Il colore della sua
pelle era stata la causa del ferimento, la sera del 12 agosto,
in viale dei Mille, a Varese. Ad accoltellare Joshua
Morgan, il venticinquenne originario della Sierra Leone era stato Livio Pintus, di
ventidue anni di Azzate, spalleggiato dall'amico Alessandro Sciacca, di 25 anni di Induno
Olona. E lunedì mattina parte il processo davanti al gup del Tribunale di Varese
Giuseppe Trombino. L'udienza preliminare dovrà decidere se avviare il processo. Per
Livio Pintus, agli arresti domiciliari per tentato omicidio e per Alessandro Sciacca per
favoreggiamento, il pubblico ministero Massimo Politi ha chiesto ovviamente il rinvio a
giudizio. E in questa occasione si svolgerà alle porte
del tribunale anche una manifestazione, a partire della nove, del Cir, il Consiglio
italiano per i rifugiati e della Cgil. Joshua Morgan non è infatti solo la vittima di un
inquietante episodio di intolleranza. Al momento dell'aggressione da parte dei due giovani
palestrati, il giovane studente di ingegneria era anche un "richiedente asilo
politico". Fuggiva infatti dal suo paese, dilaniato dalla guerra civile. Un caso di
per se triste quindi, che ha aperto una finestra sulla storia intensa di Morgan e sulla
condizione dei rifugiati.
Le strutture e l'accoglienza per i rifugiati e i richiedenti asilo
in provincia di Varese animeranno liniziativa davanti al Tribunale. Un volantinaggio
precederà la conferenza stampa del Cir, in cui si parlerà anche di Malpensa "che ha
aperto una gigantesca finestra sul mondo - si legge nel comunicato - senza che vi sia
stato un adeguato sviluppo delle strutture e delle modalità di accoglienza".
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