Un sogno realizzato "a
cinquant'anni e grazie al computer che mi ha aiutato molto". E così è la scrittura,
oltre alla musica, la grande passione di Francesco Guccini. Ad aprile uscirà un nuovo
giallo scritto con Macchiavelli.
Tra due settimane il cantautore bolognese sarà a Varese. Sono passati quattro anni dal
suo ultimo concerto e si può prevedere che sarà un altro autentico successo.
L'intelaiatura del concerto ruota intorno a Stagioni, l'ultimo album, ma ci sarà
senz'altro tempo per molte delle vecchie canzoni.
Guccini i suoi album escono in media ogni tre anni, eppure le canzoni sembrano sempre
fresche, quasi come ascoltate da poco. Qual è il segreto?
«La forza sta nelle canzoni stesse, in quello che esprimono. Io non sto a pensare a come
verranno accolte. Sto solo attento a capire quando è ora che si esprimano. Questa fase
non ha un tempo definito e io non sto certo seduto al tavolino finché non mi viene
l'intuizione». Ai suoi concerti vengono sia giovanissimi,
che signori attempati. Insomma unisce tre generazioni e arrivano padri e figli insieme ad
ascoltare...
«Anche in questo caso sono le canzoni a trasmettere le emozioni giuste. Auschwtiz, ad
esempio, è stata scritta nel 1964 e oggi la ascoltano persone più grandi di me quando la
avevo scritta. Succede perché è una canzone che, purtroppo, ha ancora molto da dire»
Negli ultimi concerti c'è sempre più spazio per canzoni dal
taglio politico. Non è sempre stato così, come mai?
«Forse perché c'è un orribile clima politico di destra che non mi piace. La politica di
Berlusconi fa venir voglia di discutere di politica anche chi non se ne interessa. Sento
il bisogno di contrastare questo clima».
Chissà allora cosa dirà a Varese...
«Come sempre quello che mi pare... non siamo in democrazia?»
Lei si avvale da tanto tempo degli stessi musicisti, abita nella
stessa casa, frequenta gli stessi posti. Insomma come fa un Guccini così abitudinario a
fare canzoni di cambiamento?
«Ma è proprio la forza delle tradizioni... cambiare per il gusto di cambiare mi sembra
sbagliato. Con i musicisti ci troviamo a perfezione. Noi riusciamo a registrare un disco
in un mese mentre altri ci impiegano un anno. Oltre che musicisti siamo amici e questo
facilita tante cose».
Ha in progetto qualcosa anche di musica?
«Sto lavorando ad un paio di idee. Una serie di ritratti di storie vere e inventate..
vedremo»
Per finire... quattro anni fa una grande passione per Internet,
ora invece ne parla male perché?
«Si perde tempo e io preferisco utilizzarlo in altre cose. In fatto di tecnologia sono
della vecchia guardia. Guarda oggi alla mia compagna serviva internet e hanno reinstallato
la posta elettronica e mi ha costretto a cambiare computer e io non sono più capace di
lavorare»
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