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07/06/07

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BasketIl nuovo record di Pozzecco (42 punti) non salva Varese
Brutta battuta d'arresto casalinga per i Roosters contro Avellino: 87-92

Basta sentire Lombardi in sala stampa per capire il clima in casa Roosters: Dadone ne ha per tutti più o meno velatamente; cominciamo con la società; a proposito della vittoria di Cantù Lombardi fa un distinguo: "Non dimentichiamoci che Cantù ha acquistato Damiao e Santangelo: noi giochiamo con Di Giuliomaria con la varicella e Cazzaniga che ha una caviglia come un melone", chiare le allusioni al mercato ancora fermo di Varese nonostante i propositi di rafforzamento.
Durissimo con Herbert Jones, oggi latitante e senz'anima: "Ad un certo punto non avevo più idea di chi far marcare a Jones", ironizza il coach; "forse stasera non sarebbe stato in grado di marcare nemmeno me in panchina". Pungente anche con Wucherer: " Contro Roseto e sotto la mia totale responsabilità ho deciso di far giocare a lungo Davolio:
Stasera ho fatto giocare il tedesco (dice proprio così Lombardi); ai giornalisti tirare le conseguenze.." Insomma, arrabbiato e pungente, Dado. Non disperato. "Abbiamo fatto un passettone indietro, ma sono convinto che ci salveremo: Certo avevo provato ad incentivare i giocatori spronandoli a cercare l'accesso ai playoff. Oggi abbiamo spadellato, ma in fondo è la prima partita da vincere che sbagliamo".
Stasera forse è però la stessa conduzione di Lombardi a peccare in qualche cosa: Certamente nell'intestardirsi su Burditt e Pozzecco in campo per 39 minuti entrambi, anche in caso di evidente apnea. E se Gianmarco ripaga nell'arco di tutta la partita segnando il suo nuovo record personale di punti, oggi siamo a 42, Albertone sparisce letteralmente, sopraffatto dalla stanchezza e dal gioco mulinato da Dunley e Norman. Difficile vincere con due uomini chiave stremati come
cavalli da soma. D'altra parte, e la storia è vecchia, dietro i
ricambi non incidono. Zanus Fortes sta vivendo il suo anno peggiore; le condizioni di Di Giuliomaria e Cazzaniga sono quelle che sono: risultato è che Vescovi deve spremersi contro un due e tredici come Dunley, sparacchiando poi al tiro nel momento del bisogno, ma soprattutto difendendo per tre, quando Lombardi prova e riprova una zona della disperazione. Non è così che si vince, ma neppure non si può perdere in questo modo, stando avanti per metà partita, per poi
crollare fino a - 17 all'inizio dell'ultimo quarto per poi rosicchiare con la disperazione qualche cosa nel finale. Dopo un periodo di tranquillità nel mirino torna Bulgheroni, ormai sappiamo che saranno le ultime contestazioni prima di passare la mano.
D'altro canto, non c'è niente da dire: Avellino non è una super
squadra, ma è una compagine più che buona; ha due tiratori che farebbero invidia, specie a Varese: Ramos e Erdmann mettono insieme 44 punti. Se si aggiungono i 23 del roccioso lungo atipico Norman, che distrugge letteralmente Burditt e i 10 del buon Dunkley, si intende perché a differenza di Varese, la Devizia può permettersi un play come Johnson che tira solo quattro volte in tutta la partita. Tutto l'opposto in casa Roosters, con Pozzecco costretto a tirare 20 volte per far fronte alla cronica indecisione di molti troppi compagni, nonché all'imprecisione generale. Pozzecco vive un momento di forma e di ispirazione felici, peccato che l'umbratilità e la volatilità dei
compagni spesso ne vanifichino l'impatto potenzialmente devastante. E così una volta imbrigliato da una asfissiante marcatura a uomo, spesso raddoppiata mentre il resto della squadra gioca a zona, Pozzecco è costretto ad isolarsi dal gioco. Inevitabile che gli altri perdano il filo e si imbarchino in avventure senza ritorno. Varese è avanti ancora di cinque punti a metà gara. Il terzo quarto diventa un calvario.
Pozzecco, fino ad allora a quota 26, non riesce più a sfondare una difesa organizzata e feroce. Su Varese cala un freddo gelido al tiro, e il parziale di Avellino è terrificante: 18-2. In chiusura di frazione, Roosters dietro di 8 lunghezze, con Lombardi che non sa letteralmente chi impiegare in difesa a uomo su uno scatenato Erdmann, in una girandola di chiamate dalla panchina e di repentini bocciature. Un terzo quarto devastante: Varese in totale confusione nei giochi d'attacco e nelle incomprensioni in difesa. A tratti paiono giocatori
messi insieme per la prima volta. L'ultimo quarto non può che
peggiorare le cose. Avellino continua il suo tran tran che è fatto di un Norman sicuro e di canestri facili tra le voragini della difesa.
Varese sbaglia le cose più semplici, tra la goffaggine di Di
Giuliomaria in corpi a corpi improbabili, le amnesie di Jones e il braccino di Wucherer. Solo il finale rende meno deprimente la sconfitta con una rimonta degli ultimi minuti che porta, guarda caso, la firma di Pozzecco dalla lunetta - 16-17 ai liberi per lui -, una bomba e uno sfondamento a favore. Ma poi, nonostante i cinque inutili punti in fila di Jones, gli errori di Di Giuliomaria e dello stesso Jones sul -5, lasciano lo Devizia in vantaggio senza eccessivo affanno.

                                            Jeva

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