| La Regione Lombardia
concederà una proroga di 24 mesi ai comuni che non hanno ancora terminato la definizione
dei progetti del Piano d'area Malpensa. Lo ha dichiarato oggi a Varesenews l'assessore
regionale al territorio Alessandro Moneta, in partenza per un viaggio in Uruguay in
rappresentanza della giunta lombarda. "La
proroga - ha spiegato Moneta - era stata prevista già da tempo per consentire ai comuni
di definire i contenuti da presentare alla Regioni. La decisione deve ora passare al
consiglio regionale, ma la sua aprovazione, dato l'accordo tra le forze di maggioranza,
dovrebbe essere scontata".
Con questa volontà, la Regione ribadisce la linea
di non avocare a sé decisioni che spettano alle singole amministrazioni, in sintonia con
una filosofia concertativa, in tema di programmazione territoriale, che ha recentemente
portato all'accordo sulla delocalizzazione delle popolazioni che vivono a ridosso
dell'aeroporto di Malpensa.
La notizia é molto importante per il rebus
amministrativo creatosi a Gallarate con la caduta della Giunta. Il termine ultimo per
approvare il progetto sui terreni in fregio alla strada statale 336, uno dei grandi motivi
di scontro tra l'ex sindaco Greco e i vertici di Forza Italia, era fissato nella fine di
aprile. L'arrivo del commissario prefettizio rende difficile la prosecuzione del progetto,
dato che in questi casi, i rappresentanti dello Stato, si limitano a garantire l'ordinaria
amministrazione. Ma il progetto per i 950mila metri cubi edificabili della 336 rappresenta
una variante di Prg. Con l'arrivo dei "tempi supplementari", salvo sorprese,
dovrebbe essere consentito alla prossima amministrazione cittadina approvare la variante.
La paura che tutto fosse rimandato a Milano e la
città venisse estromessa da una decisione fondamentale per il proprio futuro era
serpeggiata in questi giorni negli ambienti politici. Rilanciata anche da una lettera
pubblica dell'ex sindaco Angelo Luini, consigliere comunale degli autonomisti per
l'Europa. Il consigliere dell'Ape paventa anche il rischio che, nel periodo di
commissariamento, tutti coloro che hanno presentato progetti urbanistici sulla 336,
possano far valere i diritti acquisiti, stante l'omissione del comune di Gallarate. In
questo modo, afferma Luini, "la remota possibilità di ottenere destinazioni a
comparto commerciale al posto del 'parco degli affari' torna a rivivere'".
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