Teatro Impero gremito per uno dei più importanti appuntamenti dell'intera
stagione musicale varesina: sul palco i Berliner Simphoniker diretti
da Lior Shambadal ed il celebre pianista spagnolo Joaquin
Achucarro. Filo
conduttore del corposo programma, la musica di autori tedeschi con il Quarto Concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven e la Sinfonia n. 1
di Brahms. A fare da anticipazione una "perla" giovanile e
poco frequentata di Richard Wagner: l'Ouverture dall'opera
Die Feen.
Dopo il brillante prologo
orchestrale, Achucarro sale sul palco ed affronta la
complessa pagina beethoveniana con la classe e la nobiltà che contraddistingue il suo linguaggio musicale. E lo fa scegliendo una composizione particolare, dove il difficile tessuto sonoro
affidato al pianoforte non emerge ad appariscente ruolo di
virtuosismo ma si amalgama all'orchestra in una raffinata
decorazione delle idee da essa proposte.
Beethoven svela in questa pagina, un
atteggiamento delicato e lieve, in opposizione alla consueta
carica travolgente che disegna il suo percorso. E Achucarro
ne traccia le note con misurata eleganza. Il pianista chiude
infine il suo momento, proponendo un bis: un Notturno per
pianoforte solo di Aleksander Skrjabin, eseguito con la sola mano sinistra.
La seconda parte corre sulle note
della sinfonia di Brahms in un clima di grande coinvolgimento
ed intensità espressiva. Al termine, una vera ovazione del
pubblico suggerisce un epilogo che Shambadal presenta agli
spettatori chiamandoli simpaticamente "varesiani": ancora Brahms, con la celeberrima Danza Ungherese n.5.
Un grande concerto, che i musicisti
tedeschi gestiscono magistralmente nella difficile acustica
del Teatro Impero, e al contempo un'occasione culturale
importante che Varese ci regala. E alla quale i varesini rispondono
con convinzione ed entusiasmo.
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