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| Gallarate Al Teatro delle Arti di Gallarate va in scena la commedia di
E. Rostand, con la Compagnia Sicilia Teatro di Sebastiano Lo Monaco, per la regia di
Patroni Griffi |
| "Cyrano de
Bergerac" , un successo che dura da oltre un secolo |
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Qual è il segreto del Cyrano de Bergerac? Come si spiega
il successo di un testo che dalla sua prima rappresentazione, al teatro Porte Saint Martin
nel 1897, non ha mai stancato e ha perpetuato per oltre un secolo il suo successo? La
risposta, paradossalmente, potrebbe essere in cio che il suo autore non era. Edmond
Rostand non era infatti un drammaturgo classico, come potevano esserlo Ibsen o Checov, ma
uno scrittore che scriveva di prosa, poesia e storia e che amava moltissimo i personaggi
storici. Cyrano non è un testo canonico, stravolge dunque nel suo
svolgersi volutamente caotico l'impostazione classica della commedia. C'era stato
in realtà un antecedente nella vita di Rostand drammaturgo, ma il suo primo lavoro in
versi per la comédie francaise, "le deux Pierrots",
datato 1892 , venne inesorabilmente bocciato. A distanza di cinque anni da quel primo
tentativo scrisse il Cyrano de Bergerac, commissionatogli da un attore molto famoso
nella Francia della seconda metà dellOttocento, tale Constant Coquelin. E forse
questa è la seconda ragione del successo del Cyrano. Questopera è stata scritta
per un uomo di scena, un perfetto vestito di versi talmente colossale e poliedrico che
permetteva ad un attore di esprimersi in tutta la sua potenzialità. Rostand non confina
la sua opera in un genere, ma ne fa il contenitore perfetto dei sentimenti e delle
passioni umane. Cyrano de Bergerac ha il pregio dunque della completezza
espressiva. La gioia e il dolore, la cialtroneria e la nobiltà del verso si confrontano e
si alternano con la stessa naturalezza in cui si svolgono i fatti della vita. Un
personaggio che ha affascinato attori e non attori, musicisti e cantautori. "Venite
pure avanti, voi con il naso corto signori imbellettati, io più non vi sopporto"
canta Francesco Guccini nel disco Damore e di morte e di altre sciocchezze, in
una celebre canzone dedicata al dolce nasone incantatore.
Ma chi era in realtà Cyrano? A chi si ispirò Rostand ? Il suo vero nome era Savinien
de Cyrano de Bergerac, un personaggio eccentrico e bizzarro, scrittore ed apprezzato
alchimista, considerato al pari di altri grandi studiosi dellermetismo dell'epoca
quali Fulcanelli e Canseliet, vissuto nella Francia del 1600 contemporaneo di
Molière, Corneille e Racine. La sua eccessività non era però solo nel naso, Cyrano
conduceva infatti una vita sregolata condita di scandali ed avventure. Rostand con la sua
abilità, che gli valse nel 1903 la nomina ad Accademico di Francia, riuscì a rendere
questo personaggio immortale servendosi di una credibile ricostruzione storica .
A teatro si ricordano Pino Micol nellesemplare e fortunato
spettacolo di Scaparro, Franco Branciaroli e Gigi Proietti; Domenico Modugno in versione
musicale e, prima ancora, Gino Cervi, Annibale Ninchi e Gualtiero Tumiati.
Limpegno di Sebastiano Lo Monaco a mettere in scena il testo e a recitare il ruolo
di Cirano è loccasione per misurare alla fine del duemila, a centotre anni dalla
sua prima rappresentazione, la tenuta di un testo particolare, ma amatissimo con le
risposte di un pubblico teatrale sempre più nuovo ed esigente.
"Cirano De Bergerac" con Claudio Mazzenga, Robert Madison (Cristiano),
Marina Biondi (Rossana) regia di Giuseppe Patroni Griffi e scene di Aldo Terlizzi.
Infoline: 0331 791382
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