Una partita bruttina, per metà
tempo; nervosa, irritata, una sagra degli errori, con percentuali orride da una parte e
dall'altra, e dei falli: questo fino ad un parziale a metà gara di sostanziale e
stiracchiata parità: 41-41; poi quella tirata incredibile che non ti aspetti; quel tirar
fuori gli artigli, le palle e la classe, che un match inedito come Roosters-Condivari può
in ogni caso esibire sul parquet: a parte la vittoria finale dei galletti, infiammata e
infiammante per 101-97, di questo match ricorderemo parecchie altre cose: l'incredibile
performance di Mario Boni, limitato a 18 punti stasera, ma in realtà in campo solo per 14
minuti perché incautamente bersagliato dagli arbitri. L'inizio del terzo quarto con i
suoi 11 punti di cui tre bombe di fila in poco più di due minuti è stato un distillato
di basket terrificante. L'ennesima prestazione sopra le righe di Pozzecco, 39 punti per
lui alla fine, davanti al quale Dado
Lombardi si inchina affermando testualmente "che neanche ai tempi dello scudetto
Gianmarco si è preso così tante responsabilità dimostrando una straordinaria forza
d'animo"; e ancora, il risveglio, il recupero, la rinascita o comunque lo si voglia
chiamare, sperando nella non episodicità del caso, di Di Giuliomaria e di Davolio. Il
primo, finalmente, risulta decisivo, dopo un buon inizio di match, cresce per arrivare
negli ultimi incandescenti minuti a segnare 12 dei suoi 21 punti con due bombe
consecutive. Anche per lui Dado non mostra sorpresa: "Prima del mio incidente in
macchina, Christian era un
giocatore che io avevo portato in nazionale. Deve solo trovare la condizione". Il
play ex di Reggio Emilia, infine. Davolio entra dopo pochi minuti, per far
rinfrescare le idee ad un Pozzecco ancora in panne. Poi torna sul parquet quando Pozzecco
e solo lui sembra in grado di far saltare i meccanismi difensivi di Roseto. Alex comincia
a prendersi tiri importanti, in penetrazione e dal perimetro, anche per lui un buon
bottino personale, 16 punti alla fine, e una difesa da rottwailer su Gilmore, di quelle
che fanno felici gli allenatori di ogni latitudine, e tanta gloria. Ma, tolti Zanus
Fortes, come spesso
gli succede svagato e poco reattivo e Wucherer, tornato oggetto misterioso, la
vittoria odierna, marchiata dai punti di Poz, è davvero vittoria di squadra, frutto
di un ribaltamento di situazioni e di climi psicologici come da tempo non era dato di
assistere con i Roosters in campo. Il vantaggio consistente di Roseto, anche di 11 punti a
tre quarti di gara, che allunga nel terzo quarto complice il bombardamento incrociato di
Boni e del piccolo Gilmore, coaudiuvati benissimo da Attruia, dalla scoperta - e che
scoperta!- Amoroso, un ventenne uscito
dalla panchina ma autoritario come un veterano e che nelle movenze e nel tiro ricorda
Komazec, e dal talentuoso Sheppard, si assottiglia via via nel corso dell'ultimo quarto. I
galletti ripartono da un 66-77 che sembra tombale. Il quarto conclusivo comincia ancor
peggio con la bomba di Attruia. Gianmarco, stanchissimo per aver retto la squadra da
solo, complice fino a quel momento la latitanza offensiva dei due americani, di un Vescovi
incredibilmente duro su Boni quanto sciupone in attacco, attiva la sua cerbottana per
infilare due bombe spettacolo seguito a ruota da Davolio, i cui cinque punti consecutivi
sanciscono il 10-0 di parziale e il pareggio sull'80 pari. Iniziano i cinque minuti più
lunghi della stagione. Straordinari per durata, intensità, coraggio. Il pubblico e la
curva sono tornati, e si sente. E ciò di cui la squadra ha bisogno, in un mutuo scambio
di energia. Il match resta
in bilico, Roseto conta i suoi falli: fuori Boni, fuori Attruia,
Gilmore imperversa ma ha quattro falli anche lui; anche Varese gioca sul filo con Poz, Di
Giulio e Davolio, i tre moschettieri sul filo dell'esclusione. Ma escono dalla narcolessi
anche Burditt, dalla sua mattonella a quattro metri, e Jones finalmente. Botta e risposta,
con le due bombe di Christian e addirittura quella di Foiera, sin li decoroso - "la
madonna", dirà spiritosamente Lombardi alla fine, "deve essergli passato
vicino". E' Charlie a riportare avanti i suoi a un minuto e mezzo dalla fine. Poz
sigilla la sua prova con una entrata in sottomano. Per il nuovo vantaggio 98-97. Roseto
perde palla. Sembra fatta. Ma Gianmarco visibilmente in uno stato di inerzia nervosa e
stanchissimo va a sfondare in maniera incomprensibile. Partita
riaperta? La Cordivari non riesce a trovare il canestro, Wucherer ricomparso in campo a
freddo, è in lunetta: sbaglia il primo nonostante il pubblico sia sempre dalla sua, ma
infila il secondo. Palla a Sheppard, fallo di Vescovi. Ma l'americano, sin lì una
spina nel fianco, fallisce entrambi i liberi. Dall'altra parte Jones con calma li mette
entrambi. E' il tripudio, è il ritrovare lo spirito e il gusto, la simulazione di una
battaglia come deve essere una partita, finalmente mozzafiato e incerta fino all'ultimo.
E' la vittoria più bella, la più sofferta. Parlare di playoff? Lombardi non si
sbilancia.
Chiede a quanti punti è Milano: è dietro, gli dicono, ha perso; un sorriso gli illumina
il volto. I Tabellini
Roosters Varese 101
Jones 12, Vescovi 2, Davolio 15, Wucherer 1, Di Giuliomaria 21, Burditt 10, Pozzecco 39
Cordivari Roseto 97
Gilmore 28, Attruia 6, Amoroso 10, Boni 18, Lockart 8, Guarasci 4, Sheppard 16, Foiera 6
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