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Ore 16.31.06
Giorno
07/06/07
 
Varese – La cerimonia di consegna di sette volumi di documenti è stata l'occasione per riperrcorrere i momenti salienti della nascita dell'ateneo. Presenti personalità di spicco 
Una serata di ricordi per l'Università dell'Insubria

Giovanni Valcavi ieri sera ha donato all’ateneo varesino, del quale è stato uno dei fondatori, sette volumi di importanti documenti attinenti ai primi anni della sua storia , un libro di memorie personali e alcune lettere autografe di Camillo Golgi e Alessandro Volta.

Una cerimonia semplice con buona partecipazione anche se gli impegni istituzionali e qualche acciacco hanno impedito che fossero presenti tutti coloro che si sono impegnati per lo sviluppo dell’Università dall’avvio,si era nel 1972, dei primi corsi di medicina gemmati da Pavia, ai recenti giorni dell’autonomia e al tempo presente che è quello di una crescita rigogliosa.

Una serie di brevi interventi in una atmosfera ben lontana dal reducismo perché chi ha vissuto e vive la realtà accademica guarda sempre al futuro ed è giovane anche se ha i capelli bianchi.

Dall’ avvocato Valcavi a un altro grande varesino, il rettore Mantegazza dell’Università di Milano, per finire a Renzo Dionigi, rettore dell’ateneo dell’Insubria, sono arrivate sintetiche ed efficaci testimonianze in ordine al percorso e ai traguardi dell’istituzione accademica cittadina.

Il professor Mantegazza ha rivelato che i primi contatti per avere l’Università, Varese li prese con Milano, ma mamma Mantegazza fece affettuose pressioni sul figlio perché si rinunciasse a favore di Pavia come auspicava un loro stretto congiunto, grande docente a Pavia.

E Pavia fu e senza problemi perché l’ateneo sul Ticino era da sempre il preferito dai varesini.

Alla cerimonia, che è stata un forte momento di unione tra generazioni che, sempre per amore dell’Università, hanno conosciuto anche contrapposizioni, graditissima

l’ assenza della Varese che verso l’ateneo ha manifestato un disimpegno culturale e di apporti superiore a quello di Pappalardo.

E’ la Varese che negli ultimi trent’anni ha fatto laureare i suoi figli a due passi da casa.Si ironizza su scozzesi e genovesi, ma Arpagone abita qui.

Pier Fausto Vedani

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