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BasketTecnici della riscossa contro: Saibene supera Lombardi
L’Adecco domina il derby, 109-91

L’effetto, e che effetto, di Saibene continua eccome per Milano. Le azioni di Varese, targate Lombardi, scendono, ma con attenuanti. Alla fine sono 18 i punti di distacco, ma ma Varese, subito il break cruciale all’inizio del secondo quarto ha giocato alla pari, non riuscendo tuttavia a recuperare quei 10, 12punti presi in pochi minuti, grazie aad una iniziale, velenosa percentuale da fuori di Milano. Gli arbitri non hanno aiutato i Roosters, costretti a giocare gran parte della ripresa senza Pozzecco, ingenuo a farsi fischiare un tecnico, e Vescovi. Messi così non era facile, davanti ad una Milano che ritrova il suo pubblico e soprattutto un gioco spettacolo e determinazione da vendere e soprattutto ha da spendere la classe di Iuzzolino, 28 punti, 5 assist, e miglior uomo in campo.

Match spumeggiante e veloce, con Milano avanti sempre e che trova, in particolare, le bombe di Iuzzolino a scavare un solco di dieci lunghezze, 32-22 alla fine del primo quarto. Milano tiene il vantaggio in doppia cifra anche nel secondo quarto, ancora con fini percentuali da fuori ma anche grazie ad un preciso Rusconi. Pozzecco, al suo terzo fallo è chiamato in panchina per Davolio, mentre Milano è al + 17 con l’ennesima bomba di Iuzzolino. Milano è grinta in difesa, scioltezza e agilità in attacco. Pozzecco, incredibile, è richiamato in campo, entra urla qualcosa e gli viene fischiato il tecnico. E dall’altra parte il diluvio, +19 per i padroni di casa.

Burditt al solito è presente, e riporta i suoi al –12. Basta una forzatura di Pozzecco e un errore al tiro perché Milano tagli il campo con due contropiede spaccagambe per il nuovo + 20. Varese non crolla, il finale almeno è grintoso, alla sirena si è sul 56-42, con Pozzecco a quota 15 punti. Difende bene Varese, al rientro con Davolio su Iuzzolino, Roosters a –10, ma il piccolo americano, ex Verona e Roma, infila la sua quinta bomba. Vescovi si mangia quattro punti facili da sotto e arriva al suo quarto fallo. Adecco tranquilla torna a + 15. Altre brutte per Varese. Fischiato uno sfondamento inesistente a Pozzecco e il play è già fuori per cinque falli. Lombardi è costretto a spendere più energie a frenare il Poz furioso in panchina che a guidare la squadra.

Tenace, e qualcosina di più, Albertone Burditt, in attacco e in difesa rubando spesso d’anticipo, ma non può da solo presidiare tutta l’area. Fuori anche Cecco per falli, Burditt, anche lui, punito da una coppia arbitrale non sempre lucida ed equidistante. Il terzo quarto si chiude in affanno, la bomba allo scadere di Wucherer tiene ancora a galla i galletti, 80-66. La tripla iniziale di Davolio riaccende le speranze. Ancora Burditt, encomiabile per i suoi 40 minuti filati, per il –9. Le scelte arbitrali sconcertano. Si vede anche il presidente Bulgheroni arriva a bordo campo a gridare tutto il suo disappunto. Mentre Milano si registra per il nuovo + 14. Varese ha sprecato tutte le sue energie. Gioca con 7 uomini: Di Giulio, Zanus Fortes e Allegretti non vedono il campo, e senza Pozzecco e Vescovi la strada della rimonta, già difficile, diventa impossibile. Fuori anche Cazzaniga, entra Di Giuliomaria. Varese si trova a +11 a poco più di quattro minuti dalla fine. Rusconi riesce, guarda un po’, ad infilare anche sei liberi consecutivi, coronando in ogni caso una partita di tutto rispetto, seppur di contorno al sontuoso Iuzzolino. Dall’altra parte c’è ancora tempo per vedere lo sfogo brutto anche di Di Giuliomaria chiamato in panchina dopo aver commesso quattro falli e un tiraccio. Rivede il campo anche Zanus per gli scampoli, ma lo spirito non basta.

Il match, nonostante la buona volontà, è ormai chiuso nella cassaforte milanese. Il punteggio finale, 109-91 è dato anche dalla bomba di Marco Baldi, ma questo è già folclore. Come folclore simpatico sono i cori degli ultrà milanesi, tratti dal repertorio di Cochi e Renato, ed è un bel sentirli anche in un palazzetto, per quanto indirizzati per lo più alla ormai imprescindibile Samantha De Grent. Nonostante abbia visto il suo Poz giocare per metà partita, per lei e per i suoi tifosi di Milano stasera la vita l’è béla.

                                       

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