"Il TAR (Tribunale
Amministrativo Regionale) della Lombardia ha notificato le sentenze relative ai ricorsi
presentati dai proprietari contro la procedura d'esproprio di parte dei terreni sui quali
sta sorgendo il Centro Espositivo Polifunzionale di Busto Arsizio. Le osservazioni
riguardano esclusivamente aspetti formali della procedura seguita. A tal proposito, la Camera di Commercio intende precisare che:
1) Non sono assolutamente in discussione né la scelta di realizzare il Centro Espositivo
Polifunzionale, né l'area individuata per tale insediamento come previsto dal Piano
d'Area Malpensa;
2) I vizi di forma che il TAR Lombardia ha individuato riguardano provvedimenti che il
Comune di Busto Arsizio ha ritenuto di adottare in fase d'esproprio dei terreni;
3) L'attuale stato d'avanzamento dei lavori ne consente il completamento nei termini
previsti (dicembre 2001) e idonei al rispetto dei vincoli temporali riguardanti l'opera."
Puntualizzazioni della Camera di Commercio che creano numerosi
dubbi, soprattutto riguardo ai lavori e al completamento entro la data fissata dall'Unione
Europea per poter godere dei fondi.
Davanti al comunicato della Camera di Commercio, infatti, viene da chiedersi se,
all'indomani della decisione del Tar che ha accolto i 4 ricorsi, ci possa essere una
sospensiva dei lavori. "Questa eventualità non è inclusa nella sentenza"
chiarisce il sindaco di Busto Arsizio Gianfranco Tosi.
La vittoria davanti al giudice di primo grado dei ricorrenti è legata ad un vizio di
forma. ll Comune non avrebbe atteso i tempi consueti (30 giorni + 30) per prendere
visione degli atti di esproprio, attuando una procedura accellerata e concedendo
soli 10 giorni. "È stata un'iniziativa concertata con la Camera di Commercio e con
la Regione" ha precisato Tosi.
Ora il Comune di Busto ha fatto ricorso al Consiglio di Stato con una procedura
accellerata che entro 15 giorni dovrebbe chiarire la situazione. Le attese sono per un
ribaltamento della sentenza del Tar.
Il rischio, quindi, è che una eventuale sospensiva dei lavori nei 15 giorni di attesa
dell'appello possa compromettere l'avanzamento dei lavori. Per non parlare dell'ipotesi
che la sentenza venga confermata e si debba ricominciare daccapo.
Condizione per ottenere i finanziamenti comunitari è che il polo fieristico sia pronto,
con omologazione già avvenuta, entro il 31 dicembre di quest'anno.
"La Camera di Commercio - prosegue sibillinamente
il comunicato - intende praticare tutte le strade necessarie a
evitare rallentamenti che ne possano pregiudicare la realizzazione nei termini
stabiliti".
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