Sul palco c'erano proprio tutti. Julie , Jérémy, Clara,
È un Angelo, Verdun, Il Piccolo, la regina Zabo, persino Julius , il cane
epilettico. La tribù dei Malaussène è stata riportata magicamente in vita
da un magistrale Claudio Bisio. Un monologo che diventa coro surreale, caos famigliare,
intreccio incasinato di sentimenti e aspettative. Una perfetta rappresentazione
dell'universo che Pennac va scrivendo e descrivendo nei suoi libri da dieci anni a questa
parte. Il microcosmo pazzo e variopinto di Belleville e della famiglia più squinternata
del pianeta si è materializzato sul palco del Teatro Impero di fronte a un tutto
esaurito.
Monsieur Malaussène stupisce e diverte, incanta ed emoziona. La regia di Giorgio
Gallione - alla Vacis, verrebbe da dire, per efficacia ed essenzialità- rende onore
all'autore francese e valorizza le capacità interpretative dell'attore milanese.
La scelta felice di una semplice e scarna scenografia, l'efficace
gioco di luci, che sottolinea i passaggi scanzonati e le tragedie di una famiglia che
riesce a sentire e vivere la vita solo in termini assoluti, fanno di questo Monsieur
Malaussène uno spettacolo che trasmette grande emozione. Uno strepitoso Claudio Bisio
parla all'immagine ecografica proiettata su un telo. Benjamin parla a quell'immagine, come
se parlasse alla Luna: confida le sue attese e le sue speranze, mette in guardia il
qualcuno che sta in Julie su quello che l'aspetta una volta fuori dalla sua attesa
dorata. Lo avverte che puo' scegliere, che puo' cambiare idea, ma nella sua testa
d'acciaio e in cuor suo le petit Monsieur Malaussène è già nato. La scena si
popola di ombre leggere e di angeli, di giocattoli in attesa di materializzarsi e di
entrare in scena.
L'aborto incombe nel marasma della felicità. E quando arriva, con
l'immagine descritta di una Julie rannicchiata nella doccia, con il braccio teso,
c'è anche la notizia che cade dall'alto insieme alle ombre degli angeli. Una trovata
poetica e commovente, incisiva più di qualsiasi altra immagine.
Tutto, anche le espressioni più che colorite del protagonista, gli improbabili proverbi
taoisti di Belleville, persino la puzza che precede il cane Julius, in questo
spettacolo assumono una sorprendente dimensione lirica.
Dopo dieci minuti di applausi e dopo aver stappato in scena una
bottiglia di acqua piovana d'annata del vecchio Verdun, c'è anche il tempo per un
fuori programma. Bisio sfodera un divertentissimo discorso di ringraziamento in un
improbabile francese milanesizzato. Fa un censimento, dal risultato sorprendente, dei
lettori di Pennac presenti in teatro. Ma alla fine cede e, pregando di non spargere la
voce, svela un segreto: dietro il nome di Pennac si celerebbe uno scrittore di Ajaccio, la
cui vera identità è Daniele Pennacchione.
31 gennaio, 1 e 2 febbraio al Teatro Impero
Monsieur Malaussène
di Daniel Pennac
traduzione dal francese di: Yasmina Melaouah
Produzione Teatro dellArchivolto
regia di Giorgio Gallione
canzoni Sergio Conforti
musiche Paolo Silvestri
interpreti: Claudio Bisio
45mila, 35mila, 25mila
per informazioni 0332 255282
|