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07/06/07

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Perché riproporre il Corsaro

Un focoso Corsaro con la faccia da frigofero

Il "dietro le quinte" del Corsaro

Parlano il papà del Corsaro e un testimonial d'eccezione

Supporters Web Site del Club Amici del Varese
Società – Le testimonianze dell'editore Egisto Marocco e di Ernestino Ramella, bandiera e centravanti del Varese dei bei tempi
Parlano il papà del Corsaro e un testimonial d'eccezione

Il testimonial: Ernestino Ramella
La brillante intuizione di rilanciare l'idea del Corsaro come mascotte per il Varese F.C., subito sposata da Filippo Brusa e dal Giornale di Varese, si deve a Ernestino Ramella, bandiera e bomber del Varese negli anni Settanta.

"Il Corsaro ha accompagnato i miei anni nel Varese, trascorsi tra settore giovanile e prima squadra. È stata questa una presenza fondamentale. Prima di tutto perché "Il Corsaro" è stato un giornalino molto importante nella storia della società biancorossa, il primo house organ avuto dal Varese, una pubblicazione che, per di più, sapeva coinvolgere il davvero numeroso pubblico che ci seguiva ogni domenica con tanta passione e costanza sugli spalti del "Franco Ossola". In secondo luogo, la mascotte raffigurante il gagliardo pirata biancorosso sapeva trsmetterci una forte carica di grinta oltre ad una gran voglia di vincere. Ritengo dunque che un simbolo siffatto possa ancor oggi suscitare un notevole potere seduttivo su tutti gli appassionati varesini che hanno dimostrato, soprattutto negli ultimi periodi, fame di calcio ad alti livelli. Infine va detto che non esiste in Italia nessun'altra società che abbia deciso di adottare una mascotte come il nostro Corsaro, un simbolo originale, legato alla più alta tradizione calcistica varesina (gli anni della serie A) e che riesce a infondere una dose massiccia di grinta."

 

Come è nato il Corsaro
Egisto Marocco, "papà" de la rivista "Il Corsaro":

"Il Corsaro - primo giornalino nella storia della società biancorossa - nacque negli anni Sessanta, in un periodo in cui il calcio varesino era abbastanza in auge, grazie all'impegno della famiglia Borghi. Il Varese, in quel tempo, ebbe anche la fortuna di arrivare alla serie A e di disputare dei campionati più che dignitosi nella massima serie. L'immagine del Corsaro fu la scelta di un referendum lanciato in quegli anni ai tifosi varesini. Ma, purtroppo, la mascotte ebbe vita breve, andando di pari passo con le alterne vicende dei biancorossi. La pubblicazione "Il Corsaro" terminò e se ne dimenticò anche il simbolo. Ritengo che la proposta di rilanciare la figura del pirata biancorossa come mascotte per il Varese sia un'idea simpatica ed estremamente originale dal momento che in Italia nessuna realtà calcistica possiede un analogo emblema."

                                          

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