Don Milani oggi, forse, partirebbe missionario e andrebbe ad aprire la sua
casa-scuola in una invivibile e sordida periferia del Cairo o di Città del Messico. O
magari si fermerebbe ancora vicino a Firenze e aprirebbe una scuola di lingua e di vita
per gli immigrati. Don Lorenzo sta ancora lì, scomodo e irremovibile per i poteri
costituiti dagli Stati e dalle Chiese e
per i pregiudizi e le ideologie dei poveri e dei loro presunti portavoce, a difendere per
i credenti l'immagine di Dio nel volto e nel cuore di ogni ultimo della terra, per tutti
l'immagine dell'uomo nella sua dignità e responsabilità. La
Emi ha fatto un lavoro straordinario e a 34 anni dalla morte di don Lorenzo, ha trovato
ancora documenti inediti, soprattutto carteggi con Weiss, Capovilla, Ichino, Pirelli, Pecorini, Gesualdi, ma anche appunti e progetti, oltre alle Lettere
della mamma a don Lorenzo.
Di grande valore le introduzioni di Alex Zanotelli e del curatore del volume, Giorgio Pecorini.
Lorenzo Milani, I care ancora,
Emi, Bologna, pp. 480, anno
2001, L. 35000
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