| Il processo di trasferimento della proprietà della Malerba calze
dalla famiglia Malerba all'industriale milanese dei condizionatori Guido Scalfi sta per
essere completato: è stata definita infatti in settimana la parte più delicata
dell'accordo sindacale sul trasferimento di proprietà, quella che riguardava gli esuberi
da "offrire" all'aspirante nuovo proprietario prima di poter trattare
l'effettivo passaggio di proprietà. Il risultato di questa
trattativa sono 70 lavoratori "esuberati" di cui però solo 17 a Varese:
la maggior parte delle fuoriuscite, 53, riguarderanno la sede industriale in provincia di
Trento. Ed è proprio la situazione della unità produttiva trentina quella che non ha
ancora permesso di sciogliere definitivamente i nodi sindacali delle vendita della
Malerba: lì infatti ci sono già lavoratori in cassa integrazione, di cui la provincia di
Trento si è fatta garante.
I lavoratori varesini "sacrificati" sull'altare della
compravendita della storica industria tessile varesina, non sarebbero però frutto di
scelte drammatiche: metà di essi sarebbero vicini all'età pensionabile o in grado di
raggiungerla con "l'aiuto" della mobilità. Gli altri sarebbero invece
lavoratori più giovani, ricollocati o convinti con incentivi a cambiare lavoro.
"Soluzioni non traumatiche" spiega Antonio Ciraci, segretario della Filtea CGIL
che sta seguendo le trattative "Che dovrebbero chiudersi martedì 30, con un incontro
in trentino per la definitiva risoluzione dei problemi dei lavoratori di quella
sede". Risolto il problema in giornata, in queste stesse ore dovrebbe concludersi
anche la seconda parte dell'accordo sindacale, dopo quello che ha riguardato la
riorganizzazione degli esuberi e l'uscita dei lavoratori, che prima erano 308 nelle due
sedi e d'ora in poi saranno circa 230. Verrà definito infatti il trasferimento d'azienda
dei dipendenti rimasti, che passano alla "Nuovo progetto 2000", il nome della
nuova azienda che nascerà dalle ceneri della Malerba calze, per poi riprendere il marchio
originario.
Superato lo scoglio degli esuberi, si tratta oramai di una questione
formale... "diciamo che è una trattativa molto avanzata, ormai quasi giunta alla
conclusione" commenta Ciraci "Scalfi ci sembra infatti una persona molto
corretta, ma altrettanto severa nelle richieste, uno che se non è a posto tutto quello
che ha chiesto - e i settanta esuberi erano tra questi - non conclude l'operazione.
E alcuni aspetti vanno ancora chiariti.."
Cosa pensa di questo acquisto, attuato da un imprenditore
specializzato in tutt'altro, e che sembra però intenzionato ad entrare davvero in questo
settore? "Penso che acquista un marchio prestigioso e storico, che è leader di un
settore molto frastagliato come quello delle calze da uomo e da bambino dove non sono
necessarie percentuali di mercato altissime per mantenere tale leadership - conclude
Ciraci - Un marchio internazionale che può dare ancora moltissimo quando si hanno le
disponibilità finanziarie che l'acquirente ha. Che sembra anche interessato a rilevare la
struttura industriale, non un marchio o una scatola vuota".
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