Che la giunta avrebbe giocato in trasferta, ieri
sera, lo si era capito subito. Pubblico strabordante, nella piccola sala del consiglio, e
tutti contro. Fiato sul collo e sui vetri appannati del palazzo municipale. Primo, non
prenderle, é stato il motto del monolito leghista, per la prima volta in difficoltà di
fronte ai numeri. Bollette pazze, cifre che si impennano, cittadini nervosetti e pronti a
dare anima e corpo alle proteste (foto). E la Lega si é piegata. Nonostante le durezze della vigilia, é
stata la vittoria della mediazione politica: la ricerca di una soluzione per salvare capra
e cavoli. Così, dopo una discussione partita
da una mozione dei Comunisti Italiani di Pagnan, che proponeva di sospendere la
distribuzione delle bollette, il carroccio ha fatto quello che tutta Cassano chiedeva:
ripensarci.
Sono stati i vice-capi, a sorpresa, a sterzare: Donato Giacomozzi, il presidente del
consiglio, e Alessandro Vaser. Per il capitano, Aldo Morniroli, non era serata, complice
l'influenza. Il generalissimo, Domenico Uslenghi, meno scoppiettante, colpito già
nell'orgoglio da una contestazione sarcastica del pubblico: un gruppo di ragazzi di
sinistra (il Kanile) che hanno esposto in sala una versione riveduta e corretta dei nuovi
cartelli cassanesi: "via Uslenghi (da Cassano)". 
Quando Pagnan prende la parola é il silenzio intorno. Ammonisce: fermatevi ora o saranno
guai. In precedenza Uslenghi si era già scusato per le disfunzioni nel servizio di
consegna delle fatture. Poi, aveva difeso la tariffa citando i prezzi della vecchia Tarsu
di non precisati comuni limitrofi: tutti superiori alla vecchia Tarsu cassanese. Con il
teorema: abbiamo pagato meno allora, pagheremo meno quando tutti passeranno alla tariffa.
Infine aveva fatto professione di fede ecologista: chi più consuma più paga. Ma il
pubblico già ululava: pagano tutti di più, indipendentemente dal consumo.
Si diceva di Pagnan: dopo la sua proposta lo squadrone leghista
cade in un implicito conclave. I padani si guardano. Il presidente Giacomozzi dice la sua.
Ed é molto chiaro che vuole rivedere la linea: "Gli artigiani non possono lavorare
per pagare la spazzatura, sono perplesso, é chiaro che qualcosa non va". Ancora
silenzio. Poi la botta definitiva. A voce di Alessandro Vaser: "La proposta di Pagnan
non é da ignorare". Il conclave diventa esplicito e allargato ai gruppi. Consiglio
sospeso per venti minuti, alla ricerca di un emendamento da poter votare tutti. Alla fine
si consuma il dietro-front, o forse sarebbe meglio dire il fianco-sinist.
Ecco la nuova linea:
"Sospendere la bollettazione finale a saldo del servizio 2000 fino al consuntivo
dell'Assc, per poter riformulare il sistema tariffario complessivo, al fine di ridurre gli
eccessi. Le fatture di oggi saranno considerate acconti e non pagamento dei sei
mesi". A dicembre, quindi, chi ha pagato troppo, potrebbe pagare poco poco, per
questioni di equità. Lo votano tutti i gruppi: Lega, Forza Italia, Ulivo e comunisti.
Questi ultimi due incassano il lavoro di sei mesi di opposizione. Le previsioni
catastrofiche formulate da De Palo erano reali. La rivolta del comitato
"Rifiutiamoci" era fondata su dati seri. La Lega ammette, politicamente, di aver
dato i numeri. E questo le rende almeno l'onore delle armi; sempre che, a fine anno, si
traggano le conseguenze di quanto successo ieri.
Il testo della mozione
La precisazioni di Morniroli
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