Si è
concluso alle due e quarantacinque. E non è finita. Per approvare il nuovo statuto e
discutere della gestione dei rifiuti occorrerà una nuova seduta lunedì prossimo.
Comunque con ventiquattro voti favorevoli (Lega, Cdu, Lista civica, Forza Italia) e otto
contrari (Ds, Rc, VareseCittà e Motta) sono state approvate le linee di indirizzo e lo
schema di bando per la scelta del socio privato di Aspem.
Sarà un socio tecnologico e verrà scelto con una selezione in due distinte fasi. Una
sola novità, ancora in ribasso rispetto alle caratteristiche patrimoniali. Basterà avere
un patrimonio netto di trenta miliardi e un bilancio triennale di 400 miliardi e non più
70 come deciso dalla giunta e poi abbassato a 50 in commissione. È passato un emendamento
del consigliere di Forza Italia D'Audino. Le ragioni sono quelle di favorire aziende anche
locali. La serata era iniziata con la surroga del
consigliere Ermanno Montoli dimissionario. Al suo posto è entrato Vincenzo Barraco.
Subito dopo ha preso la parola l'assessore Lazzari per
spiegare lo stato dei fatti per la ricerca del socio di Aspem. Lo hanno poi seguito gli
interventi dell'opposizione. In ordine Maresca (Ds), Paci (VareseCittà) e Forma (Rc) che
in modi diversi hanno spiegato la loro contrarietà al provvedimento della Giunta. La
scelta di non definire i settori di intervento in modo chiaro, e l'esigenza primaria di
far cassa sono i due elementi che più contrastano con una scelta ponderata e
serena.
Gli stessi emendamenti presentati dai Ds andavano infatti nella direzione di recuperare
parte di quanto già deciso nella giunta di dicembre e poi, a loro modo di vedere, ancora
più peggiorato con gli interventi successivi.
Forte, inoltre, la preoccupazione di come verranno utilizzati i 65-70 miliardi che si
potrebbero ottenere dalla vendita del 40% di Aspem.
Quando la discussione sembrava avviata verso una rapida
conclusione è arrivato l'intervento di Motta
(Lega), che si è dichiarato "contrario alle scelte della
maggioranza degli ultimi tempi. Non sono concorde con lindirizzo politico attuale.
La Lega ha sempre tentato di coinvolgere le comunità locali. Scaturisce un interrogativo
pesante a livello politico. Varese è fuori dallindirizzo politico che aveva la
Lega. Demandiamo la gestione dellazienda al socio". Un duro attacco quindi al
suo partito a cui ha fatto seguito la presentazione di 53 emendamenti con chiara
intenzione ostruzionistica.
Al suo intervento ha replicato Fabio Binelli
(Lega)."La delibera di stasera è lo sbocco naturale di quella di settembre. Massimo
introito e un partner tecnologico forte. La vendita di gas sarà liberalizzata e per altri
servizi si dovrà andare a gara. Non sono daccordo con questa linea, ma dobbiamo
attrezzarci con lAspem e non con aziende di stessa caratteristiche. Un partner che
garantisse alcuni obiettivi presenti nel piano industriale. Lamministrazione ha
quindi dato precisi obiettivi. Per supportare queste scelte sarà proprio il piano
industriale a fissare le caratteristiche del socio. Doppia gara. Prima per verificare
idoneità sul programma industriale. Seconda fase di tipo economico. Tale procedura
soddisfa i due obiettivi posti".
Sono poi stati esaminati i vari emendamenti, e malgrado
quasi la metà di quelli presentati da Motta sono stati dichiarati inaccettabili, la
discussione si è protratta per ore e solo alle due e mezza si è arrivati al voto finale.
A questo punto la Giunta potrà pubblicare il bando e dopo
60 giorni avviare tutta la procedura.
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