È una posizione che non condivido. È una questione che comunque si protrae da
anni. Iniziò al tempo di Mussolini con lo schiaffo che inferse preferendo Varese a Busto
Arsizio.
In questo momento, Varese è il capoluogo e non c'è spazio
per un altro: duplicare gli apparati burocratici sarebbe sicuramente controproducente.
Inoltre Varese, come capoluogo, ha sostenuto molte e gravose spese per dotarsi di quei
servizi indispensabili per il suo ruolo, come il nuovo tribunale.
D'altra parte se ripensiamo alle recenti divisioni tra Como
e Lecco e tra Milano e Lodi non mi sembra che i risultati siano molto brillanti.
La polemica che il Sud innesca invocando l'indipendenza va
letta esclusivamente come una volontà di rivincita campanilistica che non porterà a
nulla di positivo.
Oggi il sud gode di uno sviluppo accelerato grazie a
Malpensa, ma è una situazione contingente. Lasciate passare qualche anno, date modo al
Piano Strategico che sto mettendo a punto con 33 comuni limitrofi di dare i suoi frutti e
vedrete che ci sarà un'inversione di tendenza. Al sud la qualità della vita andrà
progressivamente deteriorandosi, mentre al nord l'ambiente sarà al centro dell'attenzione
e il divario che si sta creando sarà velocemente recuperato, provocando, ripeto, uno
spostamento dell'asse di nuovo verso il nord.
Quindi, non ritengo che queste velleità abbiamo fondamento
attualmente..