Torna al tempo libero

E-mail

 

Ore 16.33.43
Giorno
07/06/07
L'agenda di Vareseweb, con tutti gli appuntamenti del giorno
 
Teatro - "Ho visto un re", Teatro Aleph, Jerago, 27 gennaio 2001
Ho visto un re… e una regina

C’era una volta il giullare. Oggi invece c’è la giullaressa, o giullare-donna. A farcela scoprire, o meglio riscoprire, è stato lo spettacolo andato in scena sabato sera al teatro Aleph di Jerago al posto de "La regola d’oro", annullato all’ultimo momento. "Ho visto un re" è una riduzione del celeberrimo "Mistero buffo" di Dario Fo e Franca Rame, nomi che sono di per sé una garanzia per quanto riguarda il buffonesco, e che sono quelli del padrino e della madrina della cantastorie protagonista della pièce.

Per le due ore di rappresentazione Marina De Juli ha tenuto banco, raccontando e cantando storie appartenenti alla Bibbia e ai Vangeli Apocrifi, nonché una di sua personale invenzione e una di un altro giullare dei nostri tempi, Angelo Secchi, e variando due volte registro: dal comico-grottesco al drammatico e ritorno. Con lei sul palco Chiara Bonfatti, cantante, e tre strumentisti: Marco Gobbi, autore delle musiche insieme all’assente Silvio Negroni, Jacopo Corso e Stefano Leonardi.

Calorosa l’accoglienza del pubblico, catturato dalla personalità e dalla verve della "Capocomica", e trascinato in una rivisitazione di vicende note, come la nascita di Gesù, la fuga in Egitto, le nozze di Cana, o meno note, come un episodio dell’infanzia del Salvatore. Il tutto visto con l’ottica del popolo, capace di "piangere, ridere, amare, ribellarsi", ed espresso in un linguaggio che mescola dialetti del nord, "il Lombardo-Veneto", e del sud, "il Campano-Siculo", e che si avvale del supporto della musica o dei rumori prodotti dagli strumenti.

Una nota positiva anche alla scenografia, una grande giullaressa a testa in giù dipinta da Dominique Gobbo. Come ha detto la stessa Marina, "uno spettacolo del genere è un omaggio alla figura del cantastorie, sia esso in pantaloni o in gonnella, antico o moderno, perché, a parte il caso celebre di Dario Fo, ci sono e ci sono stati tanti altri giullari, spesso dimenticati, a cui è un piacere e un dovere ridare una voce".

Vincenzo Garzillo

Torna all'inizio dell'articolo