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| Varese - Sergio
Moia, segretario della Fim risponde al neo segretario Cisl Ticino Olona Maffezzoli |
| Occorre riunire la
Cisl e non proporre nuove province |
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| Riceviamo
e pubblichiamo Ho letto con attenzione l'intervista al neo segretario generale
della Cisl del T.Olona Luigi Maffezzoli. Maffezzoli, a quanto ho capito, centra il suo
impegno programmatico, a partire dall'imminente congresso, sul problema dell'assetto
istituzionale dell'Alto Milanese (anche se curiosamente non comprende nè Saronno, nè
Castellanza tra i centri importanti interessati alla nuova realtà territoriale).
In sostanza dall'intervista emerge questo assunto: il sindacato, o almeno la Cisl, si è
dato un assetto conforme alle esigenze del territorio, il problema sono gli altri, cioè
"il resto del mondo".
Partendo da questa considerazione il problema diventa quello di proporre un percorso
graduale, iniziando dalla "coalizione
territoriale" dei soggetti sociali ed istituzionali interessati, per
arrivare alla realizzazione della nuova provincia.
In realtà, nello scorso decennio, si è discusso parecchio delle
ragioni che avrebbero potuto motivare una diversa suddivisione del territorio, con la
costituzione di una nuova provincia tra quelle di Varese e Milano. Sono state tentate
anche diverse iniziative da parte di più soggetti, per dar corso ad aggregazioni che
sfociassero in quell'obiettivo. Il problema che ci dobbiamo porre oggi, a mio avviso, non
è quindi la supposta esigenza che motiverebbe un nuovo ed ulteriore tentativo.
Se così si facesse infatti si tornerebbe indietro di almeno 15 anni.
Il problema da porsi è invece il perchè dopo tanti anni, dopo la
creazione di tante province nuove -anche in territorio lombardo- , dopo tante iniziative
promosse nell'Alto Milanese e puntualmente esauritesi, siamo ancora al punto di partenza.
Di fronte a questa realtà la questione posta da Maffezzoli andrebbe quindi ribaltata:
come è possibile che la Cisl continui a fare da bandiera ad un auspicato assetto
territoriale istituzionale, che anche a livello di ipotesi continua ad essere
caratterizzato soprattutto dai "se" e dai "ma"?
La contraddizione tra territorio ed istituzione, che nei fatti
continua a riproporsi, non è forse e soprattutto quella che finisce per vivere la Cisl,
unica tra le grandi organizzazioni sociali ed economiche del territorio che ha voluto
ostinarsi a mantenere un assetto territoriale diviso tra due province, nell'ambito del
quale per forza di cose è difficile evitare duplicazioni e complicazioni?
A ben vedere oggi questa idea non è ormai più nemmeno di tutta la Cisl, visto che almeno
una categoria importante come quella dei metalmeccanici da tre anni ha deciso
diversamente, prendendo atto della realtà e riorganizzandosi in sindacato provinciale.
Di questo forse sarebbe utile discutere pacatamente al prossimo congresso, prima di
rilanciare iniziative dall'esito quantomeno incerto, ma con la conseguenza inevitabile di
prolungare ulteriormente proprio per la Cisl il periodo dell'"Aventino"
istituzionale.
Sergio Moia
Fim Cisl Varese
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