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07/06/07

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Gallarate – Al Teatro delle Arti di Gallarate va in scena la commedia di E. Rostand, con la Compagnia Sicilia Teatro di Sebastiano Lo Monaco, per la regia di Patroni Griffi
"Cyrano de Bergerac" , un successo che dura da oltre un secolo

Qual è il segreto del Cyrano de Bergerac? Come si spiega il successo di un testo che dalla sua prima rappresentazione, al teatro Porte Saint Martin nel 1897, non ha mai stancato e ha perpetuato per oltre un secolo il suo successo? La risposta, paradossalmente, potrebbe essere in cio’ che il suo autore non era. Edmond Rostand non era infatti un drammaturgo classico, come potevano esserlo Ibsen o Checov, ma uno scrittore che scriveva di prosa, poesia e storia e che amava moltissimo i personaggi storici. Cyrano  non è un  testo canonico, stravolge dunque nel suo svolgersi  volutamente caotico l'impostazione classica della commedia.

C'era stato in realtà un antecedente nella vita di Rostand drammaturgo, ma il suo primo lavoro in versi per la comédie francaise, "le deux Pierrots", datato 1892 , venne inesorabilmente bocciato. A distanza di cinque anni da quel primo tentativo scrisse il Cyrano de Bergerac, commissionatogli da un attore molto famoso nella Francia della seconda metà dell’Ottocento, tale Constant Coquelin. E forse questa è la seconda ragione del successo del Cyrano. Quest’opera è stata scritta per un uomo di scena, un perfetto vestito di versi talmente colossale e poliedrico che permetteva ad un attore di esprimersi in tutta la sua potenzialità. Rostand non confina la sua opera in un genere, ma ne fa il contenitore perfetto dei sentimenti e delle passioni umane. Cyrano de Bergerac ha il pregio dunque della completezza espressiva. La gioia e il dolore, la cialtroneria e la nobiltà del verso si confrontano e si alternano con la stessa naturalezza in cui si svolgono i fatti della vita. Un personaggio che ha affascinato attori e non attori, musicisti e cantautori. "Venite pure avanti, voi con il naso corto signori imbellettati, io più non vi sopporto" canta Francesco Guccini nel disco D’amore e di morte e di altre sciocchezze, in una celebre canzone dedicata al dolce nasone incantatore.

Ma chi era in realtà Cyrano? A chi si ispirò Rostand ? Il suo vero nome era Savinien de Cyrano de Bergerac, un personaggio eccentrico e bizzarro, scrittore ed apprezzato alchimista, considerato al pari di altri grandi studiosi dell’ermetismo dell'epoca quali Fulcanelli e Canseliet, vissuto nella Francia del 1600 contemporaneo di Molière, Corneille e Racine. La sua eccessività non era però solo nel naso, Cyrano conduceva infatti una vita sregolata condita di scandali ed avventure. Rostand con la sua abilità, che gli valse nel 1903 la nomina ad Accademico di Francia, riuscì a rendere questo personaggio immortale servendosi di una credibile ricostruzione storica .

A teatro si ricordano Pino Micol nell’esemplare e fortunato spettacolo di Scaparro, Franco Branciaroli e Gigi Proietti; Domenico Modugno in versione musicale e, prima ancora, Gino Cervi, Annibale Ninchi e Gualtiero Tumiati.
L’impegno di Sebastiano Lo Monaco a mettere in scena il testo e a recitare il ruolo di Cirano è l’occasione per misurare alla fine del duemila, a centotre anni dalla sua prima rappresentazione, la tenuta di un testo particolare, ma amatissimo con le risposte di un pubblico teatrale sempre più nuovo ed esigente.
 "Cirano De Bergerac" con Claudio Mazzenga, Robert Madison (Cristiano), Marina Biondi (Rossana) regia di Giuseppe Patroni Griffi e scene di Aldo Terlizzi.

Infoline: 0331 791382 

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