Torna allo
Sport
E-mail

Ore 16.34.00
Giorno
07/06/07

Gli altri sport in Varesenews

Atletica
Basket
Calcio
Canottaggio
Ciclismo
Nuoto e Pallanuoto
Pallavolo
Vela
Sport vari

Perché riproporre il Corsaro

Un focoso Corsaro con la faccia da frigofero

Il "dietro le quinte" del Corsaro

Parlano il papà del Corsaro e un testimonial d'eccezione

Supporters Web Site del Club Amici del Varese
Società – Il ricordo di Pier Fausto Vedani, che, con il nome de plume  Bonifacio Casini, imperversava sulle pagine dell'house organ del calcio cittadino
Il "dietro le quinte" del Corsaro

Oggi nell’ambito sportivo la comunicazione è un servizio agli appassionati di una squadra e un bel business, lo confermano le molteplici iniziative di abili imbonitori: pubblicazioni molto curate nella forma, videocassette e cd, filmati, forte presenza sul mercato dell’abbigliamento, pubblicità accattivanti, il sito Internet.

Quando nacque il periodico "Il Corsaro", a Varese il massimo che si poteva registrare in fatto di comunicazione a favore della squadra biancorossa erano le notizie, pubblicate dalla Prealpina, della campagna abbonamenti e dell’orario di partenza dei pullman del tifo organizzato. Il Corsaro colmò vuoti impensabili e non a caso visse per una decina di anni, tempo tutto sommato felice di una squadra destinata a inevitabile declino dopo essere finita nelle mani di estranei alla realtà sociale ed economica della città.
(nella foto sopra patron Borghi)

Il Corsaro nacque per merito di Egisto Marocco, presidente del Varese Club e collaboratore della Prealpina, giornale dal quale egli attinse l’intera redazione del periodico. Anch’io accettai di collaborare, mi fu confezionata una rubrica dal titolo stuzzicante, "Dietro le quinte", che firmai con uno pseudonimo che ai tempi mi si attagliava perfettamente: Bonifacio Casini. E di allegri casini ne combinai, sopportato dai dirigenti e dai giocatori, accettato invece dai lettori che si divertivano anche se intuivano che dietro alle mie storielle a volte c’erano improbabili verità o l’esatto contrario di quanto affermavo. Per esempio chiamavo don Asta Peder un dirigente noto invece per la sua collezione di gentili signore, ma non scherzavo indicando un talent scout biancorosso come abile " scopritore di giovani". Il soggetto in questione amava fare la doccia assieme ai suoi allievi alla fine della partita o degli allenamenti.

Il Corsaro venne varato dopo che i tifosi al seguito della squadra, in altri stadi avevano visto periodici dal taglio artigianale e tuttavia molto utili. Marocco ne fece un prodotto più che dignitoso, in grado di reggere nel tempo, di diventare un appuntamento molto desiderato dai tifosi biancorossi. Il giornale fu dunque un efficace strumento di comunicazione, anticipatore di scelte e di indirizzi che negli anni avrebbero portato la comunicazione sportiva a grandi livelli in tutto il settore degli audiovisivi, della pubblicità e del marketing.

Bonifacio Casini oggi direbbe che Egisto Marocco dovrebbe essere insignito del premio Galileo Galilei. Non per avere guardato lontano come editore, ma per avere visto, lui solo in uno stadio affollato, il Varese battere per 1 a 0 la Pro Patria. Una "svista", chiamiamola così, finita con tanto di descrizione del gol fantasma sulle colonne della Prealpina. Abbiamo riso ancora, lo sciagurato Egisto ed io, ricordando l’episodio.

E io ricordo con nostalgia quei tempi fatti di passione pura, di spalti affollati, di tifosi varesini civilissimi. Ce ne sono ancora oggi di tifosi veri, ma sono minoranza rispetto a tanti altri, diretti eredi di Colleoni. Da un punto di vista strettamente etimologico.

                                       Pier Fausto Vedani

Torna all'inizio dell'articolo