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Ore 16.30.05
Giorno
07/06/07
Per la Malerba calze è quasi vendita
 
Varese - Passato lo scoglio più duro della trattativa sindacale, quello dell'uscita dei lavoratori da sacrificare sull'altare del progetto industriale dell'acquirente, la firma dell'accordo è ormai prevista come imminente
70 esuberi "indolori" per la vendita della Malerba

Il processo di trasferimento della proprietà della Malerba calze dalla famiglia Malerba all'industriale milanese dei condizionatori Guido Scalfi sta per essere completato: è stata definita infatti in settimana la parte più delicata dell'accordo sindacale sul trasferimento di proprietà, quella che riguardava gli esuberi da "offrire" all'aspirante nuovo proprietario prima di poter trattare l'effettivo passaggio di proprietà.

Il risultato di questa trattativa sono 70 lavoratori "esuberati" di cui però solo 17 a Varese:  la maggior parte delle fuoriuscite, 53, riguarderanno la sede industriale in provincia di Trento. Ed è proprio la situazione della unità produttiva trentina quella che non ha ancora permesso di sciogliere definitivamente i nodi sindacali delle vendita della Malerba: lì infatti ci sono già lavoratori in cassa integrazione, di cui la provincia di Trento si è fatta garante.

I lavoratori varesini "sacrificati" sull'altare della compravendita della storica industria tessile varesina, non sarebbero però frutto di scelte drammatiche: metà di essi sarebbero vicini all'età pensionabile o in grado di raggiungerla con "l'aiuto" della mobilità. Gli altri sarebbero invece lavoratori più giovani, ricollocati o convinti con incentivi a cambiare lavoro. "Soluzioni non traumatiche" spiega Antonio Ciraci, segretario della Filtea CGIL che sta seguendo le trattative "Che dovrebbero chiudersi martedì 30, con un incontro in trentino per la definitiva risoluzione dei problemi dei lavoratori di quella sede". Risolto il problema in giornata, in queste stesse ore dovrebbe concludersi anche la seconda parte dell'accordo sindacale, dopo quello che ha riguardato la  riorganizzazione degli esuberi e l'uscita dei lavoratori, che prima erano 308 nelle due sedi e d'ora in poi saranno circa 230. Verrà definito infatti il trasferimento d'azienda dei dipendenti rimasti, che passano alla "Nuovo progetto 2000", il nome della nuova azienda che nascerà dalle ceneri della Malerba calze, per poi riprendere il marchio originario.

Superato lo scoglio degli esuberi, si tratta oramai di una questione formale... "diciamo che è una trattativa molto avanzata, ormai quasi giunta alla conclusione" commenta Ciraci "Scalfi ci sembra  infatti una persona molto corretta, ma altrettanto severa nelle richieste, uno che se non è a posto tutto quello che ha chiesto - e  i settanta esuberi erano tra questi - non conclude l'operazione. E alcuni aspetti vanno ancora chiariti.."

Cosa pensa di questo acquisto, attuato da un imprenditore specializzato in tutt'altro, e che sembra però intenzionato ad entrare davvero in questo settore? "Penso che acquista un marchio prestigioso e storico, che è leader di un settore molto frastagliato come quello delle calze da uomo e da bambino dove non sono necessarie percentuali di mercato altissime per mantenere tale leadership - conclude Ciraci - Un marchio internazionale che può dare ancora moltissimo quando si hanno le disponibilità finanziarie che l'acquirente ha. Che sembra anche interessato a rilevare la struttura industriale, non un marchio o una scatola vuota".

 

Stefania Radman

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