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Ore 16.33.05
Giorno
07/06/07
La lettera dei Comunisti Italiani
"Cosa blocca la Variante Parziale al Prg?"
Cassano Magnago  - Scontro durissimo sulle modifiche al Prg. Uslenghi e Giani difendono le scelte della maggioranza
"Le falsità dei Comunisti Italiani sulla variante parziale Prg"

Riceviamo e pubblichiamo

In merito alla lettera dei Comunisti Italiani apparsa il giorno 31/01/2001 su questo sito, è doveroso, per chiarezza nei confronti dei lettori, fare alcune precisazioni, invitando alla lettura completa dell’articolo al fine di avere un quadro scevro da mistificazioni di sorta.

Innanzitutto appare subito chiara l’impostazione di fondo della lettera, che volutamente liquida tutta la materia relativa alla Variante Parziale al P.R.G. ad una pura questione politica. D’altro canto non poteva essere diversamente, poiché chi scrive quell’articolo è privo, in materia urbanistica, di qualsiasi contenuto che possa dare effetti positivi nella gestione del territorio; è ovvio, quindi, che cerchi esclusivamente lo scontro politico. 

Testimonianza ne è il fatto che l’articolo a cui ci si riferisce contiene valutazioni di carattere urbanistico solamente in un passaggio di quattro righe su quasi tre pagine. Tutto il resto, ripetiamo, è pura demagogia politica: addirittura un ventilato "ricorso" alla Procura della Repubblica nel caso in cui il Consiglio Comunale decida di modificare il proprio Regolamento! Soprattutto quest’ultima minaccia del "ricorso" alla Procura appare come un atto di terrorismo politico nei confronti della Giunta leghista; anzi, per usare la definizione contenuta nell’articolo (peraltro al limite della querela), della "sgangherata giunta leghista". Per inciso, e solo per ricordare gli Assessorati "tecnici", troviamo: un Ingegnere ai Lavori Pubblici, un Architetto all’Urbanistica, un Commercialista al Bilancio ed un’ex Insegnante alla Pubblica Istruzione: giudichi chi legge se si possa ritenere "una giunta sgangherata". 

E’ bene ricordare ai Comunisti, che del resto sono soliti attaccare anche sul piano personale l’avversario politico, che non esiste un "ricorso" alla Procura della Repubblica, semmai esiste un "esposto". La precisazione non è di forma, bensì di sostanza. La Procura della Repubblica infatti, non è un organo a cui chiunque possa appellarsi per cause perse presso altri organi o, peggio ancora, come in questo caso, perché non riesce ad adeguarsi alla legge dei numeri (c’è una maggioranza ed una minoranza: questo significa vivere in democrazia e non subire una dittatura, com’è avvenuto in tanti paesi comunisti…)! 

Alla Procura della Repubblica non ci si rivolge con un qualsiasi ricorso, come ad esempio avviene al T.A.R., o perché alla mattina ci si alza con la luna storta, ma si presenta un esposto circostanziato da fatti e prove concrete qualora si ravveda un reato. Il fatto che Consiglio Comunale, Organo Sovrano, proceda ad una modifica del proprio Regolamento (da esso stesso approvato) ricordiamo che è un atto assolutamente legittimo e di ampia democrazia, che non vìola nessuna legge e che quindi nulla ha a che vedere, se non nella testa di qualcuno, con la Procura della Repubblica. Ma, forse, questo non è chiaro ai Comunisti Italiani e forse il loro ventilato "ricorso" sarà uno dei tanti che farà perdere tempo ai magistrati impegnati in questioni ben più importanti (poi magari sono gli stessi che si lamentano della lentezza della giustizia!).

Dopo questa non breve, ma doverosa, premessa, passiamo ad analizzare in sintesi sia i motivi del rinvio della votazione della Variante (1) sia i contenuti della stessa (2).

(1) Il rinvio è dovuto sostanzialmente alla necessità di verificare i contenuti della Variante Parziale ai disposti di una legge regionale, la n. 4 bis del 2001, che è stata pubblicata sul B.U.R.L. giovedì 18.01.2001 (dopo il visto a sorpresa del Commissario di Governo, che invece l’aveva bocciata nelle due precedenti occasioni) e dichiarata "urgente ed immediatamente vigente" il giorno stesso della sua pubblicazione.

La succitata legge, oltre ad abrogare alcuni articoli della precedente L.R. 51/75, sulla quale si fonda anche la Variante Parziale di Cassano, introduce alcune sostanziali modifiche che sono, come dispone la legge stessa, "immediatamente prevalenti" su qualsiasi altra disposizione. Da una prima verifica con il Direttore Generale del Comune e da contatti telefonici con i funzionari regionali preposti, sembra che la legge abbia effetti immediati sulla Variante e quindi si profila concretamente la necessità di apportare alcune modifiche (ad esempio, relativamente alla perimetrazione del Centro Storico).

