L'ha tradito l'amore per la famiglia, per la moglie
e per le figlie: Patrizio Metrangolo, leccese, affiliato alla
sacra corona unita e latitante da quasi un anno, è stato catturato e arrestato ieri
pomeriggio a Brusimpiano, dall'opera congiunta della squadra mobile di Lecce e la Digos di
Varese: gli inquirenti leccesi si erano potuti mettere sulle sue tracce, grazie ai
contatti che il latitante manteneva - pur con molte precauzioni - con i suoi più stretti
famigliari. "Un errore fatale per il pregiudicato - ha precisato l'ispettore Catalano
della Digos di Varese - che ha reso possibile per i nostri colleghi leccesi identificare
la zona dove Metrangolo si era rifugiato, e a noi di rintracciare il paese con facilità,
considerando anche la tranquillità delle zone, che rendono facile trovare e seguire ogni
elemento nuovo nella comunità". Secondo le ricostruzioni dei protagonisti dell'operazione (nella foto l'ispettore superiore Catalano e l'ispettore Refolo della Mobile
di Lecce), Metrangolo era assolutamente solo a Brusimpiano e non contava
apparentemente su alcun aiuto. Viveva in una camera di una villetta in costruzione con
tutta probabilità totalmente all'insaputa del proprietario: sono infatti in corso
accertamenti per accertare eventuali favoreggiamenti, ma gli inquirenti tendono ad
escludere l'ipotesi. E conduceva una vita assolutamente normale, nel paese in cui
viveva da meno di un mese: caffè e giornale ogni giorno, ogni sera cena solitaria in un
ristorantino della zona. Aveva anche un'automobile, a lui non intestata, che utilizzava e
parcheggiava ogni giorno in un posto diverso, per non destare sospetti. E a chi faceva
quel poco di conversazione con quella persona semplice, rispondeva di lavorare
nell'edilizia, come manovale.
Ma manovale non era: la procura generale della Repubblica di Bari
aveva emesso nei suoi confronti in ottobre un provvedimento di carcerazione
definitiva che l'avrebbe tenuto in carcere 10 anni e 8 mesi per associazione a delinquere
di stampo mafioso e traffico di stupefacenti: una accusa per cui nel 1997 era anche stato
arrestato,oltre ai precedenti per estorsione rapina e furto che aveva già collezionato.
Metrangolo è stato arrestato con i contanti in tasca, due milioni,
e le valige pronte: pare che fosse infatti in procinto di spostarsi ancora, in una
località imprecisata del nord est.
|