Dopo la breve pausa natalizia, riprende nel migliore dei modi la stagione
musicale varesina. Ospite venerdì scorso nella sala del Salone Estense il gruppo vocale
"Die Singphoniker". Gli acclamati musicisti tedeschi stanno riscuotendo successi
in tutto il mondo per leccelsa qualità delle loro performance, unita ad una
concezione moderna e spettacolare della forma concerto. La loro presenza varesina si è
divisa in due tempi decisamente distinti per repertorio ed intenzioni. La nutrita prima
parte del recital ha percorso parte del repertorio liederistico tedesco attraverso alcune
tra le straordinarie pagine di Schubert, Schumann, Mendelssohn e Strauss. La forma
apparentemente semplice dei Lied, i cui temi ricorrenti sono lamore, gli
eventi della natura e i sentimenti, in realtà cela un approfondimento, una ricchezza di
contenuti musicali straordinaria. I giovani cantanti tedeschi percorrono la loro musica
attraverso unesecuzione limpida e senza fronzoli, come se ne volessero rivelare
leterea poesia, senza disturbarla attraverso una lettura troppo personalizzata.
Rappresentano la musica che appartiene alla loro cultura, attraverso una tecnica vocale
dallintonazione perfetta e una competenza filologica che ne fanno tra i più grandi
esecutori al mondo. Nel secondo tempo, attraverso una brusca
inversione di rotta, i Singphoniker abbandonano lo smoking per indossare gli abiti più
scanzonati ed ironici della musica detta "popolare". "Singphoniker
Serenade" è il nome della seconda parte; non rivelano in anticipo né brani, né
autori, giocando sulleffetto a sorpresa. Attraverso una presentazione letta con
grande gusto in lingua italiana, percorrono alcune perle della canzone popolare attraverso
arrangiamenti divertenti e scherzosi, resi ancor più gustosi da divertenti gag. E così
la seconda parte si snoda attraverso le note di Night and Day di Cole Porter, della
celebre Only you di Buck Ram and Andre Rand e portata al successo dai Platters, del
jazz-standard One note samba di Antonio Carlos Jobim e dello Stevie Wonder di You
are the sunshine of my life, fino a concludere con una beffarda interpretazione dellouverture
del Barbiere di Siviglia di Rossini. Gli intenti si invertono specularmente; alla rigorosa
filologia della prima parte si contrappone una scelta che predilige la loro virtuosità e
lirresistibile quanto sobria simpatia. I brani, trattati con unarmonia dal
sapore di jazz nordamericano, si spogliano del "groove" e
dellestemporaneità caratteristiche di quel mondo poetico, e si vestono con abiti
"europei" attraverso una performance studiata, anche teatralmente, nei minimi
particolari. Il pubblico è senza fiato per le risate ed il divertimento e applaude con
una vera ovazione i funambolici cantanti tedeschi. Dopo una manciata di bis tenuti sul
filo dellironia, i Singphoniker indossano di nuovo labito scuro e chiudono con
una Ninna nanna di Brahms, attraverso un originale quanto delizioso arrangiamento. Si esce
dalla sala davvero divertiti, con la consapevolezza di aver preso parte ad un momento
artistico, quello del primo tempo, davvero di alto livello. Il secondo tempo invece, ci
ricorda che la musica non è solo un processo intellettuale ma è anche divertimento e
atto sociale e anche se le lontane tradizioni del jazz e della bossanova frequentano di
rado le nostre vibrazioni, ci si può provare lo stesso. E con grandi risultati.
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