Partivano da Catania in treno, arrivavano nel
Varesotto, rapinavano e rientravano in Sicilia, sempre in treno, il giorno stesso. Erano
in due: Antonino Fichera classe 1972 e Giuseppe Strano classe 1967. Nei loro
confronti sono stati eseguiti, questa notte, due ordini di custodia cautelare emessi
dal gip Olimpia Bossi e richiesti dal pubblico ministero Loredana Giglio. Il
Fichera era già noto alle forze dell'ordine catanesi, per reati commessi in
Sicilia. (nella foto sopra
il Vicequestore Luigi Mauriello)
I due, secondo l'accusa, sarebbero gli esecutori della
rapina alla gioielleria "L'altro artigiano" di via Roma a Busto Arsizio,
avvenuta nel dicembre scorso. In quell'occasione i rapinatori entrarono a viso scoperto e,
fingendosi clienti, si fecero mostrare gioielli e bracciali d'oro. Subito dopo sotto la
minaccia delle armi legarono e imbavagliarono i titolari, marito e moglie e si dileguarono
con un bottino di circa 20milioni. (Nella foto a sinistra Antonino
Fichera; nella foto sotto Giuseppe Strano )
I rapinatori scapparono a bordo di una fiat Uno
bianca, rubata a Caronno Pertusella, e abbandonata nei pressi della stazione Nord di Busto
Arsizio. Da questo indizio gli uomini della polizia, coordinati dal vicequestore
Mauriello, con sofisticate tecniche di indagine e un minuzioso lavoro di intelligence,
sono risaliti alla provenienza siciliana dei due. In continuo collegamento con gli
investigatori della lontana Trinacria e con lo scambio di identikit, foto e dati della
scientifica, i poliziotti del commissariato di Busto Arsizio sono riusciti a
risolvere il caso. Un'operazione complessa che ha richiesto anche l'invio di
poliziotti di Busto in Sicilia.
Ora i due si trovano nel carcere di Catania a
disposizione degli investigatori, che non escludono - ma siamo nel campo delle ipotesi- il
coinvolgimento di altre persone che davano l'appoggio in loco. Nella perquisizione,
eseguita nelle abitazioni degli arrestati, non è stata trovata traccia di refurtiva.
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