Un grande lenzuolo bianco sulla facciata di una villetta a due piani sul
quale scrivere la protesta; «grazie sindaco per la pista ciclopericolosa», si legge
infatti viaggiando sulla SP1 in direzione Varese, appena fuori dall'abitato di Gavirate.
A scrivere il messaggio sono i cittadini che abitano in prossimità di quello che tra
pochi mesi sarà il nuovo tratto della pista ciclabile, che completerà quello già
presente e che costeggia il lago di Varese. Un'opera
importante, certo, ma che in alcuni casi ha lasciato adito a critiche sul percorso e sulle
modalità con cui le istituzioni hanno gestito la questione.
«Abbiamo ricevuto per posta l'atto di esproprio inviatoci dalla Provincia di Varese -
dice infatti Andrea Canziani, seduto nel soggiorno della casa in via del Chiostro - che di
fatto servirà per la costruzione della pista il cui passaggio è previsto proprio di
fronte a casa nostra».
In effetti le ragioni che hanno spinto a esternare la protesta con
questa originale modalità sono da ricercarsi in diversi fattori. In primo luogo nella
pericolosità che il tratto in questione presenterebbe per la vicinanza con la statale;
inoltre c'è da rilevare la scomodità rappresentata dall'avere frotte di ciclisti che
impediscono l'uscita delle auto dalle rimesse private, come conferma anche Rosa Colombo,
l'anziana signora che vive nella villetta e che conferma il problema che l'esproprio del
terreno di fronte a casa produrrebbe.
«Una soluzione è stata proposta al Comune - conclude Andrea - :
spostare il tracciato nel fondo retrostante alla nosta abitazione, che tra l'altro
avvicinerebbe i ciclisti o chi volesse fare una passeggiata alla cornice rappresentata dal
lago, ma non abbiamo ricevuto risposta».
I lavori dovrebbero arrivvare nei pressi del tratto in questione tra circa un
mese, e nonostante la famiglia Canziani abbia consultato un legale non sembra che le
possibilità di spostare il tracciato siano concretamente fattibili.
Intanto, in una lettera aperta e diramata alla stampa nei giorni scorsi, il sigor Luigi
Canziani ha denunciato la pericolosità del tratto stradale e della relativa pista
ciclabile, dove il 2 novembre scorso si è verificato un incidente mortale nel quale una
delle auto coinvolte è piombata proprio sulla pista ciclabile, per fortuna in quel
momento sgombra da ciclisti.
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