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Ore 16.33.16
Giorno
07/06/07
Castellanza - Minoranza in rivolta per la definizione di "Consiglio becero". Parla il sindaco
Lo sfogo di Frigoli contro le opposizioni: "La verità offende"

Il sindaco li giudica beceri e loro vanno su tutte le furie. Stiamo parlando di Livio Frigoli (foto), sindaco di centrosinistra di Castellanza e della sua opposizione: Forza Italia, Vivere Castellanza, Ppi, Lega Nord, An. Tante scuse e nemici come prima? No. "La verità offende" le canta, all'opposizione, il primo cittadino, in un pomeriggio piovoso del gennaio 2001. E' la polemica sul basso livello del consiglio, a tenere banco nell'agenda politica di Castellanza. La minoranza é indignata. Frigoli ha scritto, in una lettera rivolta all'ex sindaco, parole molto dure contro l'assemblea. "La qualità é talmente bassa e becera che abbiamo rinunciato a usare quella sede come terreno di confronto politico e di indirizzo progettuale". Secondo le regole del politically correct, un infortunio.  Secondo i gruppi di opposizione, uno sfregio. Tanto da pretendere scuse formali e da provocare l'abbandono del consiglio di lunedì sera. Il sindaco non fa marcia indietro, rispetto ciò che ha detto, ma specifica. "Quella lettera era lunga otto pagine e riguardava questioni di progetti amministrativi. Proprio quelli che le opposizioni non riescono mai ad affrontare in consiglio, buttando tutto sulle sciocchezze". Un esempio? "Nessuno si é indignato, tempo fa, quando un consigliere presentò un'interrogazione sui testicoli della statua di fronte al municipio". Uno sfogo, quindi. Ciononostante, rimane quel giudizio sull'istituzione. "Volevo dire l'esatto contrario - si giustifica il primo cittadino - che l'istituzione non può essere offesa da continui giochi senza senso, da valanghe di interrogazioni su fatti e fatterelli, ignorando invece le grandi questioni del futuro di questa città". 
Ma non tutte le opposizioni meritano le critiche del sindaco. "Rifondazione, ad esempio, mi ha inviato un documento di attacco molto duro su alcune tematiche, ma improntato a una grande onestà intellettuale. Posso capire che il mio possa essere considerato, per certi versi, un autogol, ma l'ho fatto con sincerità, perché esasperato da un atteggiamento che sta degradando la discussione politica. Non cerco ritorni di immagine da questa vicenda, dico solo quello che penso. Certo, se in futuro si vorrà tornare a discutere seriamente del futuro di questa città, sarò il primo a caldeggiare il dialogo, ma così non si può andare avanti".

Roberto Rotondo

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