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07/06/07
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Teatro - Per la stagione teatrale comunale tre serate con il "Monsieur Malaussčne" di Daniel Pennac
Bisio-Benjamin Malaussčne, ovvero ansie e speranze di un padre

Benjamin Malaussčne, professione: capro espiatorio. Nella primavera del 1993, in un convegno di criminologia tenutosi a Villa Ponti, studiosi del calibro di Bandini, Ponti e Francia discutevano del ruolo del capro espiatorio nella storia. Il professor Ponti citņ un quasi sconosciuto – allora in Italia- scrittore francese, tale Daniel Pennac, professore di lettere in un liceo parigino, che aveva incentrato i suoi libri su una figura singolare: Benjamin Malaussčne, che di lavoro faceva il capro espiatorio in un grande magazzino.  

(nella foto sopra Daniel Pennac)

Certo che essere pagati per qualche cosa che da sempre veniva svolto gratuitamente e senza la consapevolezza del martirio conseguente, era proprio una bella trovata.
La saga di Benjamin e di tutta la famiglia Malaussčne, raccontata dal bravo e geniale Pennac,  č andata avanti per molti anni, con un tale successo di pubblico e di critica da farlo diventare un caso editoriale. Vuoi il particolare modo di scrivere -  molto simile per ironia e capacitą visionaria a quella di Stefano Benni -, vuoi la singolaritą dei personaggi e dell’ambientazione - il quartiere arabo-parigino di Belleville, diventato ormai luogo di culto per gli amanti di Pennac -, sta di fatto che le avventure della tribł dei Malaussčne sono diventate gią un mito della letteratura contemporanea.

Anche se lo stesso Pennac affermava in un’intervista che "dovrebbe scusarsi il romanziere che fa irruzione sul palcoscenico", nell’ottobre del 1996 debuttava, al Teatro dell’Est Parisien, il monologo "Monsieur Malaussčne". In scena: Jean Guerrin. Benjamin irrompeva in teatro, dunque, per volontą di chi lo aveva generato. Un Monsieur Malaussčne incinto, che dialoga con "il piccolo qualcuno" che sta in Julie, un monologo che diventa augurio, per un figlio che dovrą conoscere la vita. Malaussčne gli fa un riassunto, cercando di prepararlo innanzitutto all’impatto con la sua famiglia. Un soliloquio tenero, dove la passione, l’ ironia e l’incanto tipici del protagonista non faticano a conquistare il pubblico.

Dai teatri di Parigi il monologo arriva anche in Italia. Nel 1997 Daniel Pennac lo affida al regista Giorgio Gallione e al Teatro dell’Archivolto che ne č anche il produttore. A dare un volto e una voce sul palcoscenico a Malaussčne viene chiamato Claudio Bisio. Non poteva essere fatta scelta migliore. Chi meglio di Claudio-Bisio-Malaussene poteva dialogare, con passione e trasporto, con un’ecografia grande quanto un fagiolo. 
"Nascerą? Si tufferą? Scenderą un giorno per strada? Si beccherą l’opera in quadricromia della vita? L’ottimismo amoroso ha scherzato una volta di pił con la vita? Cadrą dal niente nel peggio? Si costruirą: un’impalcatura di sentimenti sulle fondamenta del dubbio, i muri nebulosi della metafisica, l’arredo perituro delle convenzioni, il tappeto volante dei sentimenti… Mangerą, fumerą, amerą, penserą…".

La prima rappresentazione italiana č del luglio del 1997, alla 40ma edizione dello Spoleto Festival. Lo straordinario soliloquio dell’attore milanese, il calore e il senso di protezione materni, che scaturiscono dalla sua interpretazione, conquistano subito pubblico e critica. Gli interrogativi surreali di un padre incinto rimbalzano sugli spettatori con la stessa intensitą di chi li sta vivendo. E se č vero che "la cosa tragica, con gli sbarbati, č che pensano che tutto abbia sempre un seguito", speriamo che l’avventura teatrale du petit Malaussčne abbia una seconda puntata.

31 gennaio, 1 e 2 febbraio al Teatro Impero
Monsieur Malaussčne
di Daniel Pennac
traduzione dal francese di: Yasmina Melaouah
regia di Giorgio Gallione
canzoni Sergio Conforti
musiche Paolo Silvestri
interpreti: Claudio Bisio

45mila, 35mila, 25mila
per informazioni 0332 255282

Michele Mancino

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