Tre borse di studio, da tre milioni a testa, ad altrettanti dottori dei
pronto soccorso di Cittiglio, Varese e Luino. E con questo gesto la compagnia di colleghi
che per vent'anni ha ricordato Enzo Tresca, il brillante giornalista morto nel 1980 a
trentatre anni travolto da una automobile, chiude la stagione pubblica dei ricordi, anche
se resterà comunque nei cuori degli amici, "un gruppo davvero affiatato" che
faceva parte della redazione del primo quotidiano della provincia, che erano presenti alla
cerimonia: Maniglio Botti (è sua la foto di Enzo - qui pubblicata -
appesa nella redazione della Prealpina), Mario Lodi, Gaspare Morgione,
Pierfausto Vedani.
Una stagione nata un anno dopo la morte di Enzo:
«Quando i genitori di Enzo hanno ricevuto i soldi dell'assicurazione li hanno messi in
una busta, me l'hanno portata e me l'hanno depositata sul tavolo» ricorda Mario Lodi,
allora direttore della Prealpina «dicendomi: con questi lei e i suoi colleghi fate quello
che potete per ricordare Enzo».
E i colleghi, senza dimenticare un episodio della breve ma intensa vita del
bravissimo cronista "che si spostava solo a piedi o in taxi", hanno lavorato
moltissimo affinché la memoria non si perdesse: «Per i primi dieci anni abbiamo dato
borse di studio agli aspiranti giornalisti della neonata - a quell'epoca - scuola di
Milano» spiega Lodi (nella foto, con la madre di Tresca),
che è anche presidente della commissione istituita per erogare i fondi «poi ci siamo
diretti verso elargizioni legate al territorio: fondi per gli alluvioni, per il monumento
ai carabinieri e altro. Per chiudere, abbiamo voluto rivolgerci alla struttura
ospedaliera, che ci ha proposto di gratificare dei medici tra quelli che lavorano più
duramente, in uno dei settori più delicati»
I
tre medici premiati sono Massimo Bianchi dell'ospedale di
Circolo, Pietro Ugazio dell'ospedale di Cittiglio e Maurizio Zorzan dell'ospedale di
Luino «Donazioni come questa sono occasioni per far crescere l'ospedale» ha spiegato il
direttore generale del Circolo Carlo Lucchina, intervenuto con altre autorità, come il
direttore sanitario Fabio Banfi o il sindaco di Varese Aldo Fumagalli «E sono
fondamentali per la vita della struttura. Anche se piccole, servono a moltissimo. Con
donazioni anche da un solo milione, si arriva in poco tempo a mettere insieme miliardi per
la comunità».
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