Quindi, il fatto che i Comunisti Italiani dicano che il rinvio è dovuto ad "una giustificazione che non sta in piedi", è una chiara manifestazione della loro ignoranza nei confronti della nuova legge, che, evidentemente, non hanno nemmeno letto... (ma non erano quelli che parlavano di "sgangherata giunta leghista"?)

(2) La Variante Parziale che l’Amministrazione ha fatto predisporre (ricordiamo, ad un noto professionista nonché docente universitario e quindi assolutamente competente in materia di P.R.G.), non è la soluzione a tutti i problemi del territorio di Cassano Magnago! Non vogliamo elevarci a tanto né abbiamo la "bacchetta magica"! Questo è stato più volte detto e dichiarato pubblicamente da esponenti dell’Amministrazione.

E’ pur vero però che, nonostante tutta la più recente legislazione in materia urbanistica tenda a far assumere al P.R.G. un ruolo di secondo piano in quanto vecchio nelle logiche e nell’impostazione di fondo, la Variante Parziale in oggetto ha dei contenuti di sicuro interesse, che, da un lato, vanno a sanare annose situazioni irrisolte, e, dall’altro, tengono conto di alcuni aspetti mai considerati.

E’ il caso, per fare alcuni esempi, dell’inserimento per la prima volta di una "normativa ambientale", della predisposizione di un apposito studio geologico di supporto alla Variante, del legame con il P.A.I. che inserisce vincoli per la salvaguardia del territorio dalle inondazioni, ecc.

La Variante, inoltre, elimina previsioni di pura fantasia che sono tali da quasi 20 anni (ad es. la tangenziale a Sud) penalizzando oltremodo i cittadini, individua un’alternativa viabilistica all’attraversamento della città per i mezzi di puro transito, dà la possibilità di riconvertire attività industriali dismesse inserite nel tessuto residenziale, riorganizza i cosiddetti "centri di vita" sui quali sviluppare brani di città, modifica i parametri di altezza in alcune zone a vantaggio di un risparmio del territorio, offre possibilità d’intervento volumetrico maggiore in alcune zone limitrofe al Centro Storico (del quale è stato ridefinito il perimetro) e nelle quali da anni non si effettuano interventi a causa della rigidità delle norme vigenti, individua nuovi Piani di Lottizzazione per uno sviluppo coerente delle urbanizzazioni.

Non è, quindi, come volgarmente ed irrispettosamente definito dai Comunisti Italiani, "una raccolta di 126 francobolli" che "non ha una visione d’insieme, che non è portatrice di un’idea di sviluppo della città e allontana nel tempo la risoluzione dei suoi problemi". Al di là di queste basse strumentalizzazioni, prive di un qualsiasi fondamento di contenuto (la visione d’insieme, infatti, c’è ed è nota a tutti, essendo contenuta nelle linee guida approvate dal Consiglio Comunale prima della stesura degli elaborati della Variante), lasceremo valutare ai cittadini i risultati e i risvolti positivi contenuti nella Variante una volta che la porteremo in Consiglio Comunale. 

Il fatto che nella variante compaiano i cosiddetti "bollini", così come li definiscono banalmente i Comunisti Italiani (sarebbe più corretto definirli "ambiti d’intervento"), è dovuto al contenuto della Variante stessa che, ricordiamo, non è Generale bensì Parziale. E’ quindi assolutamente ovvio e scontato che vi siano "i bollini" in corrispondenza di quelle parti variate e non su tutto il territorio comunale. Nel frattempo continueremo ad avvalerci delle possibilità offerte dalle Leggi Regionali n. 23/97 e n. 9/99 per Varianti Parziali con procedura semplificata o per interventi finalizzati alla riqualificazione del tessuto urbano (i Programmi Integrati d’Intervento) che possono essere portati avanti in parallelo all’approvazione della Variante al P.R.G.

Per concludere, e per ricollegarci "alla risoluzione dei problemi" citata dai Comunisti Italiani, ricordiamo un passaggio della Relazione al P.R.G. vigente, adottato nel 1983, allorquando i Comunisti Italiani, e non solo, erano parte attiva al Governo di Cassano. Si legge infatti, a pag. 22: "La regolazione di questi corsi d’acqua stagionali (il riferimento è al Rile ed al Tenore) costituisce uno dei problemi pressanti tuttora insoluti…". Né nelle Norme Tecniche né nelle Tavole grafiche dell’allora P.R.G. del 1983 si trova traccia di tutela del territorio in relazione a quel "pressante problema tuttora insoluto". Anzi, quel PRG individuò addirittura nuove lottizzazioni lungo il corso dei torrenti e inserì la previsione di tombinatura di un ulteriore tratto del torrente Rile da via del Lavoro fino a via S. Pio X!

Non sfugge a nessuno dei lettori che il problema più grosso che da anni affliggeva Cassano Magnago (leggasi alluvioni) l’ha risolto questa Amministrazione con la realizzazione delle vasche di laminazione, e non i Comunisti Italiani.

Quindi, giudicate Voi.

Il sindaco Domenico Uslenghi
L'assessore all'urbanistica Morris Giani

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