Incontro questa mattina all'Ospedale di Circolo di
Varese tra la Commissione regionale sanità e i direttori generali, amministrativi e
sanitari delle aziende ospedaliere e sanitarie della nostra provincia. Primo punto
all'ordine del giorno la situazione organizzativa e sociosanitaria dell'Asl di Varese e lo
stato di attuazione della legge regionale 31. L'Organizzazione, la qualità delle
prestazioni, la prevenzione sugli infortuni lavorativi, l'assistenza domiciliare, Malpensa
e i conti economici sono stati i principali punti su cui si è discusso. Nel suo intervento di presentazione il direttore generale dell'Asl,
Giorgio Benedettini, nonostante la condivisione di una legge fortemente innovativa, ha
avanzato comunque alcune critiche e difficoltà riscontrate nell'applicazione della
stessa. "Dal nostro punto di vista - afferma
Benedettini - lo stato di applicazione della legge 31 è soddisfacente, tenuto conto delle
difficoltà di realizzazione di normative così innovative. Sarebbe comunque ingenuo
sostenere che va tutto bene. A nostro avviso le nuove direttive nazionali creano un
rallentamento del percorso, non sempre sono tempestive e coerenti; il ruolo dell'Asl di
acquirente e di verificatore è agli albori; le aziende sanitarie nascono con personalità
giuridica pubblica, ma dovrebbero organizzarsi con atto aziendale di diritto privato e
avere autonomia di tipo imprenditoriale. Esistono infatti ancora forti vincoli per esempio
per la gestione delle Risorse umane, la mobilità e i concorsi, la gestione degli appalti
ecc. Oggi dal punto di vista organizzativo siamo a regime, ma dovremo riproporre un nuovo
piano di Organizzazione proprio in vista delle nuove indicazioni regionali".
Quanto al problema della prevenzione degli infortuni
sul lavoro, sollevato dal consigliere regionale Daniele Marantelli, l'Asl ha svolto e
svolge un'intensa attività di coordinamento e di continue verifiche in materia di
sicurezza: "Sono stati investiti 40 miliardi nel '99 a cui sisono aggiunti 4,5
miliardi nel 2000 per la sicurezza nei luoghi di lavoro - spiega Benedettini - E' un
dipartimento in forte espansione, che però è da rivedere e adeguare a un'azienda
moderna".
L'erogazione delle prestazioni, invece, è molto migliorata, anche se in alcuni casi il
livello è leggermente più basso. L'assistenza domiciliare, inoltre, rientra nei
parametri di riferimento, secondo i dati offerti dall'Asl, dove viene riconosciuto un
ruolo fondamentale al medico di famiglia. "E' in vigore un protocollo, che coinvolge
tutti, dall'azienda ospedaliera, al medico, alla famiglia - dice Benedettini - attraverso
il quale si può e si deve valutare la soluzione migliore di ricovero post ospedaliero
dell'anziano. E' logico comunque che miriamo a migliorare sempre più".
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