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Ore 16.33.16
Giorno
07/06/07
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Musica - In coppia con Candida Thompson ha offerto una straordinaria esecuzione dei duetti per violino e viola K 423 e K424 di Wolfgang Amadeus Mozart
Grubert, un violino importante

Secondo appuntamento pomeridiano per la stagione musicale varesina. Protagonista il celebre violinista Ilya Grubert. L’artista lituano ha offerto, al sempre nutrito pubblico varesino, pagine importanti della letteratura per violino solo alternando brani in duo con la viola, grazie alla presenza della eccellente Candida Thompson.

Aprono le due parti del concerto assieme, attraverso l’esecuzione dei duetti per violino e viola K 423 e K424 di Wolfgang Amadeus Mozart. I due brani furono composti da Mozart come dono ad un amico: Michael Haydn (fratello del celebre Franz Joseph) e, nonostante non raggiunsero la notorietà di altri lavori cameristici mozartiani, assurgono alle più alte vette della musica cameristica di quel periodo. Ilya Grubert e Candida Thompson ne offrono un’interpretazione ineccepibile ed elegante.

La violista lascia quindi la scena al violino solo di Grubert che affronta una delle più alte sfide verso la musica per il suo strumento: la Partita per violino solo BWV 1004 di Johann Sebastian Bach. La difficoltà del brano consiste nel rendere una condotta polifonica "suggerita", mediante l’utilizzo di uno strumento di per sé monodico, attraverso l’ausilio di un’ardua tecnica dell’archetto. Grubert affronta a memoria l’intera suite conclusa dalla celebre e monumentale ciaccona e tocca forse il più alto punto del concerto in quanto a contenuti musicali.

La seconda parte ci sembra ancor più vicina al suo linguaggio e si snoda, dopo il già citato duetto mozartiano, attraverso una sonata moderna, la n. 3 di Eugene Ysaye, e quattro tra i ventiquattro Capricci di Niccolò Paganini. La prima composizione è facente parte di un ciclo di sei, cui l’autore dedica ad altrettanti virtuosi del violino del suo periodo. Non hanno bisogno di presentazioni invece, le composizioni paganiniane, vero punto nodale del repertorio per violino solo. Dopo due interpretazioni intense ed ineccepibili, il concerto chiude ancora con il duo, attraverso le note della Passacaglia di Haendel. Concepita per clavicembalo e trascritta e rielaborata successivamente da Halvorsen, riassume l’intero concerto attraverso una variegata pluralità di stili compositivi.

I due chiudono tra nutriti applausi in un atteggiamento austero e senza concedersi nemmeno ad un bis. Forse a simboleggiare l’inutilità ad aggiungere altro ad un programma di assoluti contenuti musicali e condotto con inesauribile maestria.

Prossimo appuntamento: 8 febbraio al Teatro Impero con i Berliner Simphoniker e il pianoforte di Joaquìn Achucarro.

Claudio Farinone

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