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| Varese
Leonardo Bertoni spera che l'acquisizione del complesso di Masnago favorisca un piccolo
museo dedicato al padre Flaminio |
| Uno spazio dell'ex
seminario per ricordare Bertoni |
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Tra i moltissimi varesini che hanno
accolto con grande favore la decisione del Consiglio comunale di acquisire la sede e il
parco dellex seminario di Masnago, cè anche Leonardo Bertoni, figlio di
Flaminio da anni considerato artista di eccellente levatura e designer di valore mondiale
per avere consegnato alla storia dellauto i modelli Citroen dagli Anni 30 al 1964
quando, sessantunenne, morì a Parigi.
Leonardo Bertoni si chiede infatti se un giorno nella sede dellex seminario ci
potrà essere uno spazio espositivo con le opere di suo padre: disegni, bozzetti, quadri,
sculture e naturalmente riproduzioni delle auto nate dalla sua fantasia. Ma perché
ricordare Flaminio Bertoni proprio a Masnago: semplice, perché vi nacque nel 1903, in una
casa, modesta, di via Piemonte.
Se si considera la sua levatura di designer, questo nostro concittadino sicuramente merita
il riconoscimento che il figlio chiede, sommessamente, da quando con il referendum indetto
da Varesenews venne designato varesino del XX secolo . Altrettanto sommessamente, tanto
che non vi fu nessun eco di stampa, per anni Leonardo Bertoni invano aveva chiesto
allassessorato alla cultura di Palazzo Estense di organizzare una mostra che
ricordasse appunto la poliedrica attività di un autentico genio: Dopo avere visto
a Parigi nel 1992 una rassegna dedicata a mio padre, dalla Francia scrissi
allassessore Baj che si dimostrò disponibile con una garbata risposta scritta. Al
mio rientro in Italia trovai invece un altro assessore, Ortelli, che dopo avere dato
unocchiata alle foto delle sculture di mio padre mi lasciò sconcertato per un suo
dichiarato disinteresse alliniziativa. Leonardo Bertoni racconta brevemente
una vicenda che evidenzia la singolare presa di posizione, o forse la cantonata, di un
artista come Ortelli e anche un più generale disinteresse verso liniziativa.
"Lentusiamo, lattenzione dei parigini e direi della Francia intera per la
mostra che aveva celebrato mio padre, mi indussero a credere nella bontà della mia
richiesta e insistetti; nel 1993 ebbi udienza e aiuto da Pietro Macchione che mi presentò
pure il responsabile dei musei Flaminio Gualdoni: nella mia casa di Cantù ebbero la
possibilità di constatare il livello delle opere di Flaminio Bertoni, ci furono parole di
speranza, si iniziò però un balletto che sarebbe durato quattro anni perché da Gualdoni
non arrivò mai una parola definitiva, anche dopo una riunione alla quale parteciparono
enti interessati, presente anche il direttore dellAPT dott. Montagna, assente
Ortelli.
Noi possiamo immaginare benissimo che Gualdoni non potesse dire lultima parola e se
a fare da stopper è stato lassessore diventa allora incomprensibile la sua scelta
perché in trentanni Flaminio Bertoni ha vinto dieci primi premi in prestigiose
esposizioni; e non è un caso che una sua scultura sia stata battuta e
assegnata da Christie a Londra per oltre 80 milioni.
Succede però che alla riunione plenaria per decidere se fare o meno la mostra tanto
odiata da Palazzo Estense sia presente Cristina Scolari che decide: Se non ci pensa
il Comune saremo noi della Provincia a ricordare questo grande varesino. Saranno in
oltre quattromila ndel settembre del 1993 a visitare a Villa Recalcati la rassegna voluta
dallassessore alla cultura Scolari.
Nascono più idee, di una associazione, di una fondazione, di un museo. Nel gruppo di
amici cè Giovanni Moroni, titolare della omonima tipografia, che fu uno dei primi
allievi di Flaminio Bertoni quando insegnava disegno.
La designazione a varesino del secolo aggiunge Leonardo Bertoni ha
rafforzato il proposito di realzzare unesposizione permanente delle opere di papà
che tra l altro non interruppe mai i rapporti con gli artisti varesini: ho un
carteggio che riguarda questi legami, con Bruno Ravasi, Angelo e Vitto Frattini, Giuseppe
Talamoni e tanti altri cari amici. Mio padre ha lavorato e insegnato a Varese prima di
diventare celebre in Francia e nel mondo: oggi qui a Varese, dove sono ritornato dopo
tantissimi anni, ho trovato molta sensibilità verso la dimensione reale di un grande
artista e spero proprio che la città lo possa ricordare degnamente.
Lo spera anche Varesenews che ha già proposto di dedicare a Flaminio Bertoni una strada e
che fa appello allassessore alla cultura Armocida perché informi sindaco e Giunta
al meglio sullopportunità di non far cadere lidea di uno spazio espositivo
permanente dedicato a chi ha onorato la città e lItalia.Uno spazio magari a Masnago
: oltre al parco avremmo così un altro motivo di forte richiamo, infatti per il varesino
del secolo di voti a favore di Bertoni ne sono arrivati da tutto il mondo: i club e gli
appassionati della Citroen non si contano.
E comunque qualificare Varese con una forte testimonianza anche nel campo del design è
una scelta di altissimo profilo e come tale di sicuro ritorno. |
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Pf. V.
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