Il pane e le rose. Bread and roses. Lo
chiedevano le operaie durante gli scioperi di Lawrence nel 1912, uno dei momenti più alti
del movimento operaio americano. Chiedere oltre al pane anche le rose era un modo per
rivendicare e affermare la specificità e la condizione delle donne operaie nelle
fabbriche. Tra i tanti industrial worker che
faticavano nelle fabbriche americane di inizio Novecento, c'erano molti migranti italiani,
tra questi anche tante donne. Lawrence era il centro laniero più importante del
mondo e meta di un incessante flusso di immigrazione. Fino a quel momento si trattava per
lo più di irlandesi tedeschi, scozzesi, tutta gente del nord Europa, ma a partire dai
primi anni del Novecento erano iniziati massicci arrivi anche dal sud, in particolare
dall'Italia. Erano i new immigrants. A Lawrence le paghe degli operai erano
diversificate a seconda del gruppo etnico di appartenenza: gli italiani del sud erano
quelli pagati peggio, una paga settimanale di 6 dollari e 84 centesimi e condizioni di
vita insopportabili. Paghe da fame per combattere quotidianamente contro i diavoli,
così gli operai chiamavano le macchine per la tessitura. Con il grande sciopero di
Lawrence iniziò una nuova stagione nei rapporti sindacali e nella lotta del movimento
operaio.
Ken Loach ha attualizzato quella storia, una traslazione solo
temporale, ma che ritrova nelle attuali lotte dei migranti di lingua ispanica nelle grandi
metropoli americane, gli stessi contenuti e lo stesso bisogno di giustizia che animò le
lotte sindacali e operaie della grande stagione di Lawrence. «ken Loach - afferma il
sindacalista Stefano Mele - nello spiegare le ragioni che lo hanno portato a
realizzare questo film, ha detto di essersi ispirato all'opera di Antonio Gramsci,
un'opera di grande attualità che riguarda la condizione operaia nel sistema economico e
produttivo del capitalismo, un sistema industrialista che costringe da sempre
milioni di esseri umani a migrare alla ricerca di un riscatto sociale e civile dalla
miseria e dalla fame».
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