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Ore 16.33.16
Giorno
07/06/07
Intervista a Moni Ovadia

Oylem Goilem

Si può ridere della Shoah?

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Il sito ufficiale di Moni Ovadia
Teatro - Al teatro delle Arti di Gallarate doppio appuntamento con "Cabaret Yiddish" 
Ridere di sé, il cabaret intelligente di Moni Ovadia

Moni Ovadia usa il riso, la storiella, il witz  per parlare di un tempo e di un popolo, di una storia e anche, perché no, di un futuro possibile. I personaggi che animano le storielle Yiddish, che "il servo di Dio" porta in teatro con grande bravura, hanno molto da insegnare al pubblico, perché sono il succo, spremuto, assimilato e  rielaborato instancabilmente di una tradizione, che si è fatta non solo storia, ma verbo in continuo divenire. 

Dietro l'umorismo ebraico c'è molto più che una semplice formula compositiva, tipica delle nostre storielle o barzellette, che trovano nel finale illogico e nel fraintendimento lessicale l'elemento culminante che scatena il riso. Le storielle Yiddish raccontate da Ovadia, riprese dalla tradizione che animava gli shtetl (villaggi dove si condensava la cultura ebraica dell'Europa orientale prima del genocidio nazista), fanno del ragionamento, della dialettica e della messa in discussione delle proprie certezze il loro punto forte. Un esercizio, non solo di stile, che dura da millenni, cioè da quando agli Ebrei, oltre alla  Bibbia scritta, è stata rivelata la Tora- she-bealpéh, ovvero la Bibbia che è sulla bocca, meglio conosciuta come Talmud, il libro non libro.

Il Talmud è pensiero in movimento, esercizio interpretativo continuo della parola di Dio, un antidoto contro la sclerotizzazione e la necrosi del pensiero. «Il Talmud - dice Moni Ovadia -  insegna a non avere fretta di saltare alle conclusioni. I precetti sono santi e rispettarli è cosa santa ma anch'essi corrono il rischio di divenire idoli dietro cui celare la pigrizia del proprio pensiero». 
Ecco perché è utile, oltrechè piacevole, assistere allo spettacolo "Cabaret Yiddish" di Moni Ovadia. L'ebreo Ovadia, nel mettere continuamente in gioco su un palcoscenico se stesso e il suo essere ebreo, sollecita nello spettatore non solo il riso, ma insinua anche il dubbio, il salvifico disagio della messa in discussione del proprio modo di stare al mondo.

Teatro
"Cabaret Yiddish" di e con Moni Ovadia
Martedì 9 mercoledì 10 gennaio
Teatro delle Arti di Gallarate, via Don Minzoni 5
Infoline: 0331/791382

Michele Mancino

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