E
certamente un portalettere particolare Andrea Fogarollo, che solo per ragioni anagrafiche
non ha potuto, sia pur metaforicamente, consegnare quelle lettere che Antonio
Gramsci scrisse nella sua lunga permanenza in carcere. Ma si può star sicuri che le
conosce molto bene, quelle lettere, come le tante che ogni giorno consegna agli abitanti
di Porto Ceresio. Fin qui tutto "normale", se non fosse che Andrea non vive solo
una semplice passione per la storia, ma un amore vero e proprio per la cultura, che grazie
a questo lavoro è potuto sbocciare fino al raggiungimento della prima laurea in lettere,
qualche anno fa, e della prossima, in cantiere per ancora un paio danni, in storia.
Andrea, ventotto
anni, piemontese di nascita ma portoceresino dadozione, è uno dei tre
impiegati che lavorano presso le Poste Italiane di Porto Ceresio, nel nord della
Provincia, a un tiro di schioppo dal confine con la Svizzera.
Con alle spalle studi tecnico-navali che lo hanno spinto a provare l'esperienza della
navigazione, Fogarollo si è dedicato capo e collo agli studi umanistici.
«Amo il lavoro che faccio dice il giovane non solo perchè mi ha
permesso di mantenermi gli studi da quasi una decina danni a questa parte, ma anche
per il fatto che tra le tante professioni capitatemi ho imparato a godere di quel senso di
libertà che provo quando ogni mattina in moto e carico di posta vado a Ca del Monte, una
frazione di Porto, per il consueto giro. Così facendo rimango a contatto
con la natura: non importa se piove o nevica, non è certo un po dacqua che
può farmi rimpiangere un lavoro dufficio», visto che Andrea è forse uno degli
unici ad aver rinunciato ad un "posto al caldo" dietro la scrivania delle poste
di Bisuschio.
E così, dal 93 ad oggi e in compagnia del gatto Toto, Andrea ha passato diverse
serate a studiare per poter sfruttare la tranquillità del suo appartamento e stendere una
tesi che gli ha permesso di laurearsi in lettere con un lavoro sui flussi migratori
dinizio secolo in Valganna oltre alla preparazione degli esami del corso di laurea
in storia, per il quale sta abbozzando una tesi su "Le origini del socialismo e delle
organizzazioni sindacali Varese", presso l'università di Genova.
Chiacchierando si scoprono però anche altre passioni di Fogarollo. Una di
queste è certamente la bicicletta, servendosi della quale macina chilometri su
chilometri, oltre ad altri interessi certamente più mentali come il cinema e la
poesia che lo hanno spinto a dedicarsi negli anni scorsi ad una serie di attività che
spaziavano dal cineforum (come testimoniano le diverse cassette di Buñuel e Pasolini, di
cui tiene un ritratto nel suo studio) alle serate di poesia ligure del 900. Qualche
anno fa organizzò perfino dei pomeriggi di introduzione allo studio della letteratura del
900 dedicate agli studenti delle superiori e prossimi al diploma.
«Anche se non hanno avuto molto successo in termini di partecipazione continua
Andrea queste iniziative mi hanno impegnato molto: non credo ci sarà una seconda
volta», riferendosi evidentemente al disinteresse che simili trovate spesso provocano nel
mondo dei giovani o addirittura, e questo è più grave, tra le istituzioni.
Programmi per il futuro?
«Certamente non fermarsi ma continuare sulla strada della cultura - conclude Andrea.
Grazie agli studi che ho fatto posso partire da buone basi culturali per impegnarmi nella
ricerca».
Di sogni nel cassetto veri e propri Andrea non parla, piuttosto gli piacerebbe veder
pubblicato il lavoro sulle migrazioni in Valganna, per il quale ha già preparato un
inedito estratto, di una quarantina di pagine riferibile alla sua tesi di laurea.