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07/06/07

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Basket – Dietro a Pozzecco stellare (39 punti).tutta la squadra. Anche Di
Giuliomaria e Davolio decisivi
Roosters: contro Roseto vittoria del cuore e del gruppo (101-97)

Una partita bruttina, per metà tempo; nervosa, irritata, una sagra degli errori, con percentuali orride da una parte e dall'altra, e dei falli: questo fino ad un parziale a metà gara di sostanziale e stiracchiata parità: 41-41; poi quella tirata incredibile che non ti aspetti; quel tirar fuori gli artigli, le palle e la classe, che un match inedito come Roosters-Condivari può in ogni caso esibire sul parquet: a parte la vittoria finale dei galletti, infiammata e infiammante per 101-97, di questo match ricorderemo parecchie altre cose: l'incredibile performance di Mario Boni, limitato a 18 punti stasera, ma in realtà in campo solo per 14 minuti perché incautamente bersagliato dagli arbitri. L'inizio del terzo quarto con i suoi 11 punti di cui tre bombe di fila in poco più di due minuti è stato un distillato di basket terrificante. L'ennesima prestazione sopra le righe di Pozzecco, 39 punti per lui alla fine, davanti al quale Dado
Lombardi si inchina affermando testualmente "che neanche ai tempi dello scudetto Gianmarco si è preso così tante responsabilità dimostrando una straordinaria forza d'animo"; e ancora, il risveglio, il recupero, la rinascita o comunque lo si voglia chiamare, sperando nella non episodicità del caso, di Di Giuliomaria e di Davolio. Il primo, finalmente, risulta decisivo, dopo un buon inizio di match, cresce per arrivare negli ultimi incandescenti minuti a segnare 12 dei suoi 21 punti con due bombe consecutive. Anche per lui Dado non mostra sorpresa: "Prima del mio incidente in macchina, Christian era un
giocatore che io avevo portato in nazionale. Deve solo trovare la condizione". Il play ex di Reggio Emilia, infine. Davolio entra dopo pochi minuti, per  far rinfrescare le idee ad un Pozzecco ancora in panne. Poi torna sul parquet quando Pozzecco e solo lui sembra in grado di far saltare i meccanismi difensivi di Roseto. Alex comincia a prendersi tiri importanti, in penetrazione e dal perimetro, anche per lui un buon bottino personale, 16 punti alla fine, e una difesa da rottwailer su Gilmore, di quelle che fanno felici gli allenatori di ogni latitudine, e tanta gloria. Ma, tolti Zanus Fortes, come spesso
gli succede svagato e poco reattivo e Wucherer, tornato oggetto misterioso, la vittoria  odierna, marchiata dai punti di Poz, è davvero vittoria di squadra, frutto di un ribaltamento di situazioni e di climi psicologici come da tempo non era dato di assistere con i Roosters in campo. Il vantaggio consistente di Roseto, anche di 11 punti a tre quarti di gara, che allunga nel terzo quarto complice il bombardamento incrociato di Boni e del piccolo Gilmore, coaudiuvati benissimo da Attruia, dalla scoperta - e che scoperta!- Amoroso, un ventenne uscito
dalla panchina ma autoritario come un veterano e che nelle movenze e nel tiro ricorda Komazec, e dal talentuoso Sheppard, si assottiglia via via nel corso dell'ultimo quarto. I galletti ripartono da un 66-77 che sembra tombale. Il quarto conclusivo comincia ancor peggio  con la bomba di Attruia. Gianmarco, stanchissimo per aver retto la squadra da
solo, complice fino a quel momento la latitanza offensiva dei due americani, di un Vescovi incredibilmente duro su Boni quanto sciupone in attacco, attiva la sua cerbottana per infilare due bombe spettacolo seguito a ruota da Davolio, i cui cinque punti consecutivi sanciscono il 10-0 di parziale e il pareggio sull'80 pari. Iniziano i cinque minuti più lunghi della stagione. Straordinari per durata, intensità, coraggio. Il pubblico e la curva sono tornati, e si sente. E ciò di cui la squadra ha bisogno, in un mutuo scambio di energia. Il match resta
in bilico, Roseto conta i suoi falli: fuori Boni, fuori Attruia,
Gilmore imperversa ma ha quattro falli anche lui; anche Varese gioca sul filo con Poz, Di Giulio e Davolio, i tre moschettieri sul filo dell'esclusione. Ma escono dalla narcolessi anche Burditt, dalla sua mattonella a quattro metri, e Jones finalmente. Botta e risposta, con le due bombe di Christian e addirittura quella di Foiera, sin li decoroso - "la madonna", dirà spiritosamente Lombardi alla fine, "deve essergli passato vicino". E' Charlie a riportare avanti i suoi a un minuto e mezzo dalla fine. Poz sigilla la sua prova con una entrata in sottomano. Per il nuovo vantaggio 98-97. Roseto perde palla. Sembra fatta. Ma Gianmarco visibilmente in uno stato di inerzia nervosa e
stanchissimo va a sfondare in maniera incomprensibile. Partita
riaperta? La Cordivari non riesce a trovare il canestro, Wucherer ricomparso in campo a freddo, è in lunetta: sbaglia il primo nonostante il pubblico sia sempre dalla sua, ma infila il secondo. Palla a  Sheppard, fallo di Vescovi. Ma l'americano, sin lì una spina nel fianco, fallisce entrambi i liberi. Dall'altra parte Jones con calma li mette entrambi. E' il tripudio, è il ritrovare lo spirito e il gusto, la simulazione di una battaglia come deve essere una partita, finalmente mozzafiato e incerta fino all'ultimo. E' la vittoria più bella, la più sofferta. Parlare di playoff? Lombardi non si sbilancia.
Chiede a quanti punti è Milano: è dietro, gli dicono, ha perso; un sorriso gli illumina il volto.    

I Tabellini

Roosters Varese 101
Jones 12, Vescovi 2, Davolio 15, Wucherer 1, Di Giuliomaria 21, Burditt 10, Pozzecco 39

Cordivari Roseto 97
Gilmore 28, Attruia 6, Amoroso 10, Boni 18, Lockart 8, Guarasci 4, Sheppard 16, Foiera 6

                                            Jeva

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