Qualche mese di indagini per assicurare alla giustiza dodici spacciatori,
abituali frequentatori della stazione feroviaria di Gallarate. Un'operazione interforze,
condotta dal commissariato di polizia e dai carabinieri e coordinata dal sostituto
procuratore del tribunale di Busto Arsizio Tiziano Masini (foto). Erano già stati 200 gli arresti
in tutta Gallarate lo scorso anno, per lo più legati proprio al traffico di stupefacenti.
Con questo ulteriore colpo, la lotta allo spaccio di eronia e stupefacenti in genere si
arricchisce di un nuovo tassello. Il Pm
Masini, insieme al tenente Propato e al vicequestore Broggini, ha presentato questa
mattina in Procura, a Busto Arsizio, i risultati dell'operazione denominata "Stazione
2". I dodici, finiti in carcere con ordine di custodia cautelare, erano già
implicati in diversi reati connessi con lo spaccio, e, nonostante alcuni di loro fossero
agli arresti domiciliari, avevano tranquillamente continuato le loro attività illegali.
Tra loro: due tunisini, un ghanese, e nove italiani, di cui quattro donne. Età media
compresa tra i 25 e 30 anni, tutti residenti nel Gallaratese.
Gli arrestati non erano mai stati colti sul fatto, ma la loro presenza nella kasbah della
stazione era risaputa. Carabinieri e Polizia li hanno incastrati con un'azione paziente di
pedinamenti, di riprese con telecamere e intercettazioni, vagliando i riscontri oggettivi
e raccogliendo prove del loro coinvolgimento nelle attività di spaccio. A quel punto è
entrata in azione la magistratura, raggiunti sufficienti elementi per dar corso agli
ordini di custodia cautelare.
L'azione repressiva era nata a seguito di esposto presentato dai residenti e dai
commercianti di piazza Giovanni XXIII, esasperati dalla continua presenza di
tossicodipendenti e spacciatori lungo il perimetro delle Ferrovie dello stato. Una domanda
di repressione interpretata con determinazione dello Stato, a partire da un vertice
proprio sulla sicurezza della zona, svoltosi a dicembre in Municipio alla presenza
dell'allora Prefetto Lombardi, del sindaco e di tutti i comandanti delle forze
dell'ordine.
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