Custode del dialetto, delle usanze e della storia di
Varese, la Famiglia Bosina, da oltre cinquanta anni, anima la città nel segno della
trazione. Importante memoria storica di ciò che altrimenti andrebbe perduto. Tra i suoi
fondatori Clemente Maggiora (nella foto) e Mario Lodi.
Quando è nata la Famiglia Bosina?
Mario Lodi: Il numero del settimanale varesino
"Il Matocco" del 7 maggio 1947 riportava a grandi lettere il titolo "È
nata la Famiglia Bosina". Al giorno successivo, ovvero l8 maggio festa di San
Vittore, si deve far risalire la nascita della Associazione. La data ufficiale di
fondazione va ricercata nel 1955 quando uscì il primo numero del Calandari in cui
furono pubblicati i nomi di tutti i soci fondatori. Ogni anno da allora nella festa di San
Ambrogio viene presentato il numero del Calandari, con le cronache dellanno
precedente.
Come è nata lidea di istituire una associazione di questo genere?
Clemente Maggiora: Lidea era quella di riunire la gente bosina e
conservare le tradizioni, il dialetto e la storia di Varese. Si voleva evitare che questo
patrimonio andasse disperso in una città che aumentava sempre di più per numero di
abitanti e dimensioni territoriali. Ricordiamo che nel 1927 Varese contava 27mila
cittadini e nel 1958 ne aveva ormai oltre 42mila.
Qual è lorigine del nome?
C.M. Bosino è lappellativo con cui vengono chiamati da sempre i
varesini. Lorigine del nome però è controversa. Esistono diverse tesi: cè
chi attribuisce la derivazione dalla Val Bossa, chi lo vede come un soprannome da
SantAmbrogio. I varesini, infatti venivano soprannominati ambrogini ed infine
bosini. La terza tesi vuole il nome come appellativo con il quale i milanesi chiamavano i
contadini della nostra zona. Allora Varese era un contado circoscritto dal vellone, a
forma ellittica entro il quale vi era il borgo.
Quali sono le attività della Famiglia
Bosina?
M.L. Vi è naturalmente una grande attenzione per il dialetto, una
lingua che ormai si sta esaurendo e che in pochi, soprattutto tra i giovani, parlano. In
questo senso abbiamo ristampato tutta lopera, anche inedita, di Speri della Chiesa,
il più grande poeta varesino. Abbiamo compilato un vocabolario bosino, dopo
unaccurata ricerca sulla lingua e la terminologia del dialetto. Abbiamo inoltre
ristampato le cronache di Varese dellAdamollo e del Borri. Purtroppo bisognerebbe
avere tempo e denaro per andare a recuperare tutti quei documenti preziosi che sono ancora
conservati nellarchivio di Stato, nel registro notarile e nellarchivio delle
parrocchie di Varese e Como (una volta infatti la città era provincia di Como ndr).
Organizziamo poi il Carnevale ed altre manifestazioni.
Come vive finanziariamente lAssociazione?
C.M Per alcuni anni la Famiglia Bosina ha goduto di un significativo
appoggio di due banche: il Credito Varesino e la Popolare di Luino. La maggior parte delle
entrate però arrivano dalla quota associativa degli aderenti, che oggi sono circa 190. In
alcune occasioni, come il carnevale, un importante aiuto ci viene dal Comune di Varese.
In che modo si può entrare a far parte della Famiglia Bosina?
C.M. Questo è un tasto piuttosto dolente, poiché chi redasse lo
statuto negli anni cinquanta mise come unica condizione la residenza a Varese da più di
venti anni, con lunico scopo di preservare la tradizione locale. Con il ricambio
sociale che esiste oggi, una tale condizione è un assurdo. Lunico modo sarebbe
cambiare lo statuto, ma non è cosa semplice. Alla assemblea, infatti dovrebbe essere più
dei due terzi degli associati, un numero che noi non raggiungeremo mai.
Hanno partecipato al forum: Erika La Rosa, Loredana
Sbrana, Michele Mancino, Pierfausto Vedani
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