Benjamin Malaussčne, professione: capro espiatorio. Nella
primavera del 1993, in un convegno di criminologia tenutosi a Villa Ponti, studiosi del
calibro di Bandini, Ponti e Francia discutevano del ruolo del capro espiatorio nella
storia. Il professor Ponti citņ un quasi sconosciuto allora in Italia- scrittore
francese, tale Daniel Pennac, professore di lettere in un liceo parigino, che aveva
incentrato i suoi libri su una figura singolare: Benjamin Malaussčne, che di lavoro
faceva il capro espiatorio in un grande magazzino.
(nella foto sopra Daniel Pennac)
Certo che essere pagati per qualche cosa che da sempre veniva svolto gratuitamente e
senza la consapevolezza del martirio conseguente, era proprio una bella trovata.
La saga di Benjamin e di tutta la famiglia Malaussčne, raccontata dal bravo e geniale
Pennac, č andata avanti per molti anni, con un tale successo di pubblico e di
critica da farlo diventare un caso editoriale. Vuoi il particolare modo di scrivere
- molto simile per ironia e capacitą visionaria a quella di Stefano Benni -, vuoi
la singolaritą dei personaggi e dellambientazione - il quartiere arabo-parigino di
Belleville, diventato ormai luogo di culto per gli amanti di Pennac -, sta di fatto che le
avventure della tribł dei Malaussčne sono diventate gią un mito della letteratura
contemporanea.
Anche se lo stesso Pennac affermava in unintervista che "dovrebbe scusarsi
il romanziere che fa irruzione sul palcoscenico", nellottobre del 1996
debuttava, al Teatro dellEst Parisien, il monologo "Monsieur Malaussčne". In scena: Jean Guerrin.
Benjamin irrompeva in teatro, dunque, per volontą di chi lo aveva generato. Un Monsieur
Malaussčne incinto, che dialoga con "il piccolo qualcuno" che sta in Julie, un
monologo che diventa augurio, per un figlio che dovrą conoscere la vita. Malaussčne gli
fa un riassunto, cercando di prepararlo innanzitutto allimpatto con la sua famiglia.
Un soliloquio tenero, dove la passione, l ironia e lincanto tipici del
protagonista non faticano a conquistare il pubblico.
Dai teatri di Parigi il monologo arriva anche in
Italia. Nel 1997 Daniel Pennac lo affida al regista Giorgio Gallione e al Teatro
dellArchivolto che ne č anche il produttore. A dare un volto e una voce sul
palcoscenico a Malaussčne viene chiamato Claudio Bisio. Non poteva essere fatta scelta
migliore. Chi meglio di Claudio-Bisio-Malaussene poteva dialogare, con passione e
trasporto, con unecografia grande quanto un fagiolo.
"Nascerą? Si tufferą? Scenderą un giorno per strada? Si beccherą lopera
in quadricromia della vita? Lottimismo amoroso ha scherzato una volta di pił con la
vita? Cadrą dal niente nel peggio? Si costruirą: unimpalcatura di sentimenti sulle
fondamenta del dubbio, i muri nebulosi della metafisica, larredo perituro delle
convenzioni, il tappeto volante dei sentimenti
Mangerą, fumerą, amerą,
penserą
".
La prima rappresentazione italiana č del luglio del 1997, alla 40ma edizione dello
Spoleto Festival. Lo straordinario soliloquio dellattore milanese, il calore e il
senso di protezione materni, che scaturiscono dalla sua interpretazione, conquistano
subito pubblico e critica. Gli interrogativi surreali di un padre incinto rimbalzano sugli
spettatori con la stessa intensitą di chi li sta vivendo. E se
č vero che "la cosa tragica, con gli sbarbati, č che pensano che tutto abbia
sempre un seguito", speriamo che lavventura teatrale du petit
Malaussčne abbia una seconda puntata.
31 gennaio, 1 e 2 febbraio al Teatro Impero
Monsieur Malaussčne
di Daniel Pennac
traduzione dal francese di: Yasmina Melaouah
regia di Giorgio Gallione
canzoni Sergio Conforti
musiche Paolo Silvestri
interpreti: Claudio Bisio
45mila, 35mila, 25mila
per informazioni 0332 255282
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