| Preside
Fumagalli, da cosa nasce questo dissidio all'interno dell'istituto magistrale? "Ci sono delle divergenze sull'applicazione dell'orario. Io voglio che
sia applicato integralmente quello deliberato dal consiglio d'istituto, mentre i docenti
sostengono, in virtù di una circolare ministeriale, che possono fare mezzora in meno al
giorno. Tutto ciò é immorale e didatticamente inaccettabile. Il consiglio d'istituto ha
preso una decisione e questo implica anche i ritorni pomeridiani".
Come mai sono stati gli alunni a scatenare la protesta?
"Gli alunni mi hanno detto che i professori erano esasperati e
che la tensione si riverberava su di loro, così hanno deciso l'occupazione. Per quanto
riguarda le rivendicazioni sulle strutture ritengo che siano generiche e che ogni scuola
possa dire di avere problemi di questo tipo. Se invece il problema vero é l'orario,
allora tutto verrà discusso nel consiglio d'istituto convocato d'urgenza per questa sera.
Vedremo cosa uscirà dalla discussione. Se il consiglio deciderà di cambiare l'oario
allora io mi tutelerò dal punto di vista legale, avendo la responsabilità patrimoniale
della scuola, attraverso un quesito al ministro competente".
Come sono i rapporti tra lei e i ragazzi?
"Se c'é tensione tra me e i ragazzi devono essere loro a
dirmelo. Se la contestazione riguarda il fatto che non faccio fumare in corridoio, allora
dico che questa é una mia responsabilità ed é giusto che mi comporti così. Anche far
rispettare gli orari é un mio compito istituzionale".
Perché gli animi si sono un po' esasperati?
"Bisognerebbe chiedersi chi ha esasperato gli animi, non certo
io. Mi sono state mosse accuse divergenti. Da una parte mi si dice che sono troppo
assillante e autoritario e dall'altra che non ci sono mai. Beh, si mettano
d'accordo".
Cosa é successo questa mattina?
"Non c'è stata nessuna zuffa. Sono cose assurde. Io sono
arrivato con la mia scorta. Ho il diritto di avere con me due persone per la mia
incolumità personale. Avevano l'esplicito ordine di tutelare la mia persona, niente di
più. Non é successo nulla. C'é stato il tentativo di farmi passare per un violento ma
io posso assicurare che non c'é stata alcuna violenza. Poi contesto la versione dei fatti
che avete riportato voi di Varesenews. I ragazzi non si sono asserragliati nella
scuola. Erano già lì con le porte chiuse con la catena. Non è vero che si sono
spaventati perché hanno visto i vigili. Semplicemente io ho cercato di entrare nella
scuola che dirigo perchè è un mio dovere. Una volta dentro ho dialogato con il leader
della rivolta".
Si dimetterà?
"No, assolutamente. Io vado avanti a fare il mio lavoro".
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