| Il documentario "Luigi
Einaudi. Diario dell'esilio svizzero" approda su piccolo schermo. La programmazione,
del lavoro di Villi Hermann, è prevista per sabato 3 febbraio sulla TSI 2 alle 20 e 35.
Un appuntamento importante epr i telespettatori dopo il successo che questo filmato ha
riscosso al Festival Internazionale del film di Locarno, e presso il Teatro Carignano di
Torino e alle Giornate Cinematografiche di Soletta 2001.
Il film ripercorre gli ambienti descritti dai
testimoni citati nel Diario dell'esilio 1943-1944 (edizione Gli Struzzi 493 - a
cura di Paolo Soddu, prefazione di Alessandro Galante Garrone) di Luigi Einaudi, seguendo
il filo narrativo anche di quella memoria dei luoghi, in particolare del paesaggio
circostante, rivisitato dai personaggi con forte impatto emotivo.
Il documentario prende, dunque, spunto
dal Diario dell'esilio, scritto durante i 14 mesi di esilio in Svizzera. Durante questo
periodo, vissuto fra Losanna, Ginevra, Lugano e Basilea, Luigi Einaudi annota giorno dopo
giorno non soltanto le difficoltà pratiche della vita quotidiana, ma anche gli incontri e
le riflessioni su personalità importanti della storia italiana e svizzera. Uomini che
hanno fatto la storia come Filippo Sacchi, Adriano Olivetti, Ernesto Rossi, Gianfranco
Contini, Amintore Fanfani e ancora la famiglia Savoia, rifuguiatasi anch'essa in Svizzera.
Attivisti e partigiani italiani rifugiati in Svizzera a causa delle leggi razziali e
consiglieri federali del calibro di Manuel Edouard Pilet Golaz, Enrico Celio e Giuseppe
Motta. Annota i problemi con la burocrazia svizzera e gli spigolosi rapporti fra gli esuli
italiani.
Il documentario è stato girato in Valle
d'Aosta, lungo il confine tra la Svizzera e l'Italia, a Milano, a Torino, a Campione
d'Italia e nelle città svizzere di Lugano, Ginevra, Losanna, e Basilea. Diversi sono i protagonisti incontrati dal regista, testimoni della
memoria storica dell'epoca: Renata Aldrovandi Einaudi, Roberto Einaudi, Amedeo e Eugenio
Mortara, Mario e Giovanni Ferro, Saverio Tutino, Giuseppe Di Stefano, Lucetta Jarach
Guastalla, Edgardo Sogno, Zaccaria Aldo Curtaz, Mario Ansermin, Gérard Bolla, Ariberto
Mignoli, Giorgio Bocca, Ruggero Cominotti, Paolo Della Valle, Federico Hindermann,
Giuseppe Salto, Maria Gabriella di Savoia, Francesca Pometta ed altri.
Diversi passaggi del Diario sono narrati ed
interpretati dall'attore Omero Antonutti, già interprete principale di diversi film
precedenti del regista (Bankomatt, Matlosa).
Il documentario si è valso della consulenza storica di Renata
Broggini, autrice del saggio La frontiera della speranza. Gli ebrei dall'Italia
verso la Svizzera 1943-1945, edizione Mondadori 1998.
Il documentario riscopre inoltre inedite
fotografie del periodo bellico del fotografo svizzero Christian Schiefer. Schiefer nasce a
Davos nel 1896 e dopo l'apprendistato in qualità di fotografo si trasferisce nel 1920 a
Lugano, dove apre un negozio. Accanto al suo lavoro di 'fotografo di studio' pubblica
reportage per la Schweizer Illustrierte, all'epoca il periodico illustrato più
importante in Svizzera, per l'Illustrazione Ticinese e la Zürcher Illustrierte.
Muore a Lugano all'età di 102 anni nel 1998. Di grande interesse storico è la sequenza
fotografica del 29 aprile 1945 di Piazzale Loreto a Milano, che ritrae i corpi di Benito
Mussolini e della sua compagna Petacci appesi per i piedi alla pensilina di un garage.
Spesso queste fotografie sono state pubblicate senza alcuna indicazione del fotografo. Per
la prima volta, si potrà vedere l'intera sequenza scattata in quell'occasione da
Schiefer. Fanno parte del documentario inoltre altre sue fotografie, che ritraggono i
fuoriusciti italiani nel settembre 1943.
Il documentario è sostenuto dall'Ufficio
Federale della Cultura di Berna, dal Dipartimento dell'Istruzione e della Cultura del
Cantone Ticino, ed è stato coprodotto dalla TSI - Televisione Svizzera Italiana. La colonna sonora del documentario è composta da brani di Ludovico
Einaudi e il montaggio è stato curato da Gianni Schmidhauser.
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