorno. Varese è avanti ancora
di cinque punti a metà gara. Il terzo quarto diventa un calvario.
Pozzecco, fino ad allora a quota 26, non riesce più a sfondare una difesa organizzata e
feroce. Su Varese cala un freddo gelido al tiro, e il parziale di Avellino è
terrificante: 18-2. In chiusura di frazione, Roosters dietro di 8 lunghezze, con Lombardi
che non sa letteralmente chi impiegare in difesa a uomo su uno scatenato Erdmann, in una
girandola di chiamate dalla panchina e di repentini bocciature. Un terzo quarto
devastante: Varese in totale confusione nei giochi d'attacco e nelle incomprensioni in
difesa. A tratti paiono giocatori
messi insieme per la prima volta. L'ultimo quarto non può che
peggiorare le cose. Avellino continua il suo tran tran che è fatto di un Norman sicuro e
di canestri facili tra le voragini della difesa.
Varese sbaglia le cose più semplici, tra la goffaggine di Di
Giuliomaria in corpi a corpi improbabili, le amnesie di Jones e il braccino di Wucherer.
Solo il finale rende meno deprimente la sconfitta con una rimonta degli ultimi minuti che
porta, guarda caso, la firma di Pozzecco dalla lunetta - 16-17 ai liberi per lui -, una
bomba e uno sfondamento a favore. Ma poi, nonostante i cinque inutili punti in fila di
Jones, gli errori di Di Giuliomaria e dello stesso Jones sul -5, lasciano lo Devizia in
vantaggio senza eccessivo affanno. |
Jeva
|
| |
|

|
Torna all'inizio
dell'articolo |
|

|
|
 |
 |
|