«Un successo inaspettato». A distanza di tempo e a
freddo, Luca Carignola (nella foto a sinistra), 25
anni, laureato in giurisprudenza e responsabile provinciale della Sinistra giovanile, fa
un'analisi del voto, del 13 e 14 febbraio, per il rinnovo dei
rappresentanti degli studenti allinterno dei consigli di amministrazione e di
facoltà dellUniversità dellInsubria
Perché inaspettato?
«Il successo della Lista Studenti Democratici, da noi appoggiata, è andato oltre le
attese. Penso che l'idea vincente sia stata quella di presentare una lista comune sia a
Varese che a Como, che rinforzava l'idea di un ateneo unico. Questa lista si
presentava con un equilibrato distacco dai singoli partiti, dando un'immagine di
coalizione solida e forte. Questo ci ha premiati. Poi c'è da considerare anche la
presenza delle altre liste, sulla carta molto forti, legate a Forza Italia, CL e alla Lega
Nord» Anche l'affluenza alle urne ha sorpreso
«Sì, anche questo dato è stato sorprendente ed ha invertito una tendenza in atto.
L'affluenza è quasi raddoppiata. Nel rinnovo del passato CNSU era andato a votare il 7
per cento degli studenti, contro il 15 per cento dell'ultima. All'Insubria il risultato è
oltremodo straordinario se si pensa che alcuni corsi non erano ancora iniziati, questo
significa che molti studenti sono andati appositamente a votare».
Quali sono i punti del vostro programma più qualificanti?
«La nostra lista ha naturalmente l'obiettivo di stare vicino agli studenti, con una
maggiore rappresentanza delle loro istanze e di favorire il collegamento con le
istituzioni
Tradotto in azione concreta?
«Ad esempio iniziare a pensare seriamente agli spazi di studio. Le sale di
studio dovrebbero essere aperte e disponibili anche la sera. Bisogna incentivare
lo scambio con le università straniere, perché solo in questo modo l'università
diventa una ricchezza per il territorio. Incentivare l'Erasmus e le borse di studio.
Creare un maggior collegamento con la realtà in cui gli studenti sono inseriti»
Da questo voto si possono trarre delle conclusioni politiche di
più largo respiro?
«Certo. Pensare che i giovani varesini siano tutti orientati a destra è un errore.
Queste votazioni hanno dimostrato che c'è uno spostamento dei giovani varesini verso
sinistra e che il bisogno di politica è ancora presente. Dare per scontato che i giovani
d'oggi siano tutti orientati a destra è sbagliato. Le stesse ricerche statistiche
dimostrano che il 50 per cento dei giovani è ancora indeciso, non ha scelto».
Segnali in questo senso li avete anche nella Sinistra
giovanile?
«Ci sono segnali più che buoni. Gli iscritti nel 2000 erano 109, una presenza
notevole, forse maggiore anche rispetto ai tempi d'oro della politica. I nuovi
iscritti sono stati circa 30. Apriremo circoli nuovi nel sud della provincia, come Busto e
Cassano, la dove è più forte la spinta leghista. Abbiamo in programma una serie di
iniziative per sensibilizzare la popolazione su quanto accade oggi nei luoghi che una
volta erano deputati alla socialità, pensiamo ai recenti incidenti in occasione del derby
di calcio, o quanto accade al palazzetto dello sport » .
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