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Ore 16.31.21
Giorno
07/06/07
 
Gavirate – La protesta di alcuni cittadini che abitano in prossimità della futura pista ciclabile 
«No alla pista ciclabile di fronte a casa»

Un grande lenzuolo bianco sulla facciata di una villetta a due piani sul quale scrivere la protesta; «grazie sindaco per la pista ciclopericolosa», si legge infatti viaggiando sulla SP1 in direzione Varese, appena fuori dall'abitato di Gavirate.
A scrivere il messaggio sono i cittadini che abitano in prossimità di quello che tra pochi mesi sarà il nuovo tratto della pista ciclabile, che completerà quello già presente e che costeggia il lago di Varese.

Un'opera importante, certo, ma che in alcuni casi ha lasciato adito a critiche sul percorso e sulle modalità con cui le istituzioni hanno gestito la questione.
«Abbiamo ricevuto per posta l'atto di esproprio inviatoci dalla Provincia di Varese - dice infatti Andrea Canziani, seduto nel soggiorno della casa in via del Chiostro - che di fatto servirà per la costruzione della pista il cui passaggio è previsto proprio di fronte a casa nostra».

In effetti le ragioni che hanno spinto a esternare la protesta con questa originale modalità sono da ricercarsi in diversi fattori. In primo luogo nella pericolosità che il tratto in questione presenterebbe per la vicinanza con la statale; inoltre c'è da rilevare la scomodità rappresentata dall'avere frotte di ciclisti che impediscono l'uscita delle auto dalle rimesse private, come conferma anche Rosa Colombo, l'anziana signora che vive nella villetta e che conferma il problema che l'esproprio del terreno di fronte a casa produrrebbe.

«Una soluzione è stata proposta al Comune - conclude Andrea - : spostare il tracciato nel fondo retrostante alla nosta abitazione, che tra l'altro avvicinerebbe i ciclisti o chi volesse fare una passeggiata alla cornice rappresentata dal lago, ma non abbiamo ricevuto risposta».

I lavori dovrebbero arrivvare nei pressi del tratto in questione tra circa un mese, e nonostante la famiglia Canziani abbia consultato un legale non sembra che le possibilità di spostare il tracciato siano concretamente fattibili.

Intanto, in una lettera aperta e diramata alla stampa nei giorni scorsi, il sigor Luigi Canziani ha denunciato la pericolosità del tratto stradale e della relativa pista ciclabile, dove il 2 novembre scorso si è verificato un incidente mortale nel quale una delle auto coinvolte è piombata proprio sulla pista ciclabile, per fortuna in quel momento sgombra da ciclisti. 

Andrea Camurani

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