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| Varese
Marco Molteni, segretario della UIL provinciale e membro di giunta della Camera di
Commercio interviene nel dibattito "Provincia Nord/Provincia Sud" |
| Ci vogliono
segnali forti per il sud della Provincia |
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| Il dibattito che
si sta svolgendo in questi giorni sullesistenza di fatto di due province
allinterno del nostro territorio, e sullopportunitą di realizzare
concretamente questa divisione dal punto di vista amministrativo, consente di affrontare
seriamente il problema di un nuovo assetto di questo territorio. Partendo, perņ, da
due punti di partenza: innanzitutto, che č un dato di fatto che la provincia di Varese
non sia in grado di rappresentare tutti i suoi comuni, e tutte le peculiaritą che nel
territorio insistono. Le iniziative che esistono sul territorio
tendono infatti ad essere raccordate dall'ente, ma non a nascere al suo interno: nascono
spontaneamente, come il patto Ogma o l'accordo di programma a Saronno. Si puņ dire quindi che parte del territorio si stia "arrangiando":
questa č una sensazione che non si vive solo nel sud ma anche nel nord della provincia, e
lo provano i frequenti incontri di associazioni del luinese finalizzati alla promozione
della zona. E questa sensazione si vive a maggior ragione nel
comune di Varese, che non č in grado di farsi ritenere capoluogo di provincia nč da
Busto nč da Gallarate nč da Saronno, perchč non riesce ad integrare a sč le capacitą
delle cittą che dovrebbero riferirsi al capoluogo.
D'altra parte, perņ, nemmeno Busto Arsizio brilla per iniziativa e capacitą di
aggregare. Nč attraverso iniziative concrete nč per capacitą politica: chi ha gestito
il territorio negli ultimi anni non č in grado infatti di lanciare messaggi per il
territorio.
Fatte queste premesse, per quel che riguarda l'idea di dividere la provincia in due o
mantenerne una, io sono d'accordo con l'analisi di Frigoli
che comprende un'ipotesi di provincia allargata che abbia Varese come capoluogo, ma
preveda anche un decentramento di alcune competenze istituzionali.
La Camera di commercio, ad esempio, dovrebbe essere localizzata al sud della provincia,
e la Provincia stessa dovrebbe trasferire alcune delle sue strutture, in particolare
quelle che riguardano il settore lavoro, nella zona sud. Questi sarebbero segnali forti,
in grado di dare risposta a quella parte del territorio che manifesta, spesso giustamente,
insofferenza. E che potrebbe cambiare cosģ le proprie opinioni nei confronti di
questa Provincia, vista come accentratrice e incapace davvero di delegare competenze.
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