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Ore 16.31.06
Giorno
07/06/07
La Tosi assume? Il Ministero conferma ma l'azienda nicchia

AAA operaio cercasi per la Franco Tosi

 
Milano - Importanti novità nella contrattazione tra Governo e parti sociali. Intervista a Francesco Boccia, consigliere economico del ministro dell'industria Letta
Caso Tosi: un bonus "a punti" per chi importa manopera

Niente regali elettorali, niente demagogia, ma un nuovo "Do ut des" tra Stato e Imprenditori, quasi come se ci si intendesse tra affaristi intenzionati a "portare a casa" l'oggetto dei loro interessi: il caso Franco Tosi si è rivelato oggi il possibile modello della nuova contrattazione tra Governo e parti sociali. Dall'incontro del pomeriggio del 18 gennaio tra dirigenza della Franco Tosi, sindacati  e ministero dell'industria, tanto smentito da tutti nel corso di tutta questa settimana,  è emerso infatti un nuovo modo del governo di fare mediazione tra le parti.

Aiuti fiscali in caso di assunzione di cassintegrati, un sistema di pratica - formazione della durata di sei mesi il cui costo verrà sostenuto principalmente dallo Stato  in caso di assunzioni  di giovani sotto i 32 anni o persone in attesa di prima occupazione, il sistema del credito di imposta: da queste norme già esistenti  sono partite le proposte fatte a Gianfranco Castiglioni, proprietario della Cagiva e nuovo patron della Franco Tosi,  dal  ministro dell'industria Enrico Letta: "Ma il succo della proposta non è questo, che in fondo è semplicemente un cumulo di possibilità già esistenti nel mondo della contrattazione - precisa Francesco Boccia, consigliere economico del ministro dell'Industria - quanto piuttosto la possibilità di dedurre integralmente gli affitti degli immobili acquisiti dagli imprenditori a favore degli assunti, e un sistema che permetta di calcolare il "coefficente occupazionale" dell'operazione, un bonus che possa essere restituito all'imprenditore nel momento in cui decidesse di effettuare investimenti nel mezzogiorno, attraverso la compartecipazione dello Stato all'investimento, in maniera  proporzionale al numero di persone che ha occupato".

Detto in termini più rozzi: se l'imprenditore decide di assumere ora operai "pescando" da un bacino dove c'è ne sono tanti con la specializzazione che cerca e che nella sua zona di produzione manca, non solo verrà aiutato a cercar loro un posto per stabilizzarsi, con formule fiscali convincenti,   ma riceverà una sorta di "bonus" governativo, da utilizzare in caso di futuri investimenti nel mezzogiorno. Quando infatti deciderà di effettuare questi investimenti, lo Stato parteciperà alle sue spese in ragione di quanta manodopera avrà assunto precedentemente con questo sistema.

Un pacchetto ingegnoso, che alle massaie dedite alle raccolte punti non è per niente ignoto, e che proprio con lo stesso meccanismo psicologico delle raccolte punti tende ad "imbrogliare" l'imprenditore, convincendolo ad accumulare lavoratori, e perciò sgravi fiscali, per ottenere un vantaggio imprenditoriale poi - in un punto d'Italia "da riqualificare", scelto dal Governo - che rende più vivace l'attività dell'impresa e nello stesso tempo di nuovo virtuoso il circolo dell'offerta di lavoro in Italia.

"C'è una premessa di fondo alla sostanza dell'accordo proposto oggi alla dirigenza della Franco Tosi - prosegue Boccia - oggi c'è in tema di lavoro una legislazione che consente svariate soluzioni  in tema di mobilità: proposte che valgono al nord come al sud, e tra le quali ci sono quelle citate nell'accordo, come la possibilità di credito di imposta, il periodo di prova e formazione eccetera. Ma di fronte alle esigenze della Tosi, come di molte altre aziende del nord, perchè sono tante quelle nella condizione dell'azienda legnanese, si deve cercare una corsia preferenziale in grado di risolvere le contraddizioni. Quello che il ministro ha cercato di fare è stato quello di realizzare un accordo a  doppio filo con sindacati e governo, che consentisse di trasferire efficacemente nomi e conoscenze. I sindacati sono in grado di dire per esempio, in un settore come quello metalmeccanico, dove i lavoratori sono in esubero, quali sono i bacini dove più facilmente gli imprenditori possono trovare ciò che cercano. La soluzione che cercavamo al ministero dell'industria insomma era quella che   permetteva di incrociare nel paese la domanda - che c'è - e l'offerta - che c'è - di lavoro in Italia"

Perchè proprio la Franco Tosi di Legnano si è ritrovata ad essere apripista di questa nuova proposta di Governo? "Il Ministero segue da mesi il caso Franco Tosi, come molti altri simili al suo. La richiesta esplicita che ci è giunta e il fatto che per dimensioni ed esigenze quello dell'azienda era "un caso da manuale" ha fatto il resto". 

Per diversi giorni però queste trattative sono state smentite e minimizzate, sia dall'azienda che dai sindacati. Qui si era in una condizione paradossale: sotto i riflettori di tutta Italia per questa possibilità di lavoro che emergeva, e nella condizione di dubitarne per quello che azienda, politici e sindacati sostenevano,,,"Questo discorso ha fatto emergere innanzitutto alcune contraddizioni: la prima è che si continua a sostenere che il paese va male e poi saltano fuori le richieste di posti di lavoro a migliaia. Inoltre, in nessun territorio fa piacere ammettere che non ci sono operai. Così si incominciano a sciorinare cifre di tutti i generi. Ma i dati sono dati: in Lombardia la disoccupazione tocca il 4%, nel sud supera il 20%. I disoccupati, statisticamente, non sono al nord. E lo stesso Castiglioni oggi ha detto in tutta sincerità una frase a commento delle notizie circolate negli ultimi giorni, che suonava pressapoco così: nel legnanese ci sono migliaia di disoccupati, ma vogliono fare tutti i direttori generali. Si può fare tutta la demagogia che si vuole sul fatto che la Lombardia non ha bisogno dei terroni e degli extracomunitari, ma se poi si vuole parlare delle esigenze reali delle aziende è questo il modello.  Se poi certe cose siano state dette semplicemente perchè, di fronte alla notizia che la Franco Tosi di Legnano è disposta ad assumere operai al sud, una parte del territorio si sia incazzato nero, questo può essere anche comprensibile, ma non ha niente a che vedere con le risposte di un governo moderno di fronte alle necessità dell'oggi" 

Stefania Radman

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