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07/06/07
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Musica - Dopo la breve pausa natalizia, riprende nel migliore dei modi la stagione musicale varesina
La bravura e l'ironia  dei Die Singphoniker al Salone Estense

Dopo la breve pausa natalizia, riprende nel migliore dei modi la stagione musicale varesina. Ospite venerdì scorso nella sala del Salone Estense il gruppo vocale "Die Singphoniker". Gli acclamati musicisti tedeschi stanno riscuotendo successi in tutto il mondo per l’eccelsa qualità delle loro performance, unita ad una concezione moderna e spettacolare della forma concerto. La loro presenza varesina si è divisa in due tempi decisamente distinti per repertorio ed intenzioni. La nutrita prima parte del recital ha percorso parte del repertorio liederistico tedesco attraverso alcune tra le straordinarie pagine di Schubert, Schumann, Mendelssohn e Strauss. La forma apparentemente semplice dei Lied, i cui temi ricorrenti sono l’amore, gli eventi della natura e i sentimenti, in realtà cela un approfondimento, una ricchezza di contenuti musicali straordinaria. I giovani cantanti tedeschi percorrono la loro musica attraverso un’esecuzione limpida e senza fronzoli, come se ne volessero rivelare l’eterea poesia, senza disturbarla attraverso una lettura troppo personalizzata. Rappresentano la musica che appartiene alla loro cultura, attraverso una tecnica vocale dall’intonazione perfetta e una competenza filologica che ne fanno tra i più grandi esecutori al mondo.

Nel secondo tempo, attraverso una brusca inversione di rotta, i Singphoniker abbandonano lo smoking per indossare gli abiti più scanzonati ed ironici della musica detta "popolare". "Singphoniker Serenade" è il nome della seconda parte; non rivelano in anticipo né brani, né autori, giocando sull’effetto a sorpresa. Attraverso una presentazione letta con grande gusto in lingua italiana, percorrono alcune perle della canzone popolare attraverso arrangiamenti divertenti e scherzosi, resi ancor più gustosi da divertenti gag. E così la seconda parte si snoda attraverso le note di Night and Day di Cole Porter, della celebre Only you di Buck Ram and Andre Rand e portata al successo dai Platters, del jazz-standard One note samba di Antonio Carlos Jobim e dello Stevie Wonder di You are the sunshine of my life, fino a concludere con una beffarda interpretazione dell’ouverture del Barbiere di Siviglia di Rossini. Gli intenti si invertono specularmente; alla rigorosa filologia della prima parte si contrappone una scelta che predilige la loro virtuosità e l’irresistibile quanto sobria simpatia. I brani, trattati con un’armonia dal sapore di jazz nordamericano, si spogliano del "groove" e dell’estemporaneità caratteristiche di quel mondo poetico, e si vestono con abiti "europei" attraverso una performance studiata, anche teatralmente, nei minimi particolari. Il pubblico è senza fiato per le risate ed il divertimento e applaude con una vera ovazione i funambolici cantanti tedeschi. Dopo una manciata di bis tenuti sul filo dell’ironia, i Singphoniker indossano di nuovo l’abito scuro e chiudono con una Ninna nanna di Brahms, attraverso un originale quanto delizioso arrangiamento. Si esce dalla sala davvero divertiti, con la consapevolezza di aver preso parte ad un momento artistico, quello del primo tempo, davvero di alto livello. Il secondo tempo invece, ci ricorda che la musica non è solo un processo intellettuale ma è anche divertimento e atto sociale e anche se le lontane tradizioni del jazz e della bossanova frequentano di rado le nostre vibrazioni, ci si può provare lo stesso. E con grandi risultati.

Claudio Farinone

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