| Riceviamo e
pubblichiamo Scrivo per descrivere,
se mai ce ne fosse ancora bisogno, la scadente e inqualificabile situazione dei trasporti
pendolari sulle Ferrovie Nord Milano, da Varese a Milano.
Nella scorsa settimana, da lunedì 12
a venerdì 16 febbraio i treni per Varese del tardo pomeriggio hanno avuto costanti
fermate prolungate e ritardi notevoli, ieri sera lunedì 19 febbraio il treno da
Milano si é fermato a Venegono per mancanza di corrente elettrica, stamattina il treno
delle 6.41 da Varese per Cadorna non é nemmeno partito causa rottura sulla Laveno-Varese,
il seguente accelerato si é fermato a Mozzate ancora per mancanza di forza motrice.
Da segnalare che il treno per Milano in
partenza da Varese alle 6.41 subisce incomprensibili ritardi e fermate sulla linea da
Laveno, specialmente quando piove e, guarda caso, anche quando sono in procinto di
iniziare i tradizionali scioperi dei vari sindacati e conventicole varie!
Tutti treni, questi, che trasportano
lavoratori pendolari e studenti, che assorbono i rincari di tariffe oltremodo
"regolari", ma non usufruiscono non solo di un servizio "regolare", ma
sopportano troppo frequentemente treni rotti, riscaldamenti inesistenti, ritardi,
soppressioni di viaggi, e via di questo passo.
La regola é partire per Milano al mattino,
o viceversa per Varese alla sera, e mediamente nella settimana lavorativa perdere 3 - 4
ore in viaggio, anzi fermi su qualche binario. Ridicolo é poi il sito web della suddetta
società che reclamizza presunti "servizi" di trasporto, coincidenze tra treni,
autolinee e aeroporti, addirittura funivie e trasporti sui laghi lombardi, nonché la
qualità dell'aria e altre amenitàcome le quotazioni del proprio titolo, ma non
reclamizza - né credo che abbiano la spudoratezza di farlo - la qualità del proprio
servizio pubblico.
Chissà che succederà questa sera: sarà
la volta buona che si arriva almeno con i soliti 10 minuti di ritardo?
ing. Franco Barlocci
Il triste e laconico comunicato delle Ferrovie nord di
oggi non fa che confermare lo stato di precarietà in cui versa il servizio. A poco serve
il lamento continuo dei lavoratori se poi le autorità non provvedono a risolvere i
problemi.
Quanti volessero raccontare le proprie disavventure troveranno comunque spazio sul nostro
giornale.
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