Moni Ovadia usa il riso, la storiella, il witz per parlare di un
tempo e di un popolo, di una storia e anche, perché no, di un futuro possibile. I
personaggi che animano le storielle Yiddish, che "il servo di Dio" porta in
teatro con grande bravura, hanno molto da insegnare al pubblico, perché sono il succo,
spremuto, assimilato e rielaborato instancabilmente di una tradizione, che si è
fatta non solo storia, ma verbo in continuo divenire. Dietro l'umorismo ebraico c'è molto più che una semplice formula compositiva,
tipica delle nostre storielle o barzellette, che trovano nel finale illogico e nel
fraintendimento lessicale l'elemento culminante che scatena il riso. Le storielle Yiddish
raccontate da Ovadia, riprese dalla tradizione che animava gli shtetl (villaggi
dove si condensava la cultura ebraica dell'Europa orientale prima del genocidio nazista),
fanno del ragionamento, della dialettica e della messa in discussione delle proprie
certezze il loro punto forte. Un esercizio, non solo di stile, che dura da millenni, cioè
da quando agli Ebrei, oltre alla Bibbia scritta, è stata rivelata la Tora-
she-bealpéh, ovvero la Bibbia che è sulla bocca, meglio conosciuta come
Talmud, il libro non libro.
Il Talmud è pensiero in movimento, esercizio
interpretativo continuo della parola di Dio, un antidoto contro la sclerotizzazione e la
necrosi del pensiero. «Il Talmud - dice Moni Ovadia - insegna a non avere fretta di
saltare alle conclusioni. I precetti sono santi e rispettarli è cosa santa ma anch'essi
corrono il rischio di divenire idoli dietro cui celare la pigrizia del proprio
pensiero».
Ecco perché è utile, oltrechè piacevole, assistere allo spettacolo "Cabaret
Yiddish" di Moni Ovadia. L'ebreo Ovadia, nel mettere continuamente in gioco su un
palcoscenico se stesso e il suo essere ebreo, sollecita nello spettatore non solo il riso,
ma insinua anche il dubbio, il salvifico disagio della messa in discussione del proprio
modo di stare al mondo.
Teatro
"Cabaret Yiddish" di e con Moni Ovadia
Martedì 9 mercoledì 10 gennaio
Teatro delle Arti di Gallarate, via Don Minzoni 5
Infoline: 0331/791382
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