| Cera una volta il
giullare. Oggi invece cè la giullaressa, o giullare-donna. A farcela scoprire, o
meglio riscoprire, è stato lo spettacolo andato in scena sabato sera al teatro Aleph di
Jerago al posto de "La regola doro", annullato allultimo momento.
"Ho visto un re" è una riduzione del celeberrimo "Mistero buffo" di
Dario Fo e Franca Rame, nomi che sono di per sé una garanzia per quanto riguarda il
buffonesco, e che sono quelli del padrino e della madrina della cantastorie protagonista
della pièce. Per le due ore di
rappresentazione Marina De Juli ha tenuto banco, raccontando e cantando storie
appartenenti alla Bibbia e ai Vangeli Apocrifi, nonché una di sua personale invenzione e
una di un altro giullare dei nostri tempi, Angelo Secchi, e variando due volte registro:
dal comico-grottesco al drammatico e ritorno. Con lei sul palco Chiara Bonfatti, cantante,
e tre strumentisti: Marco Gobbi, autore delle musiche insieme allassente Silvio
Negroni, Jacopo Corso e Stefano Leonardi.
Calorosa laccoglienza del pubblico, catturato
dalla personalità e dalla verve della "Capocomica", e trascinato in una
rivisitazione di vicende note, come la nascita di Gesù, la fuga in Egitto, le nozze di
Cana, o meno note, come un episodio dellinfanzia del Salvatore. Il tutto visto con
lottica del popolo, capace di "piangere, ridere, amare, ribellarsi", ed
espresso in un linguaggio che mescola dialetti del nord, "il Lombardo-Veneto", e
del sud, "il Campano-Siculo", e che si avvale del supporto della musica o dei
rumori prodotti dagli strumenti.
Una nota positiva anche alla scenografia, una grande
giullaressa a testa in giù dipinta da Dominique Gobbo. Come ha detto la stessa Marina,
"uno spettacolo del genere è un omaggio alla figura del cantastorie, sia esso in
pantaloni o in gonnella, antico o moderno, perché, a parte il caso celebre di Dario Fo,
ci sono e ci sono stati tanti altri giullari, spesso dimenticati, a cui è un piacere e un
dovere ridare una voce".
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