Il testimonial: Ernestino
Ramella
La brillante intuizione di rilanciare l'idea del Corsaro come mascotte per il Varese F.C.,
subito sposata da Filippo Brusa e dal Giornale di Varese, si
deve a Ernestino Ramella, bandiera e bomber del Varese negli anni Settanta. "Il Corsaro ha accompagnato i miei anni nel Varese, trascorsi tra
settore giovanile e prima squadra. È stata questa una presenza fondamentale. Prima di
tutto perché "Il Corsaro" è stato un giornalino molto importante nella storia
della società biancorossa, il primo house organ avuto dal Varese, una pubblicazione che,
per di più, sapeva coinvolgere il davvero numeroso pubblico che ci seguiva ogni domenica
con tanta passione e costanza sugli spalti del "Franco Ossola". In secondo
luogo, la mascotte raffigurante il gagliardo pirata biancorosso sapeva trsmetterci una
forte carica di grinta oltre ad una gran voglia di vincere. Ritengo dunque che un simbolo
siffatto possa ancor oggi suscitare un notevole potere seduttivo su tutti gli appassionati
varesini che hanno dimostrato, soprattutto negli ultimi periodi, fame di calcio ad alti
livelli. Infine va detto che non esiste in Italia nessun'altra società che abbia deciso
di adottare una mascotte come il nostro Corsaro, un simbolo originale, legato alla più
alta tradizione calcistica varesina (gli anni della serie A) e che riesce a infondere una
dose massiccia di grinta."
Come è nato il Corsaro
Egisto Marocco, "papà" de la rivista "Il
Corsaro":
"Il Corsaro - primo giornalino nella storia della società
biancorossa - nacque negli anni Sessanta, in un periodo in cui il calcio varesino era
abbastanza in auge, grazie all'impegno della famiglia Borghi. Il Varese, in quel tempo,
ebbe anche la fortuna di arrivare alla serie A e di disputare dei campionati più che
dignitosi nella massima serie. L'immagine del Corsaro fu la scelta di un referendum
lanciato in quegli anni ai tifosi varesini. Ma, purtroppo, la mascotte ebbe vita breve,
andando di pari passo con le alterne vicende dei biancorossi. La pubblicazione "Il
Corsaro" terminò e se ne dimenticò anche il simbolo. Ritengo che la proposta di
rilanciare la figura del pirata biancorossa come mascotte per il Varese sia un'idea
simpatica ed estremamente originale dal momento che in Italia nessuna realtà calcistica
possiede un analogo emblema."
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