| Si svolgerà il primo marzo
l'udienza preliminare del processo a Cosimo Iannece, il piastrellista di Oggiona S.Stefano
che diede fuoco all'operaio romeno Ion Cazacu, ucciso perché chiedeva migliori condizioni
di lavoro. Il pm Giuseppe Battarino formulerà l'accusa per omicidio volontario
premeditato, aggravato dal mezzo e dal motivo abbietto. La moglie di Ion Cazacu, Nicoleta, e la figlia, Stefania, si costituiranno
parte civile. Anche le organizzazioni di categoria sindacali degli edili di Cgil-Cisl-Uil
chiederanno la costituzione di parte civile. Iannece rischia l'ergastolo, anche se,
per il nuovo codice di procedura penale, la difesa potrà richiedere il rito
abbreviato, con una pena prevista di massimo 30 anni.
Ion Cazacu morì il 14 aprile del 2000 all'ospedale di
Genova. Aveva il corpo ustionato per l'80% a seguito dell'aggressione con una
bottiglia di benzina e un accendino. La scena si svolse sotto gli occhi dei compagni di
stanza di Cazacu, che denunciarono l'accaduto alle forze dell'ordine.
Iannece, dopo l'omicidio, si é difeso sostenendo la tesi
dell'incidente, giustificando quella bottiglia di benzina con la volontà di spaventare
l'operaio romeno per indurlo a non cambiare padrone.
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