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Ore 16.33.03
Giorno
07/06/07
Gallarate - Intercettazioni e pedinamenti per fermare un gruppo di pusher gravitanti intorno alla stazione Fs
Operazione antidroga, in manette dodici spacciatori

Qualche mese di indagini per assicurare alla giustiza dodici spacciatori, abituali frequentatori della stazione feroviaria di Gallarate. Un'operazione interforze, condotta dal commissariato di polizia e dai carabinieri e coordinata dal sostituto procuratore del tribunale di Busto Arsizio Tiziano Masini (foto). Erano già stati 200 gli arresti in tutta Gallarate lo scorso anno, per lo più legati proprio al traffico di stupefacenti. Con questo ulteriore colpo, la lotta allo spaccio di eronia e stupefacenti in genere si arricchisce di un nuovo tassello. 

Il Pm Masini, insieme al tenente Propato e al vicequestore Broggini, ha presentato questa mattina in Procura, a Busto Arsizio, i risultati dell'operazione denominata "Stazione 2". I dodici, finiti in carcere con ordine di custodia cautelare, erano già implicati in diversi reati connessi con lo spaccio, e, nonostante alcuni di loro fossero agli arresti domiciliari, avevano tranquillamente continuato le loro attività illegali. Tra loro: due tunisini, un ghanese, e nove italiani, di cui quattro donne. Età media compresa tra i 25 e 30 anni, tutti residenti nel Gallaratese. 
Gli arrestati non erano mai stati colti sul fatto, ma la loro presenza nella kasbah della stazione era risaputa. Carabinieri e Polizia li hanno incastrati con un'azione paziente di pedinamenti, di riprese con telecamere e intercettazioni, vagliando i riscontri oggettivi e raccogliendo prove del loro coinvolgimento nelle attività di spaccio. A quel punto è entrata in azione la magistratura, raggiunti sufficienti elementi per dar corso agli ordini di custodia cautelare. 
L'azione repressiva era nata a seguito di esposto presentato dai residenti e dai commercianti di piazza Giovanni XXIII, esasperati dalla continua presenza di tossicodipendenti e spacciatori lungo il perimetro delle Ferrovie dello stato. Una domanda di repressione interpretata con determinazione dello Stato, a partire da un vertice proprio sulla sicurezza della zona, svoltosi a dicembre in Municipio alla presenza dell'allora Prefetto Lombardi, del sindaco e di tutti i comandanti delle forze dell'ordine. 

Roberto Rotondo

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