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Ore 16.30.05
Giorno
07/06/07

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Teatro - Successo del "Cirano di Bergerac" edizione Giuseppe Patroni Griffi
Vi passerò a fil di spada… e di verso

Mentre il fuoco scaldava i pochi fedelissimi di Sant’Antonio assiepati intorno al falò di piazza della Motta, dentro il vicino Teatro Impero la fiamma di Cirano compiva un analogo miracolo sullo spirito di un caloroso e numerosissimo pubblico (quasi nessuna poltroncina vuota). Strano a dirsi, ma per una volta sembra che come riparo contro il gelo sia stato preferito il "calor bianco" della fiamma spirituale… e non me ne vogliano gli sfortunati bancarellisti.

Certo è che ogni volta che il nasone spavaldo e sognatore di Cirano (o Cyrano) si infila in un teatro, bisogna stare pronti, perché di sicuro si assisterà a qualcosa di magico. Dopo cento e più anni, la scintilla del genio di Rostand continua a illuminarci, con tutta la potenza e il mistero delle opere immortali.

Un’opera non certo di facile allestimento, né di facile interpretazione. Dare un corpo e una voce all’inesauribile, sfuggente, orgoglioso, poliedrico cadetto di Guascogna, "il più squisito essere sublunare! Rimator! Spadaccino! Fisico! Musicista!" non è uno scherzo. Se poi bisogna dargli anche gli spazi per sfogare la sua esuberanza e i mille compagni per le sue imprese di spada e di penna, la cosa pare improponibile.

A tutto questo hanno invece pensato egregiamente la personalità di Sebastiano Lo Monaco, capace di toccare gli opposti del comico e del tragico per chi "in vita sua fu tutto e non fu niente", gli allestimenti e i costumi di Aldo Terlizzi, in linea con la migliore tradizione, e la bravura di Rossana (Marina Biondi), Le Bret (Claudio Mazzenga), Cristiano (Robert Madison) e De Guiche (Daniele Pecci), e di un foltissimo cast di Cadetti, Popolani, Ladri, Poeti, Beoni, Cuoche, Suore, e chi più ne ha...

Una nota positiva anche alla traduzione in versi di Mario Giobbe, apprezzabile nel bel volume che raccoglie testimonianze scritte e iconografiche sul personaggio, sull’opera e su questo allestimento. Un grande plauso va dunque alle scelte di Giuseppe Patroni Griffi e alla capacità (non solo sul palcoscenico) di Sebastiano Lo Monaco, con il suo Sicilia Teatro e il Luigi Pirandello di Agrigento, per aver ridato vita a un capolavoro.

Vincenzo Garzillo

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