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Ore 16.30.06
Giorno
07/06/07
 
Brusimpiano - Patrizio Metrangolo è stato catturato ieri pomeriggio, 26 febbraio dalla Digos di Varese e dalla squadra mobile di Lecce
Arrestato a Brusimpiano latitante della Sacra Corona Unita

L'ha tradito l'amore per la famiglia, per la moglie e per le figlie: Patrizio Metrangolo, leccese, affiliato alla sacra corona unita e latitante da quasi un anno, è stato catturato e arrestato ieri pomeriggio a Brusimpiano, dall'opera congiunta della squadra mobile di Lecce e la Digos di Varese: gli inquirenti leccesi si erano potuti mettere sulle sue tracce, grazie ai contatti che il latitante manteneva - pur con molte precauzioni - con i suoi più stretti famigliari. "Un errore fatale per il pregiudicato - ha precisato l'ispettore Catalano della Digos di Varese - che ha reso possibile per i nostri colleghi leccesi identificare la zona dove Metrangolo si era rifugiato, e a noi di rintracciare il paese con facilità, considerando anche la tranquillità delle zone, che rendono facile trovare e seguire ogni elemento nuovo nella comunità".

Secondo le ricostruzioni dei protagonisti dell'operazione (nella foto l'ispettore superiore Catalano e l'ispettore Refolo della Mobile di Lecce), Metrangolo era assolutamente solo a Brusimpiano e non contava apparentemente su alcun aiuto. Viveva in una camera di una villetta in costruzione con tutta probabilità totalmente all'insaputa del proprietario: sono infatti in corso accertamenti per accertare eventuali favoreggiamenti, ma gli inquirenti tendono ad escludere l'ipotesi.  E conduceva una vita assolutamente normale, nel paese in cui viveva da meno di un mese: caffè e giornale ogni giorno, ogni sera cena solitaria in un ristorantino della zona. Aveva anche un'automobile, a lui non intestata, che utilizzava e parcheggiava ogni giorno in un posto diverso, per non destare sospetti. E a chi faceva quel poco di conversazione con quella persona semplice, rispondeva di lavorare nell'edilizia, come manovale.

Ma manovale non era: la procura generale della Repubblica di Bari aveva emesso nei suoi confronti  in ottobre un provvedimento di carcerazione definitiva che l'avrebbe tenuto in carcere 10 anni e 8 mesi per associazione a delinquere di stampo mafioso e traffico di stupefacenti: una accusa per cui nel 1997 era anche stato arrestato,oltre ai precedenti per estorsione rapina e furto che aveva già collezionato.

Metrangolo è stato arrestato con i contanti in tasca, due milioni, e le valige pronte: pare che fosse infatti in procinto di spostarsi ancora, in una località imprecisata del nord est.

S.R.

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