Lo avevano minacciato e oggi hanno
occupato. Sono gli studenti del magistrale A.Manzoni di Varese, da tre giorni in rivolta a
causa della gestione del preside Aldo Fumagalli.
Ad innescare la miccia, lo avevamo raccontato ieri, l'orario scolastico che, a causa delle
ore di 50 minuti, non rispetta il monte ore annuo fissato dal ministero. Da qui i
tentativi di colmare le lacune che hanno portato, però, ad un malcontento generale. I
ragazzi lamentano la mancanza di chiarezza e una disorganizzazione che pesa anche sul
clima all'interno dell'istituto.
"Ma l'orario, con le
rivoluzioni ogni trimestre, lo abbiamo digerito - affermano le tre rappresentanti degli
studenti giunte nella nostra redazione - quello che ancora manca è l'informazione, la
trasparenza e... l'igiene."
Gli studenti da questa mattina sono in occupazione, autogestiscono le lezioni di mattina e
organizzano attività sportive e aule di studio nel pomeriggio. Tra una lezione e l'altra,
però, hanno inserito anche 'pulizia della scuola' per passare di fino vetri, tapparelle e
bagni sempre al "limite della decenza".
398 dei 500 studenti aderiscono all'occupazione che, nelle intenzioni, dovrebbe continuare
sino a giovedì prossimo, domenica compresa. A loro è giunta la solidarietà di gran
parte del corpo docente, anche lui estenuato da un clima di tensione continuo.
Gli studenti respingono
fermamente l'accusa di strumentalizzazione politica dell'iniziativa: "Siamo la
maggior parte degli studenti e a noi interessa solo la figura professionale, non la sua
carica istituzionale."
Quello che maggiormente lamentano i ragazzi è la mancanza di dialogo con il capo di
istituto: "In questi due giorni di agitazione non si è mai affacciato una volta per
chiederci cosa stavamo facendo. Passa, ci guarda e tace."
Niente a che vedere con il vecchio preside, un uomo 'all'antica' che conosceva tutti gli
studenti per nome. "Tapparelle cadenti e bagni rotti c'erano anche con lui , ma
era diverso il clima della scuola, cosa che ci permetteva di sopportare i
disagi."
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