C'è una rivoluzione silenziosa che sta avvenendo nel
mondo del lavoro, di cui pochi hanno conoscenza perché coinvolge una categoria di
lavoratori normalmente poco rappresentati: i disabili. E' aperto da poco più di un mese,
più esattamente dal 5 dicembre 2000, lo sportello convenzioni previsto dal collocamento
mirato disabili della provincia. Dalla fine del 2000, le aziende che hanno l'obbligo di
assumere disabili si possono rivolgere a questo nuovo sportello provinciale per riuscire a
trovare il lavoratore adatto al lavoro della loro azienda.Ma
per conoscerne i particolari, è necessario fare un passo indietro. A cambiare la vita dei
lavoratori disabili infatti ci ha pensato innanzitutto la legge di riforma del
collocamento obbligatorio, la numero 68 del 1999 entrata in vigore l'anno scorso. Una
legge, nata dopo decenni di tentennamenti, che ha per prima cosa tolto di mezzo una norma
tra le più indigeste alle aziende e tra le meno efficienti persino per le persone che
dovevano essere beneficiarie: quella che prevedeva il collocamento obbligatorio dei
disabili, nelle aziende al di sopra dei 35 lavoratori, nella misura del 15% della forza
lavoro impiegata, e che prevedeva che i lavoratori fossero scelti e mandati nelle aziende
secondo una graduatoria cronologica e in base a criteri geografici. "Una scelta
scellerata, che produceva soltanto rifiuti da parte delle aziende e ulteriori difficoltà
di impiego dei disabili" ricorda Giovanni Banfi, responsabile del servizio
collocamento mirato disabili, che lavora sull'argomento da anni. "Di fronte ad un
collocamento di un disabile imposto "alla cieca" la maggior parte delle aziende
reagiva avviando un contenzioso contro questo genere di obbligo, e ne avevano tutte le
ragioni"
La nuova legge ha introdotto invece tre significativi cambiamenti.
Il primo è che ora molte più aziende sono coinvolte nella assunzione di una quota di
disabili nelle loro strutture: se prima questo obbligo riguardava solo società con più
di 50 dipendenti, ora sono coinvolte tutte le aziende che abbiano più di 15 dipendenti.
Il secondo è che, se il numero delle aziende coinvolte è aumentato, è fortemente
diminuita invece la percentuale di disabili da assumere rispetto al numero dei lavoratori
"normali": si passa infatti dal 15% a solo il 7%. Ma il più importante
cambiamento è proprio la possibilità di assumere nominalmente i disabili, facendo
incontrare cioè le esperienze e le capacità lavorative del disabile con le esigenze
dell'azienda. Un sistema che aiuta un inserimento vero dei disabili nel mondo del
lavoro, riducendo l'insofferenza e il contenzioso degli imprenditori.
Una assunzione che può avvenire direttamente da parte
dell'imprenditore, ma che può avvenire anche attraverso la mediazione dello sportello
mirato disabili, che in questo caso fa da vero e proprio "ufficio di selezione del
personale": valuta il curriculum e le abilità del lavoratore e riceve le richieste
dell'azienda, con cui concorda i tempi di inserimento dei lavoratori. Ed è proprio
quest'ultimo particolare che ha maggiormente interessato, e fin da subito, le aziende. La
nuova legge prevede infatti che, nei casi previsti, bisogna procedere al collocamento del
lavoratore entro sessanta giorni: Le aziende che entrano in convenzione con lo sportello
mirato possono concordare un programma di inserimento di lavoratori disabili che
può estendersi in un arco di tre o addirittura sei anni. Tutt'altra musica, per aziende
che magari devono collocare decine di lavoratori disabili (una azienda di duecento persone
ne deve, per esempio, collocare 14) e per le quali tutto il tempo in più che si prende è
guadagnato.
Senza contare tutti gli altri vantaggi offerti dalle convenzioni:
dalla fiscalizzazione dei contributi previdenziali al rimborso delle spese necessarie
all'adattamento del posto di lavoro, dalla possibilità di utilizzare i contratti di
formazione e lavoro, di apprendistato e a tempo determinato derogando dai loro limiti di
età e di durata alla possibilità di accedere a percorsi formativi mirati. Argomenti che
hanno già convinto, dopo un solo mese di esistenza dello sportello, le prime 10
aziende a mettersi in contatto in provincia con i funzionari incaricati.
"Fino ad ora abbiamo ricevuto due bozze di convenzione - spiega
Banfi - da parte di altrettante aziende con cui stiamo concordando il
programma di inserimento. Ed entrambe ci hanno proposto una ulteriore proroga dei già
più lunghi tempi convenzionali"
Lo sportello provinciale che colloca i disabili, e che dal 5
dicembre attraverso le convenzioni di fatto media questo particolarissimo tipo di incontro
tra domanda e offerta lavorativa, torna utile anche alla gran quantità di aziende da poco
coinvolte nel programma di reinserimento lavorativo dei disabili, quelle che hanno da 15 a
35 dipendenti, una categoria di aziende che fino ad ora non aveva dovuto
"preoccuparsi" della cosa. E che non se ne devono preoccupare, finchè non
procedono ad una nuova assunzione. "ma con la nuova assunzione, scatta il periodo di
un anno per adeguarsi alla normativa - precisa Banfi - e se nel frattempo procedono ad una
nuova assunzione i termini si riducono drasticamente, fino a diventare di sessanta
giorni".
Ma per il disabile, cosa significherà la nascita di questo
sportello? "Non ci sono ancora riscontri concreti, il servizio non è attivo da
abbastanza tempo - conclude Banfi - ma dalle esperienze che sono state fatte durante una
recente sperimentazione della regione Lombardia, la risposta è una sola: una migliore
qualità di vita del disabile e una maggiore soddisfazione, per quanto possibile,
dell'azienda".
Lo sportello convenzioni è presso il Collocamento mirato
disabili, in via Daverio 10 a Varese (tel. 0332.252776 - 0332.252.771), ed è attivo fino
alla fine del mese di febbraio il martedì e mercoledì dalle 14 alle 17 e il venerdì
dalle 9 alle 12. Il testo integrale della convenzione è in linea nel sito della provincia
di Varese: www.provincia.va.it all'interno della
sezione Centro servizi lavoro - news.
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