| Mentre il fuoco
scaldava i pochi fedelissimi di SantAntonio assiepati intorno al falò di piazza
della Motta, dentro il vicino Teatro Impero la fiamma di Cirano compiva un analogo
miracolo sullo spirito di un caloroso e numerosissimo pubblico (quasi nessuna poltroncina
vuota). Strano a dirsi, ma per una volta sembra che come riparo contro il gelo sia stato
preferito il "calor bianco" della fiamma spirituale
e non me ne vogliano
gli sfortunati bancarellisti. Certo è che ogni volta che il
nasone spavaldo e sognatore di Cirano (o Cyrano) si infila in un teatro, bisogna stare
pronti, perché di sicuro si assisterà a qualcosa di magico. Dopo cento e più anni, la
scintilla del genio di Rostand continua a illuminarci, con tutta la potenza e il mistero
delle opere immortali.
Unopera non certo di facile allestimento, né di facile
interpretazione. Dare un corpo e una voce allinesauribile, sfuggente, orgoglioso,
poliedrico cadetto di Guascogna, "il più squisito essere sublunare! Rimator!
Spadaccino! Fisico! Musicista!" non è uno scherzo. Se poi bisogna dargli anche gli
spazi per sfogare la sua esuberanza e i mille compagni per le sue imprese di spada e di
penna, la cosa pare improponibile.
A tutto questo hanno invece pensato egregiamente la personalità di
Sebastiano Lo Monaco, capace di toccare gli opposti del comico e del tragico per chi
"in vita sua fu tutto e non fu niente", gli allestimenti e i costumi di Aldo
Terlizzi, in linea con la migliore tradizione, e la bravura di Rossana (Marina Biondi), Le
Bret (Claudio Mazzenga), Cristiano (Robert Madison) e De Guiche (Daniele Pecci), e di un
foltissimo cast di Cadetti, Popolani, Ladri, Poeti, Beoni, Cuoche, Suore, e chi più ne
ha...
Una nota positiva anche alla traduzione in versi di Mario Giobbe,
apprezzabile nel bel volume che raccoglie testimonianze scritte e iconografiche sul
personaggio, sullopera e su questo allestimento. Un grande plauso va dunque alle
scelte di Giuseppe Patroni Griffi e alla capacità (non solo sul palcoscenico) di
Sebastiano Lo Monaco, con il suo Sicilia Teatro e il Luigi Pirandello di Agrigento, per
aver ridato vita a un capolavoro.
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