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Ore 16.33.46
Giorno
07/06/07
 
Il sito del commissariato di Busto Arsizio
Busto Arsizio - Da Catania per colpire nel Varesotto. Brillante operazione del commissariato di polizia
Arrestati due rapinatori pendolari

Partivano da Catania in treno, arrivavano nel Varesotto, rapinavano e rientravano in Sicilia, sempre in treno, il giorno stesso. Erano in due: Antonino Fichera classe 1972 e Giuseppe Strano classe 1967. Nei loro confronti  sono stati eseguiti, questa notte, due ordini di custodia cautelare emessi dal gip Olimpia Bossi e richiesti dal  pubblico ministero Loredana Giglio.  Il Fichera era già noto alle forze dell'ordine catanesi, per reati commessi in Sicilia. 

(nella foto sopra il Vicequestore Luigi Mauriello)

I due, secondo l'accusa, sarebbero gli esecutori della rapina alla gioielleria "L'altro artigiano" di via Roma a Busto Arsizio, avvenuta nel dicembre scorso. In quell'occasione i rapinatori entrarono a viso scoperto e, fingendosi clienti, si fecero mostrare gioielli e bracciali d'oro. Subito dopo sotto la minaccia delle armi legarono e imbavagliarono i titolari, marito e moglie e si dileguarono con un  bottino di circa 20milioni. (Nella foto a sinistra Antonino Fichera; nella foto sotto Giuseppe Strano )

I rapinatori scapparono a bordo di una fiat Uno bianca, rubata a Caronno Pertusella, e abbandonata nei pressi della stazione Nord di Busto Arsizio. Da questo indizio gli uomini della polizia, coordinati dal vicequestore Mauriello, con sofisticate tecniche di indagine e un minuzioso lavoro di intelligence, sono risaliti alla provenienza siciliana dei due. In continuo collegamento con gli investigatori della lontana Trinacria e con lo scambio di identikit, foto e dati della scientifica,  i poliziotti del commissariato di Busto Arsizio sono riusciti a risolvere il caso.  Un'operazione complessa che ha richiesto anche l'invio di poliziotti di Busto in Sicilia.  

Ora i due si trovano nel carcere di Catania a disposizione degli investigatori, che non escludono - ma siamo nel campo delle ipotesi- il coinvolgimento di altre persone che davano l'appoggio in loco. Nella perquisizione, eseguita nelle abitazioni degli arrestati, non è stata trovata traccia di refurtiva.

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